numero
29/06/2020
per una nuova ecologia dell’arte
UNA «CASA» DEGLI
ARTISTI
In difesa delle specie in via d’estinzione e altre cose
“Un
fantasma
si
aggira
per
l’Europa”:
ricordate
le
prime
righe
de
“Il
manifesto
dei
comunisti”
del
1848?
Ora,
ciò
che
non
è
riuscito
di
fare
a
Carlo
Marx,
cioè
cambiare
il
mondo
e
le
sue
fondamenta
valoriali,
riuscirà
domani
a
farlo
il
covid-19?
Il
neoliberismo
trionfante
e
aggressivo
di
questo
ultimo
quarantennio,
che
ha
privatizzato
ogni
risorsa,
che
ha
infilato
le
mani
in
ogni
ganglio
sensibile
dell’economia
e
della
produzione,
che
ha
chiuso
ospedali
e
scuole
pubbliche,
che
si
è
impadronito
di
ogni
fonte
energetica,
di
ogni
capacità
umana,
che
ha
impoverito
interi
continenti
e
affamato
masse
sterminate
di
popolo,
che
ha
cambiato
rovinosamente
il
clima
rapinando
il
pianeta
e
la
sua
corretta
ecologia…
Il
capitalismo
due
punto
zero
delle
multinazionali
senza
volto
e
(quasi)
senza
nome,
è
dunque
arrivato,
grazie
a
questo
virus,
finalmente
alla
sua
fine,
a
causa
dei
tracolli
economici
che
si
vanno profilando ?
Sono
domande
cui
è
molto
complicato
rispondere,
e
che,
anzi,
sono
oggi
senza
vera
risposta.
Ma
nel
mondo
dell’arte
e
della
cultura
italiana,
nello
stesso
periodo,
sono
cresciuti
problemi
enormi,
e
anche
qui
-
come
in
molti
altri
comparti
-
c'è
oggi,
metaforicamente,
una
vera
e
propria
ecologia
da
salvare,
ci
sono
specie
intere
in
via
d'estinzione,
vapori
tossici
che
inquinano per ogni dove…
Tuttavia,
su
questo
nostro
terreno,
le
possibili
dimensioni
di
un
cambiamento
non
sembrerebbero
poi
così
inarrivabili
e
così
utopistiche.
Già
tre
anni
fa
il
Manifesto
di
Ennio
Calabria
e
dei
suoi
amici
era
stato
un
segnale
(vedi
qui
),
ma,
tra
le
cose
di
queste
settimane,
lo
dimostra
oggi
anche
una
riflessione
su
questi
temi
generali
avviata
da
un
gruppo
di
artisti
eterogeneo
(pittori
e
scultori,
musicisti
e
quant’altro).
Si
tratta
di
un
documento
-
non
ancora
un
«manifesto»
né
tantomeno
un
progetto
-
che
elenca
una
serie
di
temi
e
di
proposte
articolate
e
ben
chiare
per
sottoporli
a
una
riflessione
pubblica.
Vi
dirò
che
sono
molto
interessato
alle
considerazioni
e
indicazioni
di
lavoro
che
contiene.
Vi
ho
ritrovato
tutta
una
serie
di
spunti
sui
quali
in
passato
(già
dai
tempi
del
Sindacato
degli
artisti
degli
anni
70
qui
a
Milano)
io
e
altri
ci
eravamo
molto
impegnati.
E
sono
soprattutto
stimolato
dal
vedere
indicata
una
direzione
di
ricerca
sul
tema
del
ruolo
degli
artisti
e
dell’arte
nei
confronti
della
società
e
dell’immaginario
collettivo
di
oggi.
Tutta
l’arte,,
dalla
pittura
alla
musica
alla
poesia al teatro alla fotografia alla scultura eccetera.
Ma,
beninteso,
non
è
per
nostalgia
che
mi
interessano
le
cose
che
ho
trovato
scritte
neldocumento
di
CasaArtista...
Sono
convinto
infatti
che
oggi
più
di
ieri
queste
idee
possano
trovare
nella
società
italiana
un
terreno
più
fertile
di
sviluppo.
Che
appaiano
-
diciamo
-
meno
utopiche
di
quanto
apparissero quarant'anni fa!
Se
occorre
e
quando
occorrerà,
anche
le
pagine
in
rete
del
nostro
riContemporaneo.org
da
oggi
potranno
fare
da
sponda
e da cassa di risonanza a questo lavoro. (G.S.)
