Leggi... Leggi.. Leggi.. Leggi.. Qui trovi i numeri pregressi Leggi... Leggi... Leggi.. Leggi... Leggi... Leggi... Leggi... Torna alla pagina principale... L'apocalisse di Jean Clair       di G.Dradi Leggi... Leggi... Leggi... Leggi... Leggi... Leggi... Leggi... Leggi...
INTERVENTI
SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
19 dicembre 2013 A PROPOSITO DELL’ARTE FALSA Un nugolo di impostori e giocolieri Da queste pagine online Seveso afferma: riprendiamoci il contemporaneo, perché  “(…) nella nostra cultura il senso comune ormai prevalente non considera arte contemporanea ciò che viene esplorato e realizzato oggi, bensì solo un particolare gruppo di linguaggi, di modalità e di tendenze rispondenti a caratteristiche tecniche e linguistiche date: quelle, non altre.” Contemporaneo può significare simultaneo, oppure indicare chi vive negli stessi anni di un altro, come ad esempio nel caso di Boccaccio che fu contemporaneo di Petrarca. Parlando di storia contemporanea ci si riferisce ad un lasso di tempo compreso tra la 2° guerra mondiale e i nostri giorni. Dopo l’arte moderna (che va dagli anni sessanta del XIX secolo agli anni settanta del secolo scorso), si colloca l’arte contemporanea, definita anche arte postmoderna. Per quanto la querelle possa riguardarci, credo che la catalogazione di un periodo storico o di un movimento artistico dal punto di vista temporale sia piuttosto limitante, perché l’arte è stata sempre in divenire e, più che gli stili o i gruppi, contano le personalità creative ed autonome, che magari ai tempi loro sono andate controcorrente. Importanti sono stati sicuramente i tre Padri  rinascimentali più famosi al mondo, ma non si può trascurare l’originalità di  taluni artisti del Manierismo che esasperarono le forme dei primi in modo più dinamico e libero, anticipando l’arte moderna. Quanto all’articolo di Jean Clair, che è piaciuto a Seveso poiché alcune idee del critico francese coincidono con le sue e con quelle dei lettori della rivista-blog, l’ho trovato anch’io condivisibile nei vari passaggi. In uno di questi afferma: “Come il mercato dell'arte, fondato da sempre sul lungo termine, abbia potuto incrociare il mercato della finanza fondato sul brevissimo termine, al punto da fondersi con esso, qui sta l'enigma dell'arte contemporanea.”. Più che di enigma parlerei di un nugolo di impostori e giocolieri, che imperversano nel mercato dell’arte, coadiuvati da un’editoria compiacente, dai collezionisti , dalle gallerie d’arte e dalle banche, che hanno in mano le redini della subdola negoziazione, proponendo presunti artisti di arte contemporanea a prezzi salati. Bene dice Clair: “Che cos'è allora un falso nell'arte se non un credito riposto in un oggetto detto "opera d'arte" e che si è riusciti, nonostante si tratti di un'opera miserabile o addirittura - come per le opere concettuali - inesistente, a far passare come dotato di valore?” Sulla scia di tale concetto, non è difficile dimostrare come i falsi profeti che vendono i loro manufatti a prezzi sbalorditivi, pur non essendo Padri del contemporaneo perché nulla hanno creato, usano le loro energie solo alla ricerca del successo, passando dalla truffa alla ricchezza, come da più parti si sente dire. Senza però dimenticare che il loro ingresso nell’arte contemporanea è annunciato con squilli di tromba e pifferi dai media e dal loro seguito, come fautori del nuovo, nel panorama variegato dell’arte d’oggi. Niente di più falso, perché il loro lavoro è semplicemente obsoleto. Si pensi al clamoroso ”Orinatoio”  di Duchamp del 1917,  alla “Merda d’artista” di Manzoni degli anni 60, al laboratorio di serialità di Warhol o ai tagli infiniti di Fontana, commercializzati in seguito con multipli e repliche vendute a peso d’oro. Dei primi due non credo che si tratti di grandi artisti ma di geniali intellettuali, mentre i secondi sono diventati in qualche modo solo una fabbrica di denari!
6     Numero
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Questo numero è online da dicembre 2013  / Ultimo aggiornamento:  25 febbraio 2014
Un intervento di Antonio Fomez
Pittore, insegnante e pubblicista, è nato a Portici nel 1937. Si è diplomato  presso l’Accademia di Napoli nel 1961. Dal 1963 vive e opera a Milano.
Il «ready-made» dal titolo «Fontana» di Duchamp, presentato nel 1917 con lo pseudonimo di R.Mutt all'americana Society of Independent Artists
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