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INTERVENTI
Un intervento di Turi Volanti
SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
18 dicembre 2013 ANCORA SUL “DITO” DI CATTELAN Caro Giorgio, mi scuso se riprendo ora, dopo parecchio tempo dal tuo invito, il discorso sul dito di Cattelan… Allora t'inviai solo un secco "no", ripromettendomi di farti leggere, al più presto, il mio pensiero. Se può interessarti la ragione del mio lungo ritardo, è che sono stato impegnato per tre anni a scrivere il mio ultimo libro. (...) Il dito di Cattelan? Provocazione per provocazione, sudiciume per sudiciume, io glielo metterei nel suo c... - inteso questo, come forma materiata di plastica rosa - dentro il dito suo, lì, in piazza Affari, a Milano, col titolo: “Cattelan si mette il dito nel c...” Beh, son quasi certo che, conoscendo il suo spirito… anche lui ci starebbe. Sicché, ci troveremmo spiazzati. Però, suvvia!, che spettacolo! Scherzi a parte (ma non troppo) quel dito pone - da quando Duchamp elevò il pisciatoio a opera d'arte e altri la merda d'artista e via dicendo - inquietante e reiterato interrogativo: che cos'è l'arte? Tutti crediamo di sapere. E le definizioni sono tante quante sono le sdefinizioni. Dialettica? Una cosa a me pare certa. Che ogni artista, dal primo novecento a oggi, cerca in primis l'inedito assoluto, indistinto da novità, originalità e trovata: un garbuglio non sgarbugliabile neppure se metti a congresso per un intero anno le teste coronate di critici e teorici e storici con altrettante corone in capo di artisti e pasticcieri… L'arte deve inquietare, sorprendere, dare un pugno allo stomaco…: locuzioni che fanno parte di quei comandamenti che da un secolo si moltiplicano per partenogenesi. Perché (già, perché?) non si potrebbe invece dire che l'arte dovrà sedurre, rassicurare, gioificare… come ha fatto dalla preistoria al primo novecento? E' decisamente alienato il diennea dalla natura umana la sindrome di Stendhal? Ma è veramente speculare del nostro tempo l'arte che fa strage di 2mila colombe?… E intanto il mostro di Catteland continua a far parlare di sé, e gli permettono di continuare a…. Mi viene in mente l'incipit di un libro di Dino Formaggio: E' arte tutto ciò che gli uomini chiamano arte…E cos'è ciò che gli uomini chiamano arte?  Il suo "Arte" è uscito 40 anni fa, e la definizione del critico resse e regge…  Qui il discorso si fa lungo e quindi… E' il nome che impone le stronzate o sono le stronzate che fanno nomato il nome?. Mah!  
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Questo numero è online da dicembre 2013  / Ultimo aggiornamento:  25 febbraio 2014
Nasce a Floridia (Sr) nel 1930. Da autodidatta consegue la maturità al Liceo Artistico di Palermo. Si iscrive in Architettura nella stessa città, ma un anno dopo si trasferisce a Milano. Di famiglia di condizioni molto modeste, il giovane Volanti, per lo scarso sostegno economico, abbandona il Politecnico per frequentare e completare gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dopo aver trascorso molti anni di lavoro a Brescia, è tornato oggi a vivere a Floridia, dove dipinge e scrive.
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Il "Dito" di Maurizio Cattelan in piazza Affari a Milano di fronte alla Borsa ( foto Alberto Cane) Turi Volanti Maurizio Cattelan
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