Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. Per oltre vent’anni è stato critico de l’Unità. E’ nato a Sanremo nel 1944.
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INTERVENTI
Un intervento di Giorgio Seveso
SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
17 febbraio 2014 LA SINDROME DEL FETICCIO A Palazzo Fava a Bologna, uno dei capolavori di Vermeer è al centro di una vera e propria adorazione di massa. Ma è vera cultura? Ci risiamo. Ecco di nuovo in azione l’arte-feticcio!... Ancora una volta file e file di spettatori frementi per passare qualche attimo a tu per tu con la celebre tela, o la famosissima statua, o l’iper glamouroso barattolino d’autore. Ci siamo ormai abituati,  ma proviamo un pizzico al cuore pensando che stavolta si tratta di questa bellissima, tenera, erotica immagine di Jan Vermeer del 1665, umida di luce e di ombre lievi come un soffio, piccolo capolavoro intrigante della pittura fiamminga... Ma quanti, pigiati nella fila, hanno visto davvero queste cose? Hanno cercato qualcosa di vero, che non fosse appunto il feticcio? Quanti erano lì, invece, per obbedire all’irresistibile, futile bisogno di esserci, al richiamo carismatico della persuasività pubblicitaria, alla facile spinta verso una cultura solo virtuale, solo fatta di cose e di oggetti e non d’idee e giudizi? Personalmente stimo molto Marco Goldin, già dai tempi in cui, giovanissimo, frequentava gli studi dei pittori e organizzava memorabili mostre figurali accompagnate da testi di straordinaria acutezza e di suggestiva, illuminante scrittura.  Ma non sembra, ora, che le attenzioni imprenditoriali per le sorti della sua organizzazione Linea d’ombra e per le mostre “di cassetta” abbiano fatto un poco smarrire la limpida qualità delle sue scelte e delle sue iniziative curatoriali? Ad ogni modo, ecco i numeri, che richiamo da un comunicato stampa in certi punti involontariamente esilarante nel suo tono di entusiastica approvazione: “28.868 visitatori nei primi 9 giorni, per La ragazza con l’orecchino di perla, con svenimenti per l’emozione davanti al quadro... Marco Goldin non nasconde la sua, legittima, soddisfazione. La ragazza con l’orecchino di perla, esposizione aperta a Palazzo Fava a Bologna, ha immediatamente raccolto il testimone da Verona in testa alle classifiche delle mostre italiane più visitate. Per molte settimane, al vertice di queste classifiche si era stabilmente collocata la mostra veronese “Verso Monet”, da lui ugualmente curata, e dedicata alla storia del paesaggio dal Seicento al principio del Novecento, mostra che il 22 febbraio riaprirà i battenti in Basilica Palladiana a Vicenza e che, anche in questa sede, prefigura numeri da record. Chiusa la tappa veronese alla Gran Guardia, il vertice in classifica è stato immediatamente occupato dalla mostra bolognese sul capolavoro assoluto di Vermeer, accompagnato da altri 36 straordinari dipinti della Golden Age olandese. Un successo che Goldin e Linea d’ombra naturalmente condividono con i promotori: Fondazione Carisbo, Genus Bononiae-Museo nella Città e il suo presidente Fabio Roversi-Monaco che ha fortemente voluto questa iniziativa, Intesa Sanpaolo e con il Gruppo Segafredo Zanetti, main sponsor della mostra. Nei primi nove giorni di apertura, la Ragazza con l’orecchino di perla ha richiamato a Palazzo Fava 28.868 visitatori, con una media superiore a 3200 ammiratori al giorno, con punte superiori a 4 mila il sabato e la domenica. Numeri incredibili data la dimensione della sede espositiva, famosa come si sa anche per gli affreschi dei Carracci. E ammiratori è il termine esatto, vista l’emozione che tutti provano davanti alla Ragazza, al punto che si sono registrati persino alcuni episodi di malessere e svenimento... Vera e propria sindrome di Stendhal davanti a Vermeer!” Ecco, non sembra di leggere le gesta di una qualche squadra di calcio: goleador, sponsor e tifo da stadio compresi? Dev’essere però chiaro. Questa sostanziale trasformazione dell’arte in spettacolo, questo suo “scadimento” di sostanze e di ruoli, non è colpa del pubblico. O, almeno, non è tutta colpa sua.. La responsabilità di gran lunga maggiore è nostra: artisti, critici, mondo dell’arte, amministratori e politici al seguito!
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Questo numero è online da dicembre 2013  / Ultimo aggiornamento:  25 febbraio 2014
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Jan Vermeer, "La ragazza con l'orecchino di perla", 1665 Giorgio Seveso
OPINIONI
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