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INTERVENTI
Un appello elettorale
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SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
Proponiamo questo appello elettorale, a firma del Comitato “l’Italia è Arte, diversamentenonè” con sede a Roma, che è stato rivolto a febbraio ai Candidati Premier per le elezioni politiche. Non c’è dubbio che i punti sollevati sono interessanti... A questo appello aveva risposto solo Pierluigi Bersani. Qui il testo della sua risposta:  Appello rivolto al candidato Presidente del Consiglio dei Ministri Noi operatori del settore delle “Arti figurative o visive” siamo stanchi di sentire ripetutamente dire che la cultura è una risorsa essenziale del e per il paese, e poi constatare che nessuno fa niente. Apparteniamo a una delle espressioni più importanti della cultura: l’arte contemporanea, che vive in condizioni oramai disastrose, sotto la soglia della sopravvivenza. Per queste ragioni, in occasione della campagna elettorale, ci rivolgiamo a Lei affinché esamini le nostre proposte minime per la prossima legislatura. Le chiediamo di firmare l’impegno a realizzarle. Perdoni stringatezza e “brutalità” della premessa, ma non vogliamo prendere in giro nessuno, né far perdere tempo a Lei, i tempi sono stretti e vogliamo che gli operatori del nostro settore sappiano chi votare e per quali obiettivi. Sulle nostre analisi, che saremo felici di poterLe illustrare, rimandiamo a un’occasione più propizia, pur restando a Sua disposizione. Prima di passare alle proposte minime, vogliamo fare una premessa... Le arti figurative o visive e lo Stato Le “illegalità” che, nel corso del tempo, si sono andate espandendo in questo nostro settore, nel commercio dell’arte, nelle professioni che la riguardano, trovano la principale causa nell’assenza d’attenzione sensibile da parte delle istituzioni verso le “arti figurative o visive”, e non solo sul terreno della normativa fiscale, ma nell’abbandono, nella scarsa sensibilità culturale che gli organi dello Stato e di molte istituzioni d’arte hanno manifestato verso il paese, e verso i veri protagonisti della sua vita culturale. Ad aggravare ulteriormente tale inadeguatezza civica, i gruppi dirigenti delle istituzioni d’arte pubbliche hanno aggiunto un’incredibile tendenza esterofila, frutto di provincialismo subalterno che ha impedito loro di far conoscere e valorizzare la qualità della produzione italiana. Da tale situazione e dalla crisi economica generale che ora impedisce allo Stato italiano di intervenire sulla materia come sarebbe necessario, non si può uscire senza il concorso responsabile dei suoi cittadini. Invece s’è aggiunta una politica che ha prodotto paura fra i cittadini che acquistano arte e desiderano investire  per le istituzioni del settore, s’è fatto credere che siano ricchi evasori; s’è fatta passare l’idea che l’opera d’arte sia un bene di lusso. È necessario invertire la tendenza con estrema rapidità – se si vuole evitare la totale scomparsa anche dell’indotto, cioè gallerie, stamperie, fonderie, negozi d’arte, ecc. – prendendo provvedimenti parlamentari e governativi che chiariscano un assunto: Chi acquista opere d’arte o investe per il funzionamento delle istituzioni d’arte è un cittadino che favorisce lo sviluppo della cultura, dell’arte e del paese. Le nostre richieste di programma di legislatura I punti di programma che chiediamo siano realizzati nella prossima legislatura, e che riteniamo irrinunciabili, li proponiamo in ordine di priorità: DETRAZIONE O DEDUZIONE NEGLI ACQUISTI D’ARTE  Approvare una legge che permetta la detrazione o la deduzione degli acquisti, da parte di persone fisiche e imprese, di opere d’arte. Siccome, ad oggi, non esistono le condizioni per ipotizzare l’ammontare globale delle spese in tale settore, quindi le conseguenti coperture di bilancio statale per introdurre tale provvedimento, per permettere che si avvii l’esperienza proponiamo che: 1 – il provvedimento preveda una fase sperimentale di tre anni; 2 – un tetto massimo detraibile o deducibile: per singolo acquisto, per quelli annuali e per quello triennale; 3 – che sia considerato valido solo nel caso l’acquisto di opere d’arte avvenga  presso gallerie (società regolarmente costituite); 4 – la percentuale di detraibilità o deducibilità sia tale da incentivare realmente l’acquisto. Per intenderci non si segua la linea gia adottata per le liberalità o erogazioni delle aziende verso le istituzioni d’arte pubbliche, diversamente non servirebbe a niente. Un tale provvedimento permetterebbe l’emersione del fatturato del settore e, al termine di questa sperimentazione, sarà possibile decidere se i risultati sono stati tali da confermare o estendere il provvedimento. Nello stesso tempo andrebbe studiata la materia, e presi i provvedimenti necessari, per estendere, in futuro, la norma anche per gli acquisti presso gli artisti che agiscono con partita Iva. DETRAZIONE O DEDUZIONE NEL CASO DI VERSAMENTI LIBERALI ALLE ISTITUZIONI D’ARTE Approvazione di un provvedimento che incentivi i versamenti liberali alle istituzioni d’arte da parte di persone fisiche e imprese. Per questo motivo va superata l’attuale legislazione, informata alla preoccupazione che i cittadini e le imprese decidano di occuparsi economicamente del bene pubblico in cultura. Un solo vincolo si chiede, che le risorse economiche versate da cittadini e imprese a questo fine siano gestite in modo tale che lo Stato rafforzi la propria capacità di scelta nelle priorità d’investimento nel settore RENDERE COMPETITIVE LE IMPRESE DEL SETTORE Si chiede che l’azione dello Stato favorisca il potenziamento delle imprese del settore perché siano capaci di conquistare nuovi mercati, anche grazie a provvedimenti che ne agevolino la competitività sul mercato internazionale, la formazione dei loro operatori o l’innovazione tecnologica e manageriale. Per questo, favorire la realizzazione di forme consortili o d’altro genere fra operatori oggi dispersi e minuscoli, incapaci di competere sul terreno della proposta artistica, culturale e commerciale. Infine battersi perché l’Iva nel settore sia armonizzata fra i diversi paesi europei. STRUMENTO DEL MINISTERO PER FAVORIRE IL LAVORO DI TUTTI GLI OPERATORI La costituzione di uno “strumento” apposito del Ministero per i Beni Culturali deve essere molto snello, reso operativo completamente in rete, pubblicizzato all’interno del mondo dell’arte, facile da consultare, sempre aggiornato e in grado di dare risposte tempestive e chiare agli interlocutori che ne chiedessero. Deve informare e aiutare quanti vogliono qualificare il loro intervento professionale e accedere a finanziamenti europei. Inoltre, favorire il rapporto fra: Stato e Istituzioni del settore; Stato, Regioni e Comuni; in particolare favorire la ideazione e proposta di progetti europei. per il Comitato “L’Italia é arte, diversamentenoné”: Luigi Martini e-mail:  italiaearte@gmail.com cellulare 3294395943  /  fisso 0670491535
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4     Numero
(in ordine di arrivo)
Questo numero è online dal 15 gennaio 2013 / Ultimo aggiornamento: 15 aprile  2013