codice ISSN 2239-0235
questo numero è online dal 1/5/2014 ultimo aggiornamento il 6/09/2014
(in ordine di arrivo)
Il sommario
Un “omaggio” a Piero Manzoni?
A PROPOSITO DI
QUALITÀ E NUOVI
MATERIALI
di Louis De Combremont
In occasione della grande retrospettiva
postuma che Milano dedica in questi mesi
a Piero Manzoni, anche il
riContemporaneo ha voluto mostrare una
speciale attenzione.
Come noi, in fondo, pure Manzoni era
infatti assai polemico verso il “sistema”
artistico prevalente a lui coevo. Proprio in quegli anni,
all’inizio degli anni sessanta, con la nascita della pop
art, i barattoli di zuppa Campbell's di Andy Wharol o i
fumetti ingranditi di Roy Lichtenstein venivano
soppiantando con nuovissimi status symbol i miti più
ricercati dell’espressionismo informale americano. E il
panorama collezionistico mondiale del tempo
stravedeva per loro.
Per questo Manzoni, come altri giovani artisti
disincantati e un po’ blasé del suo tempo, reagì un poco
per ironia e senso del paradosso, un poco per
opportunistico e imprenditorialistico esprit d’économie,
con le sue note provocazioni. Senza poter nullamente
prevedere che un giorno la sua irriverente presa in giro
sarebbe divenuta una qualità...
E dunque il 21 maggio 1961 l'autore sigillò le proprie
feci in 90 barattoli di latta, identici a quelli per la carne in
scatola, ai quali applicò un'etichetta, tradotta in varie
lingue, con la scritta «Merda d'artista. Contenuto netto
gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata
nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo fu
apposto un numero progressivo da 1 a 90 insieme alla
firma dell'artista.
L’amico Agostino Bonalumi, che Piero Manzoni aveva
ben conosciuto, ci ha molte volte raccontato come in
realtà all'interno delle famose scatole non vi sia
nient'altro che gesso, molto più facilmente conservabile.
Anzi diceva:”Posso tranquillamente dichiarare che si
tratta soltanto di gesso. Qualcuno vuole verificarlo?
Faccia pure. Non sarò certo io a voler... rompere le
scatole”.
Attualmente i barattoli sono conservati in diverse
collezioni d'arte in tutto il mondo (ad esempio
l'esemplare numero 4 è esposto alla Tate Modern di
Londra ed il barattolo 80 è esposto nel nuovo Museo
del Novecento di Milano). Il valore di ciascuno di loro è
stimato intorno ai 70mila euro, prezzo assai superiore a
quello, quasi irrisorio, fissato a suo tempo dall'autore.
A Milano, il 23 maggio 2007 in un’asta da Sotheby's, un
collezionista privato europeo si è aggiudicato
l'esemplare numero 18 per 124mila euro: record
mondiale per una delle 90 scatolette.
Ma non sono solo i collezionisti a non dimenticare Piero
Manzoni e i suoi originali materiali espressivi.
Ecco come l’anno scorso l’artista Paul McCarthy ha
voluto rendergli omaggio e, nel contempo, rinnovare e
“ingigantire” qualitativamente la sua provocazione.
Si chiama "Complex Pile", ed è una scultura gonfiabile
alta 15 metri. Una gigantesca crotte de merde (come
direbbe il mio nipotino parigino), imponente, ipertrofica
come l'ego che l'ha generata, esposta per diversi mesi
presso il West Kowloon Cultural di Hong Kong.
Vi piace? Per quel che ne so Piero, certamente,
l’avrebbe apprezzata e un poco invidiata.
blogMagazine online periodicamente pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso da gennaio 2012
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
7