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SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
Polvere di figure La ricerca artistica di Joachim Schmid, il fotografo che non fotografa Avete letto bene la definizione di Joachim Schmid nel sottotitolo di questo intervento: il fotografo che non fotografa. Molti lettori, soprattutto tra coloro legati più direttamente al medium fotografico, salteranno sulla sedia o storceranno il naso, ma è proprio così. Presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo è in corso una mostra di questo artista tedesco che sin dall'inizio, negli anni ottanta, quando ha cominciato a occuparsi di fotografia, ha optato per una scelta drastica: non essere un creatore di fotografie ma servirsi di quelle degli altri, cercandole, trovandole, catalogandole - o quantomeno tentando di dare un minimo ordine classificatorio - a volte manipolandole o presentandole in modo diverso dalla loro consistenza reale, decontestualizzandole. In occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della fotografia, nel 1989, Schmid affermò: "Nessuna nuova fotografia finché non siano state utilizzate quelle già esistenti!", una dichiarazione programmatica che può sembrare di primo acchito provocatoria ma che innesta le sue radici nella storia dell'arte contemporanea, a partire dalle avanguardie di inizio Novecento, quando Marcel Duchamp scardina le certezze dell'arte tradizionale spostando l'atto creativo dal manufatto originale al readymade, a l'objet trouvé, agli oggetti cioè della normale produzione artigianale o industriale che, decontestualizzati dalla loro funzione diventano opera d'arte per decisione dell'artista, che non produce dunque direttamente l'oggetto ma lo trova e lo fa assurgere al ruolo di opera d'arte. La famosa “Fontana”, un orinatoio ribaltato, del 1917, è diventata l'icona più rappresentativa di questa nuova forma d'arte che influenzerà generazioni intere di artisti, sino a molti stanchi epigoni dei nostri giorni. Joachim Schmid non è stato il primo né l'unico a servirsi di questo procedimento in fotografia ma è l'artista che lo ha perseguito con più coerenza e programmaticità. Il suo tentativo classificatorio si infrange contro la mole di immagini fotografiche prodotte nella nostra era e in particolare ai nostri giorni dove miliardi di fotografie digitali vengono realizzate e archiviate in questo territorio virtuale di nessuno e di tutti che è il Web, la gigantesca ragnatela di informazioni che ormai domina il mondo. Al proposito Roberta Valtorta, nella presentazione del progetto espositivo, denominato “Joachim Schmid e le fotografie degli altri”, scrive: "[...] La posta in palio è molto alta: misurarsi idealmente con la sterminata produzione di immagini che non appartengono, o almeno non sono originariamente destinate ad appartenere alla storia dell'arte, ma costituiscono la sostanza della pratica sociale, mettendo così in discussione, con il renderle parte essenziale del suo gesto artistico, la consolidata divisione tra le immagini che sono ‘opere d'arte’ e tutte quelle che non lo sono, e insieme i criteri dunque che abitualmente guidano lo storico dell'arte, il critico e lo studioso verso quelle e non queste [...]". Un mostra, questa proposta dal Museo di fotografia di Cinisello, che sottolinea una volta di più lo stretto rapporto tra fotografia e arte contemporanea, non soltanto nella ovvia appartenenza della fotografia al mondo dell'arte (concetto su cui purtroppo in Italia si deve ancora insistere per superare antiche e provinciali resistenze) ma soprattutto perché, in questo caso, la fotografia in sé, non necessariamente quella d'autore, ma l'"oggetto" fotografia nelle sue infinite declinazioni, diventa lo strumento stesso dell'operazione artistica.                                                                                                                                     Pio Tarantini
Foto     grafia
&
SPAZIO FOTOGRAFIA     a cura di Pio Tarantini
Joachim Schmid
Joachim Schmid (nato a Balingen, Germania, 1955, lavora e vive a Berlino) si dedica intensamente alla fotografia dai primi anni Ottanta. Fondatore nei primi anni Ottanta della rivista "Fotokritik", nel 2009 ha creato la ABC Artists' Book Cooperative, all'interno della quale si dedica, insieme ad altri artisti, al self-publishing utilizzando le tecnologie del print-on-demand. Sia come artista che come organizzatore culturale ha contribuito anche sul piano teorico al dibattito internazionale sulla fotografia.
Dal catalogo della mostra...
La mostra JOACHIM SCHMID E LE FOTOGRAFIE DEGLI ALTRI a cura di Roberta Valtorta 2 dicembre 2012 - 5 maggio 2013 Museo di Fotografia Contemporanea Villa Ghirlanda, via Frova 10 , Cinisello Balsamo (Milano) +39 02 6605661 Orari: mercoledì-venerdì 15-19 sabato e domenica 11-19
Pio Tarantini
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(in ordine di arrivo)
Questo numero è online dal 15 gennaio 2013 / Ultimo aggiornamento: 15 aprile  2013