numero

6/11/2020

coincidenze

UNA MOSTRA PER IL

BAUHAUS

Dalla Permanente di Milano il catalogo di una mostra

(sospesa) dedicata anche alla memoria del Bauhaus

VENTI e VENTI uomo/ambiente/spazio Artisti della Permanente e un secolo di percorsi e movimenti All'origine della proposta della Commissione Artistica annuale per la mostra dei soci c'è la necessità di approfondire il proprio fare artistico in una duplice direzione: nel confronto con l'ultimo secolo della storia dell'arte, così multiforme e tumultuoso, cercando riferimenti significativi, ancora attuali e consoni alla sensibilità di ciascuno, e nella riflessione sul futuro che incalza e quasi schiaccia il presente senza lasciare il tempo di comprenderlo e assimilarlo a pieno. Nel contempo, la proposta si pone anche in continuità con la tematica della contaminazione a cui si sono ispirate le ultime mostre dei soci della Permanente. In particolare, si parla di anni venti del '900 per richiamare movimenti e scuole come il Futurismo, il Bauhaus, il Realismo magico e altri che nelle loro peculiarità lasciarono segni visibili ai posteri. Un esempio considerevole viene dal Bauhaus, di cui è appena stato ricordato il centenario della nascita (1919); tale movimento ebbe vita breve (fino al 1933) ma influenze durature. Nel solco delle avanguardie anteguerra, determinò la formazione di movimenti d'innovazione nel campo dell'architettura e del design, legati al razionalismo e al funzionalismo, con applicazioni estese a tutte le arti, con il proposito di rinnovare lo spazio abitativo nella sua accezione più ampia di ambiente dove vive l'uomo. Fondata da Walter Gropius, la scuola tedesca che già nel nome indica il concetto-base di costruzione, aveva l'obiettivo prevalente di unificare arte, artigianato e tecnologia e rappresentò un momento cruciale nel dibattito novecentesco sul rapporto tra tecnologia e cultura. Ne fecero parte esponenti di punta della cultura europea: Henry van de Velde, Johannes Itten, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Ludwig Mies van der Rohe. Già si parlava di nuove tecnologie, specialmente l'automobile, il cinema, la radio, che erano l'espressione principale - come scoperta dell'uso dei mass media – della modernità. Non a caso gli anni Venti si definirono anche “anni ruggenti”, con il jazz, il cinema sonoro, i primi voli passeggeri, le suffragette. Il principio dell'arte applicata e l'importanza della macchina, considerata elemento positivo, portano alla nascita del design, di cui Milano è oggi un centro nevralgico e le cui tracce più o meno esplicite notiamo in ogni oggetto che ci circonda. Ai fini della tematica della mostra, ci interessa il rapporto che questo panorama culturale-artistico così ricco ha intrattenuto con lo spazio. Le progettazioni e le realizzazioni del Bauhaus mostrano spazi liberi e aperti (vedasi Mies van der Rohe) organizzati con criteri di razionalità e funzionalità per dare all'uomo un posto dove stare nell'epoca moderna. Questo rapporto, così centrale oggi, ha determinato la scelta dell'argomento e del titolo della mostra. Le sue tre parole, uomo - ambiente - spazio, sono legate da un filo inscindibile, garantito anche dalla loro etimologia latina: uomo risale ad humus - terra che genera -, spazio a patēre - essere aperto -, ambiente ad ambire - andare attorno -; l'essere umano si radica in un luogo e vi si muove impiantando attività, modificandolo, in positivo e in negativo. Sulla scorta della tradizione dell’ultimo secolo della storia dell’arte, l’artista è chiamato ad indagare il rapporto tra uomo, ambiente e spazio alla luce delle condizioni presenti, specialmente se si guarda alle soluzioni elaborate dal Bauhaus, i cui lasciti influenzano tutt’oggi il nostro stile di vita, come ad esempio lo studio degli ambienti aperti, degli oggetti funzionali e del colore. Si pone infatti all'attenzione generale il tema della salvaguardia del pianeta terra, la dimora comune di tutti. Tante sono le minacce che lo mettono a rischio: cambiamenti climatici, materiali non riciclabili, consumo di risorse non rigenerabili, inquinamento dell'aria, dell'acqua, del terreno. A questo proposito, la parola d'ordine che passa dai media agli organi istituzionali è sostenibilità. La sostenibilità è la caratteristica di un processo che può essere mantenuto nel tempo, che si può proteggere per il futuro. Tutto oggi deve essere sostenibile: dal cibo alla moda, dall'abitazione ai mezzi di trasporto, dalle attività produttive al tempo libero, alle nuove tecnologie. L'artista contemporaneo, pertanto, non può non interrogarsi su aspetti così tangibili e contingenti della nostra vita quotidiana, destinati ad incidere marcatamente sul presente e sull'avvenire dell'umanità, secondo il proprio linguaggio e la propria ricerca. La proposta, all'inizio variamente dibattuta, è stata stimolante e accolta con molto favore. L’altissimo numero di partecipanti e le variegate declinazioni sia contenutistiche che tecniche delle opere, lo confermano. L'ampiezza e la varietà dell'argomento esaltano le capacità creative personali e aprono a sviluppi tecnici ed estetici più assortiti. Qesto vivace contesto di partecipazione ha favorito la presenza di giovani artisti soci che abbiamo ritenuto opportuno valorizzare: per la prima volta, la mostra sociale prevede una sezione riservata agli “Under 35”, con l’auspicio che diventi una nostra nuova tradizione. Infatti, negli ultimi anni, si è più volte manifestata, da parte di tutti gli organismi della Permanente, la necessità di coinvolgere i giovani artisti nelle attività sociali per un rinnovamento prolifico e continuativo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. La Commissione Artistica annuale Giulia Crotti / Yang Sil Lee / Giancarlo Nucci

