codice ISSN 2239-0235  
L’artista di copertina
questo numero è online dal 1/5/2014                            ultimo aggiornamento il     6/09/2014
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Il sommario
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LA LUCIDA SOSTANZA DI GIUSEPPE FIDUCIA Da un artista troppo presto scomparso viene un senso possibile della qualità di Giorgio Seveso Se dovessi dare una definizione sintetica di ciò che mi rimane negli occhi e nel cuore dell’opera complessiva di Fiducia, delle sue immagini estraniate e come incapsulate entro una patina traslucida di stupore, di attonita rarefazione di atmosfere e manichini, di sorrisi di plastica e icone d’improbabile consumismo,  parlerei di “lucida sostanza”:  parlerei, insomma, di una pittura straordinaria, favolosamente lirica e metafisicamente realistica, dove il sorriso dell’intelligenza espressiva corrisponde nei contenuti alla contemplatività di una sorta di rassegnazione filosofica. Ecco ciò che questo pittore ha lasciato: una pittura di pensiero, una pittura di significati e, insieme, una pittura di tattilità squisite e sensuose nel comporre le immagini, nel tirare colori e velature. Una pittura malauguratamente troppo presto interrotta alle soglie di una fervida maturità, dove un vivo senso morale delle cose ha sempre definitivamente sormontato ogni possibile estetismo. È straordinaria infatti la qualità compiuta e persuasiva dei suoi lividi spaesamenti, delle svisature figurali tra fumetto e illustrazione che percorre le sue rigorose composizioni, tra linguaggi bassi e cultura alta del visivo, in una commistione acida e insieme felpata di caos calmi, fotogrammi meditati dell’esistenza silenziosa che si svolge attorno alle inaudite contraddizioni del nostro presente. In questi suoi quadri lucidi e ieratici, dalle anatomie volutamente tipizzate, carichi di emblemi piatti come per l’ambientazione di uno spazio pubblicitario, c’è una sorta di teatralità lirica, quasi una luminosa messa in scena che prende la sua impronta radicale da un sentimento decisamente contemplativo dell’esistenza. Ne risulta il senso di un estraniamento, di un distacco, di una distanza che si colma di compunta partecipazione per la sorte dei personaggi e per l’inanità dei loro gesti e dei loro sguardi, per le nebbie oniriche in cui si intagliano le loro immobilità, i loro silenzi, la loro ambigua astanza. Ed è come per una specie di digradare metafisico, non di rado tinto di allusioni surrealistiche o di sintesi e riduzioni al sapore dell’icona, che questi suoi personaggi sanno volgersi, anche, alle valenze di enigmi inquieti, enigmi di tono dimesso, direi domestici, giocati in punta d’emozione, sommessamente. Queste tele rastremate, asciutte, raccolte in una dimensione d'impianto intimo, con fondali e atmosfere quasi di geometrie destrutturate e poi ricomposte, fanno lentamente emergere allo sguardo dello spettatore corpi lividi, prospettive soffocate, mobili notturni e luci artificiose, impronte minimali di uno spazio d’aria da cui emergono fantasmi di memoria e di cronaca, ectoplasmi del ricordo e del sentimento, impassibili ombre luminescenti… Tutta una galleria di personaggi, di oggetti, di situazioni e spazi che rivelano il poeta nel pittore. Il destino e insieme l’evidenza qualitativa di questa robusta vicenda artistica di Fiducia purtroppo rafforzano, oggi, ogni possibile pessimismo nelle sorti della nostra cultura pittorica e della nostra arte d’immagine. E cioè: in quale altro paese al mondo – lo scrivo in piena convinzione – un pittore della sua profondità e coerenza poetica, della sua energia plastica sarebbe rimasto, come è accaduto a lui, diciamo racchiuso se non confinato in un ambiente d’ammirazione e stima tutto sommato “da  specialisti”, oggettivamente sottratto alla ribalta delle grandi istituzioni espositive nostrane, e da qui dunque alla conoscenza del grande pubblico, per colpa grave del soffice totalitarismo delle nostre mode culturali, del nostro irrimediabile provincialismo?
blogMagazine online periodicamente pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso da gennaio 2012
Giuseppe Fiducia, "Tiro al volo", 2001, tecnica mista su carta, 50x50 Giuseppe Fiducia, "In bilico",2005,olio su tela,70x70 Giuseppe Fiducia, "Con il passar del tempo", 1993-1998, olio su tela, 110x300
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