29/06/2020
RIFLESSIONI SUL
CONTEMPORANEO
di Roberta Rossi
La
nostra
società
negli
ultimi
decenni
ha
operato
cambiamenti
talmente
rapidi
che
non
hanno
dato
modo
di
essere
metabolizzati
nella
loro
interezza.
Queste
trasformazioni
non
hanno
comunque
generato
progresso,
ma
solo
sviluppo
e
omologazione
in
un
clima
decadente.
Con
l'avvento
del
computer
e
del
digitale,
con
la
globalizzazione,
anche
l'arte
ha
subito
cambiamenti
ed
ha
iniziato
ad
esprimersi
attraverso
linguaggi
che
molto
si
discostano
dai
canoni
tradizionali
della
pittura
e
della
scultura.
Il
mondo
contemporaneo
rimane
sempre
molto
complesso
ed
ecco
che
l'artista
vi
entra
a
pieno
titolo
con
le
proprie capacità e peculiarità.
Con
l'introduzione
delle
nuove
tecnologie
e
dei
forti
cambiamenti
della
società,
l'artista
si
è
trovato
impreparato
e
l'individualismo
ha
cominciato
a
dilagare.
Molti
si
sono
anche
improvvisati,
hanno
stravolto
ogni
principio,
si
sono
spinti
in
terreni
senza
le
basi
solide
del
passato
e
ognuno
ha
concepito
ed
ha
cercato
di
diffondere
il
proprio
pensiero
sull'arte
come
se
fosse
la
scoperta
del
secolo
e
di
conseguenza
si
è
potuto
vedere
di
tutto.
La
fantasia,
divenuta
il
“sesto
senso”
degli
artisti,
ha
prodotto
lo
scempio
di
questi
ultimi
cinquanta
anni
e
ciò
che
era
vera
arte
per
qualcuno,
era
spazzatura
per
altri,
con
il
risultato
di
una
grande
confusione,
in
cui
abili
mercanti
hanno
saputo
speculare
a
piene
mani,
indirizzando
il
pubblico
verso
questo
o
quell'artista,
mercificando
l'arte
senza
scrupoli,
compiacendo
agli
indirizzi
del
mercato.
Un
universo
fluido,
variegato,
effimero,
che
mette
al
centro
il
personaggio
di
turno
e
poco
la
sua
“arte”,
che
guarda
più
all'apparire
che
all'essere,
che
sa
“lanciare”,
attraverso
costose
campagne
pubblicitarie
questo
o
quell'artista
con
scopi
puramente
economico-speculativi,
che
niente
hanno
a
che
fare
con l'arte, parola tanto abusata ai giorni nostri.
Del
resto,
un
faro
che
rischiari
il
percorso
agli
artisti,
oggi
non
c'è,
movimenti
a
cui
guardare,
stili
artistici
da
cui
attingere
conoscenze
tecniche,
manifesti
nei
cui
dettami
potersi
riconoscere,
si
sono
esauriti
già
verso
la
fine
del
secolo
scorso,
lasciando
posto
ad
una
miriade
di
“meteore”,
spesso
in
contrapposizione
tra
di
loro
e
rese
cieche
da
una
infantile
e
assurda
invidia,
che
poco
lasceranno
in
eredità
alle
generazioni
future.
Verranno
ammirate
o
meglio
ancora,
comprese,
le
opere
di
sedicenti
artisti
contemporanei,
fra
cinquecento
o
seicento
anni,
come
facciamo
oggi
con
le
opere
per
esempio
del
Rinascimento?
E
proprio
partendo
da
queste
domande,
bisogna
cercare
di
capire
quale
ruolo
può
avere
un
artista
contemporaneo,
quale
contributo
può
dare
per
un
effettivo
cambiamento
e
cosa
veramente
è
necessario
ed
opportuno
cambiare
per
recuperare
i
valori
umani
fondanti.
Una
responsabilità
etica
richiesta
a
ciascuno
di
noi,
di
grande
rilevanza,
che
se
colta
nel
suo
più
profondo
significato,
potrebbe
produrre
grandi
frutti.
Ma
non
è
né
facile,
né
semplice
comprendere
quali
atti
risultino
più
utili
al
raggiungimento
del
cambiamento,
senza
un'analisi
dei
vari
aspetti
del
sentire
moderno,
dei
molteplici
atteggiamenti
e
delle
conseguenti
aspettative.
Vi
è
la
necessità
di
padroneggiare
i
nuovi
mezzi
di
comunicazione,
al
fine
di
diffondere
in
maniera
efficace
e
capillare,
le
proposte
artistiche
attuali
e
allargare
le
conoscenze
creando
una
rete
di
relazioni
che
porti
gli
artisti
ad
essere
più
consapevoli
del
momento
che
sta
attraversando
la
società,
per
tornare
ad
essere
di nuovo portatori di idee.
Vi
è
inoltre
la
necessità
di
una
maggiore
conoscenza
e
di
un
approfondimento
della
storia
dell'arte
nella
sua
globalità,
di
ciò
che
è
stato
fatto
prima
di
noi,
sforzandoci
di
recuperare
quanto
essenziale
e
basilare
è
arrivato
fino
ai
giorni
nostri,
magari
andando
anche
contro-corrente,
o
ponendoci
in
una
posizione
avversa
rispetto
alle
mode
artistiche
dilaganti
e
passeggere.
Non
bisogna
temere
di
“aprirci”
al
nuovo,
alle
nuove
sfide
a
cui
siamo
chiamati,
ma
è
opportuno
tenere
sempre
ben
chiaro
l'orizzonte,
senza
scivolare
per
forza,
in
avventure
sciagurate,
solo
per
ottenere
facili
ed
effimeri
successi
o
per
la
smania
di
sentirsi
liberi
e
moderni.
La
vera
libertà
è
la
conoscenza.
L'arte
non
dovrebbe
essere
autoreferenziale
come
quella
odierna,
ma
dovrebbe
essere
universale
e
indagare
in
primis
l'animo
umano
e
i
suoi
sentimenti
attraverso
il
senso
delle
cose,
attraverso
i
gesti
della
vita, attraverso la bellezza, che non ha tempo né confini.