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

10 La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente è un Ente Morale senza scopo di lucro dal1884. Storica istituzione nel panorama artistico milanese e italiano, ha sede nel Palazzo progettato in stile neoclassico da Luca Beltrami. Da oltre un secolo la Società svolge attività di promozione e diffusione culturale, con mostre monografiche e rassegne storiche, anche in collaborazione con Enti ed Istituzioni nazionali ed esteri. Uno straordinario patrimonio artistico e archivistico, costituito da un’ampia raccolta di opere dell’ultimo Ottocento e del Novecento e da una vasta biblioteca specializzata, documenta la storia dell’Ente dalla sua fondazione fino ai giorni nostri. | © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 |
Ho ricevuto dagli amici della Permanente il materiale per la rassegna che avrebbe dovuto tenersi «in presenza» a marzo di quest’anno. Come mostra dei soci, infatti, era stato deciso di dedicare questa volta l’iniziativa a un confronto con l’ultimo secolo di storia dell’arte, in particolare con un significativo riferimento al Bauhaus. La coincidenza con l’invito rivolto agli artisti europei dalla Presidente Ursula von der Leyen, e il tema che ho dato a questo numero del riContemporaneo, hanno fatto scattare la scintilla. Ecco dunque qui, nell’attesa di poter un giorno vedere esposte le opere, l’introduzione alla mostra. (G.S.)

6/11/2020

coincidenze

UNA MOSTRA

PER IL BAUHAUS

Dalla Permanente di Milano il

catalogo di una mostra (sospesa)

