numero

ottobre 2020

idee e progetti

RIVOLUZIONE BAUHAUS

PER L'EUROPA

Il tempo di una svolta culturale verde

di Ursula von der Leyen Chicago, TelAviv, Ascona, Dessau, Kaliningrad. Paul Klee, Kandinsky, Anni Albers, Laszlo Mohology-Nagy, lwao Yamawaki. Fondato a Weimar nel 1919 da Walter Gropius e un gruppo di amici, questo movimento per l’architettura, l’arte e il design assunse rapidamente una dimensione internazionale. Da oltre un secolo plasma il pensiero creativo, il design dei mobili e i paesaggi urbani in tutto il mondo. Combinando arte e praticità, l'ingegnosa avanguardia del Bauhaus ha inciso concretamente sulla transizione sociale ed economica verso la società industriale del XX secolo. Un secolo dopo ci troviamo ad affrontare nuove sfide globali: i cambiamenti climatici, l'inquinamento, la digitalizzazione e un'esplosione demografica che secondo le previsioni farà aumentare la popolazione mondiale fino a 10 miliardi di persone entro la metà del secolo. Questi sviluppi vanno di pari passo con una crescita economica apparentemente illimitata a scapito del nostro benessere,del nostro pianeta e delle nostre limitate risorse naturali. Gli edifici e le infrastrutture sono responsabili dl almeno il 40% di tutte le emissioni di gas a effetto serra. L'edilizia moderna utilizza in larga misura materiali come il cemento e l'acciaio, la cui produzione richiede immense quantità di energia e che rilasciano direttamente CO2 attraverso reazioni chimiche. Tutti i segnali vanno nella stessa direzione: dobbiamo ripensare e riprogrammare. In questo processo l'Europa può e deve svolgere un ruolo guida. Ecco perché abbiamo messo il Green Deal europeo al centro della nostra azione. Dobbiamo essere il primo continente a impatto climatico zero nel 2050. Questo ci richiederà ben più che una semplice riduzione delle emissioni. Serve un modello economico che restituisca al pianeta ciò che gli sottrae, basato su un'economia circolare alimentata da energie rinnovabili. Ma questo progetto deve andare oltre i puri aspetti ambientali o economici. Bisogna fare in modo che il Green Deal europeo rappresenti anche e soprattutto un nuovo progetto culturale per l'Europa. Ogni movimento ha la propria estetica e il proprio stile. Il cambiamento sistemico che ci attende deve essere caratterizzato da un'impronta estetica distintiva, che faccia convergere stile e sostenibilità. Per questo intendiamo lanciare un nuovo movimento Bauhaus europeo, una piattaforma collaborativa del design e della creatività, in cui architetti, artisti, studenti, scienziati, ingegneri e designer e chiunque desideri contribuire possano realizzare questa visione. Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente. Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l’inclusività e l’estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità. Dovremmo essere tutti in grado di percepire, vedere e vivere il Green Deal europeo grazie a un'industria edile che utilizzi materiali naturali come il legno o il bambù, a un'architenura che adotti forme e principi di costruzione vicine a quelle della natura,che tenga conto degli ecosistemi fin dalla progettazione, che renda possibile e pianifichi la sostenibilità e la riutilizzabilità. Il nuovo Bauhaus europeo deve inoltre approfittare dell'altra grande tendenza rivoluzionaria del nostro secolo, la digitalizzazione, che sta cambiando sempre più il nostro modo di pensare e di agire. In futuro, le case, gli insediamenti e le città funzioneranno meglio grazie al loro “gemello digitale”. Le simulazioni informatiche consentiranno infatti di migliorare le scelte progettuali in termini di efficienza delle risone, riutilizzabilità o impatto sull'ambiente e sul clima locale. L’obiettivo è realizzare città più vivibili e a impatto climatico zero. Come lo storico movimento Bauhaus che si diffuse in tutto il mondo partendo da Weimar, il nuovo Bauhaus europeo è immaginato per essere ben più di una semplice scuola di architettura che utilizza nuove tecnologie e tecniche. L’esplosione innovativa del Bauhaus non sarebbe infatti stata immaginabile senza il ponte gettato verso il mondo dell'arte e della cultura o verso le sfide sociali dell'epoca. Il primo Bauhaus ha dimostrato che l’industria e l'eccellenza nel design possono migliorare la vita quotidiana di milioni di persone. Il nuovo Bauhaus europeo deve innescare una dinamica analoga. L'auspicio è che lanci un movimento creativo e interdisciplinare che sviluppi norme estetiche e funzionali, in sintonia con le tecnologie di punta, l'ambiente e il clima. Se riusciremo a combinare la sostenibilità con il design di eccellenza, il Green Deal europeo riceverà un impulso formidabile, anche al di delle nostre frontiere. L'obiettivo è stimolare il dibattito su nuovi metodi di costruzione e nuovi moduli di progettazione. Il nuovo Bauhaus europeo deve sperimentare e fornire risposte pratiche alla grande questione sociale del futuro: come immaginare per noi europei una vita moderna in sintonia con la natura? Dipende da noi fornire una risposta che sappia rendere più bello e umano il nostro XXI secolo.

