codice ISSN 2239-0235
questo numero è online dal 1/5/2014 ultimo aggiornamento il 6/09/2014
(in ordine di arrivo)
Il sommario
DITTATURA
E DECADENZA
Un giovane diciottenne mi ha chiesto: Professore, in
che clima politico stiamo vivendo?
La mia risposta è stata immediata: siamo in piena
dittatura. Una dittatura forse peggiore di quella del
ventennio, perchè allora le ideologie erano nette e
chiare. Oggi invece la concertazione tra gruppi politici
di una sinistra finta e di una destra obsoleta, con la
complicità dei sindacati e di una informazione
servizievole e asservita, giornali e televisioni di ogni
posizione, crea un clima di confusione, di anestesia
delle menti. Un progetto studiato a tavolino e voluto da
diversi anni, per il quale le coscienze giovanili sono
state spente e qualsiasi forma di lettura ideologica delle
cose è stata bloccata nel suo sorgere. Non c'è nessuna
ideologia nei giovani, non c'è nessun schieramento, le
ultime generazioni sono solo occupate a “chattare”, a
vivere il loro quotidiano su internet, con il risultato della
perdita del dialogo e della logica. Esiste solo la volontà
del potere dei ricchi, dell’italico “salotto buono mafioso”,
con i politici che ne sono i servitori o ne fanno parte. In
pratica un'associazione segreta di persone che
decidono ogni cosa per tutto il resto degli italiani. Questi
amici dittatori si sentono padroni assoluti della
popolazione, che giostrano come vogliono. La grande
manovra di repressione è iniziata molto duramente con
la nomina da parte di Napolitano di Mario Monti e del
suo governo tecnico, e con la legge sull'innalzamento
dell'età pensionabile dell'ex-ministro Elsa Fornero.
Legge che ha colpito milioni di italiani dipendenti
pubblici e privati che avevano maturato i diritti per
andare in pensione avendo pagato per tanti anni i
relativi contributi. Si è trattato di un vero e proprio
sequestro da parte dello Stato di un diritto maturato
dagli italiani dopo tanti e tanti anni di lavoro. Io stesso
ho sentito durante una conferenza al Corriere della
Sera in sala Buzzati l'ex-ministro Fornero compiacersi
della sua riforma, e dire con tono arrogante e
soddisfatto che una parte della popolazione andava
sacrificata. Guardandola, ero in quarta fila, mi sono
venute alla mente le scene di alcuni film sui Kapò
nazisti!
Questi uomini e queste donne al governo hanno
veramente fatto del male, leso i diritti dei lavoratori, leso
milioni di onesti cittadini Italiani. E' avvenuto allora
qualcosa che non era mai accaduto prima: senza
guerre senza distruzioni si è tornati indietro di un
secolo, e purtroppo c'è stata con questa repressione
uno schiacciamento morale della dignità della gente.
Tutto è avvenuto in nome di una certa sudditanza
europea, che ha costituito la giustificazione dei ricchi e
dei potenti per abbassare i livelli, reprimere le
coscienze.
Ricordo molto bene le parole vergognose pronunciate
dal ministro Monti: “Gli italiani devono fare i compiti”, il
suo modo tranquillo e calmo di reprimere tutto il mondo
del lavoro, fatto in larghissima parte di persone oneste e
brava gente. Lo ha fatto in molte occasioni pubbliche
includendo anche se stesso: “dobbiamo fare i compiti”,
come se l'intera popolazione non fosse costituita per la
stragrande maggioranza da persone corrette, che
passano tantissime ore lavorando, alzandosi alla
mattina presto con volontà e tenacia per poter vivere e
aiutare anche il proprio prossimo. A quella frase di
Monti, seguiva il tam tam della stampa e della
televisione, creando insicurezza, svilendo le coscienze.
Ho provato allora una grande tristezza, intuivo il grave
danno che avrebbero provocato quelle parole. Non c'è
cosa peggiore che creare incertezza e ansietà nelle
coscienze , usare parole non giuste nei confronti del
prossimo, in questo caso tutti gli italiani. Ho provato un
senso di disgusto, quasi non credevo che la
concertazione politica fosse tale. I giovani sono stati
come svuotati, oppressi dalla tecnologia imperante e
dal martellamento continuo dell'industria produttiva
italiana e internazionale che mira a trarre sempre più
profitto con internet, telefonini di ogni sorta ecc. Mentre
si stava attuando la riforma Fornero descrissi con calma
e gentilezza in una intervista televisiva al Corriere.it,
praticamente i concetti fondamentali sopra espressi.
L'intervista naturalmente fu censurata, trasmessa per
quattro secondi mentre era stata di almeno cinque
minuti. Tutto viene manipolato, al cittadino viene fatto
vedere e detto solo ciò che fa comodo. Non esiste
trasparenza intellettuale nelle istituzioni, nei comuni,
nelle province, nelle regioni e a Roma.