dedicata anche alla memoria del

Bauhaus

VENTI e VENTI uomo/ambiente/spazio Artisti della Permanente e un secolo di percorsi e movimenti All'origine della proposta della Commissione Artistica annuale per la mostra dei soci c'è la necessità di approfondire il proprio fare artistico in una duplice direzione: nel confronto con l'ultimo secolo della storia dell'arte, così multiforme e tumultuoso, cercando riferimenti significativi, ancora attuali e consoni alla sensibilità di ciascuno, e nella riflessione sul futuro che incalza e quasi schiaccia il presente senza lasciare il tempo di comprenderlo e assimilarlo a pieno. Nel contempo, la proposta si pone anche in continuità con la tematica della contaminazione a cui si sono ispirate le ultime mostre dei soci della Permanente. In particolare, si parla di anni venti del '900 per richiamare movimenti e scuole come il Futurismo, il Bauhaus, il Realismo magico e altri che nelle loro peculiarità lasciarono segni visibili ai posteri. Un esempio considerevole viene dal Bauhaus, di cui è appena stato ricordato il centenario della nascita (1919); tale movimento ebbe vita breve (fino al 1933) ma influenze durature. Nel solco delle avanguardie anteguerra, determinò la formazione di movimenti d'innovazione nel campo dell'architettura e del design, legati al razionalismo e al funzionalismo, con applicazioni estese a tutte le arti, con il proposito di rinnovare lo spazio abitativo nella sua accezione più ampia di ambiente dove vive l'uomo. Fondata da Walter Gropius, la scuola tedesca che già nel nome indica il concetto-base di costruzione, aveva l'obiettivo prevalente di unificare arte, artigianato e tecnologia e rappresentò un momento cruciale nel dibattito novecentesco sul rapporto tra tecnologia e cultura. Ne fecero parte esponenti di punta della cultura europea: Henry van de Velde, Johannes Itten, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Ludwig Mies van der Rohe. Già si parlava di nuove tecnologie, specialmente l'automobile, il cinema, la radio, che erano l'espressione principale - come scoperta dell'uso dei mass media della modernità. Non a caso gli anni Venti si definirono anche “anni ruggenti”, con il jazz, il cinema sonoro, i primi voli passeggeri, le suffragette. Il principio dell'arte applicata e l'importanza della macchina, considerata elemento positivo, portano alla nascita del design, di cui Milano è oggi un centro nevralgico e le cui tracce più o meno esplicite notiamo in ogni oggetto che ci circonda. Ai fini della tematica della mostra, ci interessa il rapporto che questo panorama culturale- artistico così ricco ha intrattenuto con lo spazio. Le progettazioni e le realizzazioni del Bauhaus mostrano spazi liberi e aperti (vedasi Mies van der Rohe) organizzati con criteri di razionalità e funzionalità per dare all'uomo un posto dove stare nell'epoca moderna. Questo rapporto, così centrale oggi, ha determinato la scelta dell'argomento e del titolo della mostra. Le sue tre parole, uomo - ambiente - spazio, sono legate da un filo inscindibile, garantito anche dalla loro etimologia latina: uomo risale ad humus - terra che genera -, spazio a patēre - essere aperto -, ambiente ad ambire - andare attorno -; l'essere umano si radica in un luogo e vi si muove impiantando attività, modificandolo, in positivo e in negativo. Sulla scorta della tradizione dell’ultimo secolo della storia dell’arte, l’artista è chiamato ad indagare il rapporto tra uomo, ambiente e spazio alla luce delle condizioni presenti, specialmente se si guarda alle soluzioni elaborate dal Bauhaus, i cui lasciti influenzano tutt’oggi il nostro stile di vita, come ad esempio lo studio degli ambienti aperti, degli oggetti funzionali e del colore. Si pone infatti all'attenzione generale il tema della salvaguardia del pianeta terra, la dimora comune di tutti. Tante sono le minacce che lo mettono a rischio: cambiamenti climatici, materiali non riciclabili, consumo di risorse non rigenerabili, inquinamento dell'aria, dell'acqua, del terreno. A questo proposito, la parola d'ordine che passa dai media agli organi istituzionali è sostenibilità. La sostenibilità è la caratteristica di un processo che può essere mantenuto nel tempo, che si può proteggere per il futuro. Tutto oggi deve essere sostenibile: dal cibo alla moda, dall'abitazione ai mezzi di trasporto, dalle attività produttive al tempo libero, alle nuove tecnologie. L'artista contemporaneo, pertanto, non può non interrogarsi su aspetti così tangibili e contingenti della nostra vita quotidiana, destinati ad incidere marcatamente sul presente e sull'avvenire dell'umanità, secondo il proprio linguaggio e la propria ricerca. La proposta, all'inizio variamente dibattuta, è stata stimolante e accolta con molto favore. L’altissimo numero di partecipanti e le variegate declinazioni sia contenutistiche che tecniche delle opere, lo confermano. L'ampiezza e la varietà dell'argomento esaltano le capacità creative personali e aprono a sviluppi tecnici ed estetici più assortiti. Qesto vivace contesto di partecipazione ha favorito la presenza di giovani artisti soci che abbiamo ritenuto opportuno valorizzare: per la prima volta, la mostra sociale prevede una sezione riservata agli “Under 35”, con l’auspicio che diventi una nostra nuova tradizione. Infatti, negli ultimi anni, si è più volte manifestata, da parte di tutti gli organismi della Permanente, la necessità di coinvolgere i giovani artisti nelle attività sociali per un rinnovamento prolifico e continuativo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. La Commissione Artistica annuale Giulia Crotti / Yang Sil Lee / Giancarlo Nucci

polemiche e proposte sull’arte contemporanea

10
Ho ricevuto dagli amici della Permanente il materiale per la rassegna che avrebbe dovuto tenersi «in presenza» a marzo di quest’anno. Come mostra dei soci, infatti, era stato deciso di dedicare questa volta l’iniziativa a un confronto con l’ultimo secolo di storia dell’arte, in particolare con un significativo riferimento al Bauhaus. La coincidenza con l’invito rivolto agli artisti europei dalla Presidente Ursula von der Leyen, e il tema che ho dato a questo numero del riContemporaneo, hanno fatto scattare la scintilla. Ecco dunque qui, nell’attesa di poter un giorno vedere esposte le opere, l’introduzione alla mostra. (G.S.)
La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente è un Ente Morale senza scopo di lucro dal1884. Storica istituzione nel panorama artistico milanese e italiano, ha sede nel Palazzo progettato in stile neoclassico da Luca Beltrami. Da oltre un secolo la Società svolge attività di promozione e diffusione culturale, con mostre monografiche e rassegne storiche, anche in collaborazione con Enti ed Istituzioni nazionali ed esteri. Uno straordinario patrimonio artistico e archivistico, costituito da un’ampia raccolta di opere dell’ultimo Ottocento e del Novecento e da una vasta biblioteca specializzata, documenta la storia dell’Ente dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.