Ecco il documento
aggiornato:
Il sito
di Ca
saArtista:
ri
Contemporaneo
.org
|
opinioni, polemiche, proposte sull’
arte contemporanea
29/06/2020
per una nuova ecologia dell’arte
UNA «CASA»
DEGLI ARTISTI
In
difesa delle specie in via
d’estinzione e altre cose
“Un
fantasma
si
aggira
per
l’Europa”:
ricordate
le
prime
righe
de
“Il
manifesto
dei
comunisti”
del
1848?
Ora,
ciò
che
non
è
riuscito
di
fare
a
Carlo
Marx,
cioè
cambiare
il
mondo
e
le
sue
fondamenta
valoriali,
riuscirà
domani
a
farlo
il
covid-19?
Il
neoliberismo
trionfante
e
aggressivo
di
questo
ultimo
quarantennio,
che
ha
privatizzato
ogni
risorsa,
che
ha
infilato
le
mani
in
ogni
ganglio
sensibile
dell’economia
e
della
produzione,
che
ha
chiuso
ospedali
e
scuole
pubbliche,
che
si
è
impadronito
di
ogni
fonte
energetica,
di
ogni
capacità
umana,
che
ha
impoverito
interi
continenti
e
affamato
masse
sterminate
di
popolo,
che
ha
cambiato
rovinosamente
il
clima
rapinando
il
pianeta
e
la
sua
corretta
ecologia…
Il
capitalismo
due
punto
zero
delle
multinazionali
senza
volto
e
(quasi)
senza
nome,
è
dunque
arrivato,
grazie
a
questo
virus,
finalmente
alla
sua
fine,
a
causa
dei
tracolli
economici che si vanno profilando ?
Sono
domande
cui
è
molto
complicato
rispondere,
e
che,
anzi,
sono
oggi
senza
vera
risposta.
Ma
nel
mondo
dell’arte
e
della
cultura
italiana,
nello
stesso
periodo,
sono
cresciuti
problemi
enormi,
e
anche
qui
-
come
in
molti
altri
comparti
-
c'è
oggi,
metaforicamente,
una
vera
e
propria
ecologia
da
salvare,
ci
sono
specie
intere
in
via
d'estinzione,
vapori
tossici
che
inquinano
per
ogni
dove…
Tuttavia,
su
questo
nostro
terreno,
le
possibili
dimensioni
di
un
cambiamento
non
sembrerebbero
poi
così
inarrivabili
e
così
utopistiche.
Già
tre
anni
fa
il
Manifesto
di
Ennio
Calabria
e
dei
suoi
amici
era
stato
un
segnale
(vedi
QUI
),
ma,
tra
le
cose
di
queste
settimane,
lo
dimostra
oggi
anche
una
riflessione
su
questi
temi
generali
avviata
da
un
gruppo
di
artisti
eterogeneo
(pittori
e
scultori,
musicisti
e
quant’altro).
Si
tratta
di
un
documento
-
non
ancora
un
«manifesto»
né
tantomeno
un
progetto
-
che
elenca
una
serie
di
temi
e
di
proposte
articolate
e
ben
chiare
per
sottoporli
a
una
riflessione pubblica.
Vi
dirò
che
sono
molto
interessato
alle
considerazioni
e
indicazioni
di
lavoro
che
contiene.
Vi
ho
ritrovato
tutta
una
serie
di
spunti
sui
quali
in
passato
(già
dai
tempi
del
Sindacato
degli
artisti
degli
anni
70
qui
a
Milano)
io
e
altri
ci
eravamo
molto
impegnati.
E
sono
soprattutto
stimolato
dal
vedere
indicata
una
direzione
di
ricerca
sul
tema
del
ruolo
degli
artisti
e
dell’arte
nei
confronti
della
società
e
dell’immaginario
collettivo
di
oggi.
Tutta
l’arte,,
dalla
pittura
alla
musica
alla
poesia
al
teatro
alla
fotografia
alla scultura eccetera.
Ma,
beninteso,
non
è
per
nostalgia
che
mi
interessano
le
cose
che
ho
trovato
scritte
neldocumento
di
CasaArtista...
Sono
convinto
infatti
che
oggi
più
di
ieri
queste
idee
possano
trovare
nella
società
italiana
un
terreno
più
fertile
di
sviluppo.
Che
appaiano
-
diciamo
-
meno
utopiche
di
quanto
apparissero quarant'anni fa!
Se
occorre
e
quando
occorrerà,
anche
le
pagine
in
rete
del
nostro
riContemporaneo.org
da
oggi
potranno
fare
da
sponda
e
da
cassa
di risonanza a questo lavoro. (G.S.)
Ecco il documento
aggiornato:
Il sito
di Ca
saArtista:
ri
Contemporaneo
.org
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