INTERVENTI
Un intervento
di
Giorgio
Seveso
SOMMARIO
RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA
17 febbraio 2014
LA SINDROME DEL
FETICCIO
A Palazzo Fava a Bologna, uno dei capolavori di
Vermeer è al centro di una vera e propria
adorazione di massa. Ma è vera cultura?
Ci risiamo. Ecco di nuovo
in azione l’arte-feticcio!...
Ancora una volta file e file
di spettatori frementi per
passare qualche attimo a
tu per tu con la celebre
tela, o la famosissima
statua, o l’iper glamouroso
barattolino d’autore.
Ci siamo ormai abituati,
ma proviamo un pizzico al
cuore pensando che
stavolta si tratta di questa
bellissima, tenera, erotica
immagine di Jan Vermeer
del 1665, umida di luce e
di ombre lievi come un
soffio, piccolo capolavoro
intrigante della pittura
fiamminga...
Ma quanti, pigiati nella fila,
hanno visto davvero
queste cose? Hanno
cercato qualcosa di vero, che non fosse appunto il feticcio? Quanti
erano lì, invece, per obbedire all’irresistibile, futile bisogno di
esserci, al richiamo carismatico della persuasività pubblicitaria, alla
facile spinta verso una cultura solo virtuale, solo fatta di cose e di
oggetti e non d’idee e giudizi?
Personalmente stimo molto Marco Goldin, già dai tempi in cui,
giovanissimo, frequentava gli studi dei pittori e organizzava
memorabili mostre figurali accompagnate da testi di straordinaria
acutezza e di suggestiva, illuminante scrittura. Ma non sembra,
ora, che le attenzioni imprenditoriali per le sorti della sua
organizzazione Linea d’ombra e per le mostre “di cassetta”
abbiano fatto un poco smarrire la limpida qualità delle sue scelte e
delle sue iniziative curatoriali?
Ad ogni modo, ecco i numeri, che richiamo da un comunicato
stampa in certi punti involontariamente esilarante nel suo tono di
entusiastica approvazione:
“28.868 visitatori nei primi 9 giorni, per La ragazza con l’orecchino
di perla, con svenimenti per l’emozione davanti al quadro...
Marco Goldin non nasconde la sua, legittima, soddisfazione. La
ragazza con l’orecchino di perla, esposizione aperta a Palazzo
Fava a Bologna, ha immediatamente raccolto il testimone da
Verona in testa alle classifiche delle mostre italiane più visitate.
Per molte settimane, al vertice di queste classifiche si era
stabilmente collocata la mostra veronese “Verso Monet”, da lui
ugualmente curata, e dedicata alla storia del paesaggio dal
Seicento al principio del Novecento, mostra che il 22 febbraio
riaprirà i battenti in Basilica Palladiana a Vicenza e che, anche in
questa sede, prefigura numeri da record. Chiusa la tappa veronese
alla Gran Guardia, il vertice in classifica è stato immediatamente
occupato dalla mostra bolognese sul capolavoro assoluto di
Vermeer, accompagnato da altri 36 straordinari dipinti della Golden
Age olandese. Un successo che Goldin e Linea d’ombra
naturalmente condividono con i promotori: Fondazione Carisbo,
Genus Bononiae-Museo nella Città e il suo presidente Fabio
Roversi-Monaco che ha fortemente voluto questa iniziativa, Intesa
Sanpaolo e con il Gruppo Segafredo Zanetti, main sponsor della
mostra.
Nei primi nove giorni di apertura, la Ragazza con l’orecchino di
perla ha richiamato a Palazzo Fava 28.868 visitatori, con una
media superiore a 3200 ammiratori al giorno, con punte superiori a
4 mila il sabato e la domenica. Numeri incredibili data la
dimensione della sede espositiva, famosa come si sa anche per gli
affreschi dei Carracci.
E ammiratori è il termine esatto, vista l’emozione che tutti provano
davanti alla Ragazza, al punto che si sono registrati persino alcuni
episodi di malessere e svenimento... Vera e propria sindrome di
Stendhal davanti a Vermeer!”
Ecco, non sembra di leggere le gesta di una qualche squadra di
calcio: goleador, sponsor e tifo da stadio compresi?
Dev’essere però chiaro. Questa sostanziale trasformazione
dell’arte in spettacolo, questo suo “scadimento” di sostanze e di
ruoli, non è colpa del pubblico. O, almeno, non è tutta colpa sua..
La responsabilità di gran lunga maggiore è nostra: artisti, critici,
mondo dell’arte, amministratori e politici al seguito!
(in ordine di arrivo)
Questo numero è online da dicembre 2013 / Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014
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