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INTERVENTI
SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
I post di Pictor Anonymus
6     Numero
(in ordine di arrivo)
Questo numero è online da dicembre 2013  / Ultimo aggiornamento:  25 febbraio 2014
Diari, aneddoti e riflessioni di un pittore anonimo non privo d’arguzia...
La salute dell’arte... 18 febbraio 2014 A Torino, il 31 gennaio scorso, a Palazzo Chiablese, nel cuore del Polo Reale torinese, viene inaugurata la mostra “Doppio sogno. Da Warhol a Hirst, da De Chirico a Boetti”. Il pubblico si complimenta con gli organizzatori perché nella sala è presente un armadietto con attrezzi infermieristici. C’è chi esprime elogi sperticati perché nota anche la presenza nell’armadietto di alcuni defibrillatori: si sa, l’arte contemporanea può colpire ...a morte! Poi, però, qualcuno si lamenta perché non trova l’opera di Hirst annunciata nell’invito. Il curatore Luca Beatrice si precipita allora a precisare che l’opera di Hirst è proprio quell’armadietto! Quindi aggiunge che forse l’opera non era immediatamente percepibile come opera d’arte perché (testuale) “non è inserita in un contesto d’arte contemporanea classico, e si assiste così a una sorta di scivolamento di senso”. Beh, niente male: se anche si scivola e si batte la testa, e si perdessero i sensi, c’è sempre il defibrillatore… Ora basta! 15 febbraio 2014 Ora basta! Possibile che basti una firma per decidere della qualità di un’opera d’arte? Oggi il mondo dell’arte è in tripudio per il ritrovamento delle opere trafugate dai nazisti. Esultanza di critici e storici dell’arte che definiscono un “tesoro” il ritrovamento. Vi invito a guardale tutte, ma soprattutto l’opera “Baita dietro agli alberi”  di Max Liebermann, per non parlare di “Città italiana lungo il fiume”, del medesimo autore. Ma se volete davvero stupirvi, guardate “Donna al mare” Manco si trattasse di un’opera di Fidia restituita dal mare. Ebbene guardatele queste opere. Chiunque di voi fosse stato insegnante in un liceo artistico saprebbe quante insufficienze avrebbe dato per simili disegni. Quando riusciremo a vedere che la materia, il contenuto, il soggetto, la composizione, la difficoltà della sistemazione degli elementi, la poetica ecc., sostituiranno la firma? Ieri la mia nipotina ha rotto una mia tela. Avrei dovuto sgridarla, ma se fosse stato invece un “concetto spaziale”? Avanguardia? 29 gennaio 2014 L’altro giorno mi sono stupito che il mio nipotino in prima elementare sapesse già leggere e scrivere. Ai miei tempi, a gennaio, io facevo ancora le aste con la matita. E così ho riflettuto: l’alfabeto è arrivato dopo 3000 anni di scrittura cuneiforme. E i fonemi  furono la nuova avanguardia. I caratteri mobili sono arrivati dopo altri 2500 anni. E la stampa fu la nuova avanguardia. Dopo 300 anni la litografia sostituì l’incisione su zinco e rame. E fu la nuova avanguardia. Dopo 50 anni la fotografia sostituì la lito. E fu la nuova avanguardia. Dopo 40 anni la rotativa fu la nuova avanguardia. Dopo 20 anni arrivò il primo computer. E fu di nuovo avanguardia. Dopo 10 anni arrivò il portatile. E via con l’avanguardia. Dopo 5 anni ecco lo smartphone. E dai con l’avanguardia. Dopo qualche mese ecco il tablet. E giù con l’avanguardia. Perché, 100 anni dopo Duchamp,  “artisti” come Jeff Koons, Damien Hirst, Cattelan e compagnia, dopo appunto un secolo, continuiamo a chiamarli d’avanguardia? L’arte del Luna Park 14 gennaio 2014 Ero a Roma coi miei nipotini. - Cari nipotini, oggi che siamo in questa città, il nonno vi farà vedere delle bellissime cose. - No, nonno. Dai. Immaginiamo cosa vuoi farci vedere. Però noi vogliamo divertirci. - Ma, bimbi miei, non di solo gioco cresce l’uomo! - Nonno! Non fare il filosofo che non ti viene bene. - Va beh. Dove vorreste andare? - Al Luna Park, nonno. - Allora, io vi porto al Luna Park, però domani venite con me al Museo. - Uffa nonno. - Basta, non si discute. Oggi al Luna Park e domani al Museo! - Va beneeeee... nonno. Il giorno dopo porto i miei nipotini al MACRO. Appena entrati c’è l’installazione di Toshiko Horiuchi MacAdam per la settima edizione di Enel Contemporanea, a cura di Francesco Bonami. Dopo un’ora la più grande dei miei nipotini mi guarda e dice: -Grande nonno! Non sapevamo che ci portavi ancora al Luna Park!   Come facevo a spiegarle che si trattava invece di arte contemporanea sofisticata e impegnatissima, curata dal critico italiano oggi più alla moda? Cliccate QUI, guardatevi il filmato e poi aiutatemi a dire qualcosa ai miei nipotini!
L’archivio dei post precedenti
Brutti    cattivi &
riContemporaneo.org
L'armadietto di pronto soccorso di Damien Hirts, dal titolo "No love lost"
OPINIONI
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