In un certo senso accade lo stesso per l'arte
contemporanea. In questi ultimi cinquant'anni, infatti,
hanno pesato in modo distruttivo valori estetici e
concezioni lontane dal buon senso comune.
Sull’esempio della Pop Art americana si sono
progressivamente abbattuti per ragioni di mercato i
valori estetici e di contenuto delle opere pittoriche e
plastiche, e ne sono stati creati di fasulli. L’arte è
diventata sempre più seriale, fatta di espedienti grafici,
fino ad arrivare all'arte così detta concettuale, fatta di
installazioni e assemblaggi del tutto insulsi al
novecentonovantanove per mille! Si è iniziato a dare
valore e valore sproporzionato alla trovata, alla logica
del non senso, a oggetti comuni, a costruzioni effimere
collegate a presunti ed ermetici valori culturali. Il tutto
per far crescere in maniera esponenziale opere di
proprietà del tale grande collezionista, della tale
fondazione. Una rincorsa alla speculazione in Italia, dai
tagli di Fontana alla merda d'artista di Manzoni,
capisaldi del contemporaneo italiano. Fino ad arrivare a
prodotti esteri attuali come le opere di Jeff Koons o le
installazioni concettuali di Marina Abramovic, o le
assurdità degli italiani Cattelan e Pistoletto che
personalmente non considero nemmeno artisti. Esempi
di personaggi, questi, che producono o fanno produrre
cose a discapito del buon senso e del saper fare. Il
crollo totale è stato dato dalle installazioni, quasi
sempre paccottiglia pagata a caro prezzo da
collezionisti ignoranti e illusi. Anche con questi esempi
si è distrutta la logica e il pensiero della gente ma,
soprattutto dei giovani, che si sono progressivamente
disamorati dell'arte, salvo rarissimi casi. Giovani che
vivono in un clima di confusione e sono sempre più
succubi del mondo digitalizzato, non più capaci di
pensare e di fare con le proprie mani. Due mondi
paralleli, quello sociale politico e quello dell'arte, dove in
entrambi conta solo il fine economico per il quale si
vende fumo e si oscurano le menti di fronte a una
concertazione di mercanti, di critici, di artisti
consapevoli e non, improvvisati e di malaffare, pieni di
presunzione e protetti da speculatori e dallo
sfruttamento dell'ignoranza sociale imposta dal
mercato.
Insomma una società in delirio, in tutti i sensi. L'unica
speranza è che vada sempre peggio, con la crisi si
tocchi il fondo e ci possa poi essere una reazione e
una risalita verso i valori veri dell'arte. Cosa che però
non penso che le generazioni attuali e le prossime
potranno vedere. Sarei molto contento di sbagliarmi, di
dover riconoscere di aver scritto sciocchezze, ma nella
politica e soprattutto nell'arte vedo un mondo che va
alla deriva. Si dovrebbe procede a chiudere e
riorganizzare completamente le Accademie d'Arte
selezionando docenti che abbiano mestiere, che
sappiano modellare, scolpire, dipingere, mescolare il
colore con padronanza, che sappiano disegnare la
figura, che sappiano ricreare un senso estetico, un
senso della cosa bella, e che sappiano appassionare gli
allievi al fare con le proprie mani. Bisognerebbe tornare
alla bottega d'un tempo, fatta di pochi ma volonterosi
allievi. Ma gli insegnanti-artisti che sappiano fare oggi
giorno sono molto rari, quasi spariti. Forse se ne trova
qualcuno nei Licei Artistici, ma anche lì sono rari. E le
istituzioni, i ministri dell'istruzione non se ne occupano,
non sanno, non conoscono, molti non si sono mai
occupati d'arte e di scuola, e poi si alternano in maniera
vertiginosa e vogliono continuamente riformare secondo
regole che soddisfino l'economia. E le nostre
Accademie e le nostre scuole Artistiche vanno in rovina.
Ma al mercato dell'arte questo non interessa, la qualità
della scultura, il bel dipinto, il disegno non interessano
più. C'è un abbassamento progressivo nei giovani della
voglia del fare, del senso del bello, della creatività, tanto
che molti giovani studenti giapponesi, cinesi, coreani,
slavi ecc. frequentanti i nostri Licei e le nostre
Accademie sono più attenti e disciplinati, mostrano di
voler davvero imparare seguendo con attenzione e
dedizione le lezioni pur non avendo la nostra tradizione
artistica. Sia per quanto riguarda la politica, sia per il
problema dell'istruzione, con riferimento particolare a
quella artistica e soprattutto quella delle Accademie, se
non si compirà presto un giro di boa completo creando
più trasparenza e serietà nei rapporti, dando la
precedenza ai valori culturali e estetici rispetto agli
interessi prettamente economici, il futuro del nostro
Paese non ha davvero prospettive positive.
blogMagazine online periodicamente pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso da gennaio 2012
Scultore, pittore e
insegnante. Nato a Milano
nel 1955, dove vive e
opera.
Achille
Guzzardella
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
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