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PROGETTO?

PROPOSTA?

ASCOLTO?

Di che cosa ha bisogno la nostra situazione artistica?

non lo so proprio un artista teso verso il dopo, a scavare un buco o una breccia o a costruire un ponte verso ciò che non sappiamo (talpa, castoro, uccello migratore a seconda del tempo e del carattere) non decide cosa succederà e attento alla complessità del passato non lo rimpiange, tanto meno seguendone la forma in cui si è presentato. Magari lo ama perché è il pezzo di strada già scavato da chi veniva prima... da continuare non da ripetere. Una volta qualcuno mi ha raccontato che negli stormi di uccelli migratori quando un individuo intuisce una variazione nel percorso o nella meta, tutti gli individui dello stormo la sanno con lui e lo seguono. Affascinante andare a vedere il volo dei migratori su internet. (vi consiglio le gru perché si vedono bene) Nell'arte le variazioni, come nelle migrazioni, possono anche portare fuori strada ma sono ricchissime di intuizioni e nutrite da tensioni e bisogni-desideri complessi. Tentativi di 'coniunctio oppositorum' come diceva Jung tra qualcosa che viene da fuori, il viaggio a cui apparteniamo, e un desiderio che viene da dentro. Tra metafisico e fisico, tra oggettivo e soggettivo. Guardando (molto grosso modo) le rotte degli ultimi duemila anni in Europa intravediamo tracciati, tentativi, sequele e variazioni: - La complessità filosofico teologica bizantina. Fondi oro e teoria metafisica. - La bottega medioevale. Esperienza tattile individuale di tecniche e colori pestati, pesati, impastati. - L'affermazione della misura rinascimentale. La definizione esaltante del punto di vista unico della prospettiva e la scoperta del mistero della proporzione aurea che si rincorre nel vivente. - La maniera. Esaltazione del virtuosismo individuale. - L' Accademia. Sistemazione disciplinare di tutto l'acquisito - La reazione moderna, prima viscerale e poi ideologica alla sistemazione accademica Oggi ci poniamo nei puntini di sospensione, con le orecchie ben aperte a sentire il rumore di fondo dell'universo e gli occhi socchiusi per farlo risuonare dentro... per collegare la tensione di desiderio con il viaggio di cui siamo parte attenti a tutte le definizioni di bellezza e di visione precedenti perseguite e intraviste. Attenti a tutti gli stalli precedentI e alle uscite di tangente precedenti, per eccesso di affermazione (individuale o ideologica) , e mancanza di ascolto
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| © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso dal 2011 | Codice ISSN 2239-0235 |

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

5 Paola Marzoli  É nata a Lecco nel 1944, vive e lavora a Milano. Architetto ha partecipato alla cultura milanese negli anni '70, insegnando al Politecnico con Aldo Rossi e collaborando a Controspazio di Paolo Portoghesi. Ha iniziato a dipingere nel 1974 tenendo mostre personali a Milano, Roma, Firenze, Parigi, Bruxelles, Mannheim e al Museo d’arte di San Paolo in Brasile. Dall'inizio degli anni 80 si occupa di psicoanalisi.

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ASCOLTO?

Di che cosa ha bisogno la nostra

situazione artistica?

di Paola Marzoli non lo so proprio un artista teso verso il dopo, a scavare un buco o una breccia o a costruire un ponte verso ciò che non sappiamo (talpa, castoro, uccello migratore a seconda del tempo e del carattere) non decide cosa succederà e attento alla complessità del passato non lo rimpiange, tanto meno seguendone la forma in cui si è presentato. Magari lo ama perché è il pezzo di strada già scavato da chi veniva prima... da continuare non da ripetere. Una volta qualcuno mi ha raccontato che negli stormi di uccelli migratori quando un individuo intuisce una variazione nel percorso o nella meta, tutti gli individui dello stormo la sanno con lui e lo seguono. Affascinante andare a vedere il volo dei migratori su internet. (vi consiglio le gru perché si vedono bene) Nell'arte le variazioni, come nelle migrazioni, possono anche portare fuori strada ma sono ricchissime di intuizioni e nutrite da tensioni e bisogni-desideri complessi. Tentativi di 'coniunctio oppositorum' come diceva Jung tra qualcosa che viene da fuori, il viaggio a cui apparteniamo, e un desiderio che viene da dentro. Tra metafisico e fisico, tra oggettivo e soggettivo. Guardando (molto grosso modo) le rotte degli ultimi duemila anni in Europa intravediamo tracciati, tentativi, sequele e variazioni: - La complessità filosofico teologica bizantina. Fondi oro e teoria metafisica. - La bottega medioevale. Esperienza tattile individuale di tecniche e colori pestati, pesati, impastati. - L'affermazione della misura rinascimentale. La definizione esaltante del punto di vista unico della prospettiva e la scoperta del mistero della proporzione aurea che si rincorre nel vivente. - La maniera. Esaltazione del virtuosismo individuale. - L' Accademia. Sistemazione disciplinare di tutto l'acquisito - La reazione moderna, prima viscerale e poi ideologica alla sistemazione accademica Oggi ci poniamo nei puntini di sospensione, con le orecchie ben aperte a sentire il rumore di fondo dell'universo e gli occhi socchiusi per farlo risuonare dentro... per collegare la tensione di desiderio con il viaggio di cui siamo parte attenti a tutte le definizioni di bellezza e di visione precedenti perseguite e intraviste. Attenti a tutti gli stalli precedentI e alle uscite di tangente precedenti, per eccesso di affermazione (individuale o ideologica) , e mancanza di ascolto
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5 Paola Marzoli  É nata a Lecco nel 1944, vive e lavora a Milano. Architetto ha partecipato alla cultura milanese negli anni '70, insegnando al Politecnico con Aldo Rossi e collaborando a Controspazio di Paolo Portoghesi. Ha iniziato a dipingere nel 1974 tenendo mostre personali a Milano, Roma, Firenze, Parigi, Bruxelles, Mannheim e al Museo d’arte di San Paolo in Brasile. Dall'inizio degli anni 80 si occupa di psicoanalisi.