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

Ursula  von der Leyen  Presidente della Commissione Europea. 3 | © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 | Walter Gropius, fondatore del Bauhaus Il Bauhaus a Dessau
Questo articolo è stato pubblicato qualche tempo fa su La Stampa. Lo ripropongo qui perché mi sembra che meriti assolutamente d’essere il più possibile conosciuto nel giro dei lettori del mio blogMagazine, e perchè è assai consonante con molte delle tesi che sostengo da tempo su queste pagine. (GS) L’originale è qui:

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BAUHAUS PER

L'EUROPA

Il tempo di una svolta

culturale verde

di Ursula von der Leyen Chicago, TelAviv, Ascona, Dessau, Kaliningrad. Paul Klee, Kandinsky, Anni Albers, Laszlo Mohology-Nagy, lwao Yamawaki. Fondato a Weimar nel 1919 da Walter Gropius e un gruppo di amici, questo movimento per l’architettura, l’arte e il design assunse rapidamente una dimensione internazionale. Da oltre un secolo plasma il pensiero creativo, il design dei mobili e i paesaggi urbani in tutto il mondo. Combinando arte e praticità, l'ingegnosa avanguardia del Bauhaus ha inciso concretamente sulla transizione sociale ed economica verso la società industriale del XX secolo. Un secolo dopo ci troviamo ad affrontare nuove sfide globali: i cambiamenti climatici, l'inquinamento, la digitalizzazione e un'esplosione demografica che secondo le previsioni farà aumentare la popolazione mondiale fino a 10 miliardi di persone entro la metà del secolo. Questi sviluppi vanno di pari passo con una crescita economica apparentemente illimitata a scapito del nostro benessere,del nostro pianeta e delle nostre limitate risorse naturali. Gli edifici e le infrastrutture sono responsabili dl almeno il 40% di tutte le emissioni di gas a effetto serra. L'edilizia moderna utilizza in larga misura materiali come il cemento e l'acciaio, la cui produzione richiede immense quantità di energia e che rilasciano direttamente CO2 attraverso reazioni chimiche. Tutti i segnali vanno nella stessa direzione: dobbiamo ripensare e riprogrammare. In questo processo l'Europa può e deve svolgere un ruolo guida. Ecco perché abbiamo messo il Green Deal europeo al centro della nostra azione. Dobbiamo essere il primo continente a impatto climatico zero nel 2050. Questo ci richiederà ben più che una semplice riduzione delle emissioni. Serve un modello economico che restituisca al pianeta ciò che gli sottrae, basato su un'economia circolare alimentata da energie rinnovabili. Ma questo progetto deve andare oltre i puri aspetti ambientali o economici. Bisogna fare in modo che il Green Deal europeo rappresenti anche e soprattutto un nuovo progetto culturale per l'Europa. Ogni movimento ha la propria estetica e il proprio stile. Il cambiamento sistemico che ci attende deve essere caratterizzato da un'impronta estetica distintiva, che faccia convergere stile e sostenibilità. Per questo intendiamo lanciare un nuovo movimento Bauhaus europeo, una piattaforma collaborativa del design e della creatività, in cui architetti, artisti, studenti, scienziati, ingegneri e designer e chiunque desideri contribuire possano realizzare questa visione. Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente. Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l’inclusività e l’estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità. Dovremmo essere tutti in grado di percepire, vedere e vivere il Green Deal europeo grazie a un'industria edile che utilizzi materiali naturali come il legno o il bambù, a un'architenura che adotti forme e principi di costruzione vicine a quelle della natura,che tenga conto degli ecosistemi fin dalla progettazione, che renda possibile e pianifichi la sostenibilità e la riutilizzabilità. Il nuovo Bauhaus europeo deve inoltre approfittare dell'altra grande tendenza rivoluzionaria del nostro secolo, la digitalizzazione, che sta cambiando sempre più il nostro modo di pensare e di agire. In futuro, le case, gli insediamenti e le città funzioneranno meglio grazie al loro “gemello digitale”. Le simulazioni informatiche consentiranno infatti di migliorare le scelte progettuali in termini di efficienza delle risone, riutilizzabilità o impatto sull'ambiente e sul clima locale. L’obiettivo è realizzare città più vivibili e a impatto climatico zero. Come lo storico movimento Bauhaus che si diffuse in tutto il mondo partendo da Weimar, il nuovo Bauhaus europeo è immaginato per essere ben più di una semplice scuola di architettura che utilizza nuove tecnologie e tecniche. L’esplosione innovativa del Bauhaus non sarebbe infatti stata immaginabile senza il ponte gettato verso il mondo dell'arte e della cultura o verso le sfide sociali dell'epoca. Il primo Bauhaus ha dimostrato che l’industria e l'eccellenza nel design possono migliorare la vita quotidiana di milioni di persone. Il nuovo Bauhaus europeo deve innescare una dinamica analoga. L'auspicio è che lanci un movimento creativo e interdisciplinare che sviluppi norme estetiche e funzionali, in sintonia con le tecnologie di punta, l'ambiente e il clima. Se riusciremo a combinare la sostenibilità con il design di eccellenza, il Green Deal europeo riceverà un impulso formidabile, anche al di delle nostre frontiere. L'obiettivo è stimolare il dibattito su nuovi metodi di costruzione e nuovi moduli di progettazione. Il nuovo Bauhaus europeo deve sperimentare e fornire risposte pratiche alla grande questione sociale del futuro: come immaginare per noi europei una vita moderna in sintonia con la natura? Dipende da noi fornire una risposta che sappia rendere più bello e umano il nostro XXI secolo.

© blogMagazine pubblicato in rete da Giorgio Seveso dal 2011 - Codice ISSN 2239-0235

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3 Ursula  von der Leyen  Presidente della Commissione Europea.