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INTERVENTI
Un’opinione di Giorgio Seveso
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SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
QUANDO LA CRITICA NON CRITICA E I PREMI NON PREMIANO Il brutto “Premio Frescobaldi” presentato a Milano insieme a una ricerca di Renato Mannheimer   suggerisce qualche domanda Presso la Fondazione Stelline di Milano, si è tenuta un'esposizione aperta al pubblico delle tre opere che hanno concorso su invito alla Prima edizione del Premio Frescobaldi. Sì, proprio quei marchesi Frescobaldi, eredi di un antico lignaggio toscano, che producono oggi uno dei migliori Brunello di Montalcino, e che hanno deciso recentemente, sulla scorta delle storiche tradizioni mecenatistiche della famiglia, di inaugurare un premio annuale per l’arte contemporanea, tenutosi quest’anno in Italia e dall’anno prossimo in modo itinerante all’estero. Il premio - per la cronaca - è stato assegnato all’opera di Elisa Sighicelli nel corso di una serata di gala all’insegna dell’alta cultura enologica. Gli altri due artisti sono Ra di Martino e Giovanni Ozzola. Ora, fin qui nulla di male. Anzi tutto bene, come ha spiegato anche Renato Mannheimer illustrando con la sua consueta verve una ricerca commissionata proprio dai Frescobaldi, poichè promuovere l’arte (soprattutto in tempi di crisi) non può che riverberarsi in modo positivo sull’immagine commerciale dell’azienda. I guai cominciano, invece, quando si guardano le cose un po’ più da vicino. Innanzitutto, perché tre soli artisti invitati a “concorrere”? Che senso può avere, in termini di promozione dell’arte e degli artisti di oggi, muoversi in un ambito così ristretto? E poi ecco il solito spalmarsi sulle idee generali, il solito uniformarsi al pensiero unico oggi dominante in arte, senza originalità, senza curiosità vera, senza coraggio culturale: tre artisti un po’ concettuali, un po’ fotografi, un po’ “internazionali” negli atteggiamenti e nelle scelte, uguali e conformi a mille altri, tra il provinciale e il generico, tra l’indistinto e il superficiale. Viene da chiedersi, e viene da chiedere alla giuria, al curatore del premio Ludovico Pratesi, agli organizzatori, al mecenate: perchè sforzarsi di premiare la “migliore” voce tra questa piatta, anonima uniformità di nuovo accademismo? Perchè non reagire al soffice totalitarismo che oggi domina ogni piega della nostra cultura artistica e non scegliere, invece, di aprire strade nuove, di percorrere progetti diversi, di scoprire modalità e pratiche d’arte più intense, più reattive rispetto all’acquiescenza conformistica? Perchè, insomma, non ridare senso critico al lavoro del critico, senso critico al lavoro degli artisti, senso critico alle immagini e alla loro capacità di parlare alla sensibilità collettiva? Sarebbe stato - invece di questo brutto Premio - il vero “premio”  Frescobaldi all’arte di oggi. Adeguato a ciò che sarebbe necessario fare in questi tempi di crisi e all’altezza, per qualità e distinzione, anche della straordinarietà del vino e della tradizione culturale cui l’iniziativa si ispira.  _____________________________
Giorgio Seveso
Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano. E’ nato a Sanremo nel 1944.
L’iniziativa “Artisti per Frescobaldi” Palazzo delle Stelline, Milano 21 gennaio - 3 febbraio 2013 a cura di Tiziana Frescobaldi Ludovico Pratesi
riContemporaneo.org
Elisa Sighicelli, Senza titolo (una botte di ferro), 2012 fotografia incorniciata   Per realizzare questa straordinaria foto l'artista è entrata dentro una cisterna di fermentazione del vino e dal basso ha scattato la foto. L'effetto è davvero emozionante ! (tratto dalla Cartella Stampa)
4     Numero
(in ordine di arrivo)
Questo numero è online dal 15 gennaio 2013 / Ultimo aggiornamento: 15 aprile  2013
L'opera di Elisa Sighicelli