numero

29/06/2020

L’ARTE SECONDO

BERGSON

Direttamente dalla sua voce, in poche battute la

particolare visione del grande filoso francese, premio

Nobel nel 1927

Si tratta dell’unica registrazione esistente della voce del filosofo e scrittore

francese Henri Bergson. E’ una rara incisione in cui all’inizio, su richiesta di

dire qualcosa come prova tecnica del suono prima di un’intervista nel 1936

a casa sua, egli improvvisa in poche e solenni parole la traccia della sua

visione dell’arte e del temperamento “particolare” dell’artista. L’intervista

vera e propria, invece, è andata perduta.

Traduzione dei testi del video Didascalie : Ecco l’unica registrazione esistente della voce di H.B., prima ‘star’ filosofica del 20° secolo, premio Nobel per la letteratura nel 1927, che scrivendo sul senso del comico, del tempo e della memoria, ha influenzato con le sue idee pacifiste gli antenati dell’ONU e dell’UNESCO. Di questa intervista è giunta fino a noi solo la prova tecnica che ha preceduto la registrazione vera e propria. Ma nel corso di questo semplice test sonoro Bergson spiega la ragion d’essere dell’arte. Voce : «Ci siamo recati, il 3 giugno 1936 alle 15,30, a casa del professor H.B:. muniti di un semplice apparecchio registratore portatile. Se vuole dire una o due frasi…» voce di Bergson : « Qual è l’oggetto dell’arte? Se la realtà potesse direttamente investire la nostra anima e la nostra coscienza, e se potessimo vivere una comunicazione immediata con le cose e con noi stessi… credo davvero che l’arte sarebbe inutile, o piuttosto che tutti saremmo artisti. Poiché in quel momento la nostra anima vibrerebbe all’unisono con la Natura! I nostri occhi, aiutati dalla memoria, ritaglierebbero nello spazio e scolpirebbero nel tempo immagini inimitabili. Lo sguardo nostro coglierebbe allora frammenti di forme d’una bellezza pari solo a quella della statuaria antica. Nel profondo del nostro essere potremmo udire come il canto di una melodia, talvolta gaia, più spesso triste ma, sempre, originale: la musica ininterrotta della nostra vita interiore. Tutto ciò vive attorno a noi. Tutto ciò è in noi! Eppure nulla di tutto ciò riusciamo a percepire distintamente! Tra noi e la natura… meglio: tra noi e la nostra propria coscienza, s’interpone un velario. Un velario che appare impenetrabile e pesante all’uomo comune; un velo leggero, quasi trasparente, per l’artista e il poeta. Parlo, per loro, di un superamento naturale e innato della struttura del tempo e della coscienza, che si manifesta senza mediazioni, in maniera virginale e sorgiva, nel loro modo di vedere, di sentire, di pensare.» (da FranceCulture , traduzione di G.S.)

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

13 Henri Bergson  (1859-1941)

Il video e la

voce di

Bergson:

| © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 |

29/06/2020

L’ARTE

SECONDO

BERGSON

Direttamente dalla sua voce, in

poche battute la particolare

visione del grande filoso francese,

premio Nobel nel 1927

Si tratta dell’unica registrazione esistente della

voce del filosofo e scrittore francese Henri

Bergson. E’ una rara incisione in cui all’inizio, su

richiesta di dire qualcosa come prova tecnica del

suono prima di un’intervista nel 1936 a casa sua,

egli improvvisa in poche e solenni parole la

traccia della sua visione dell’arte e del

temperamento “particolare” dell’artista.

L’intervista vera e propria, invece, è andata

perduta.

Traduzione dei testi del video Didascalie : Ecco l’unica registrazione esistente della voce di H.B., prima ‘star’ filosofica del 20° secolo, premio Nobel per la letteratura nel 1927, che scrivendo sul senso del comico, del tempo e della memoria, ha influenzato con le sue idee pacifiste gli antenati dell’ONU e dell’UNESCO. Di questa intervista è giunta fino a noi solo la prova tecnica che ha preceduto la registrazione vera e propria. Ma nel corso di questo semplice test sonoro Bergson spiega la ragion d’essere dell’arte. Voce : «Ci siamo recati, il 3 giugno 1936 alle 15,30, a casa del professor H.B:. muniti di un semplice apparecchio registratore portatile. Se vuole dire una o due frasi…» voce di Bergson : « Qual è l’oggetto dell’arte? Se la realtà potesse direttamente investire la nostra anima e la nostra coscienza, e se potessimo vivere una comunicazione immediata con le cose e con noi stessi… credo davvero che l’arte sarebbe inutile, o piuttosto che tutti saremmo artisti. Poiché in quel momento la nostra anima vibrerebbe all’unisono con la Natura! I nostri occhi, aiutati dalla memoria, ritaglierebbero nello spazio e scolpirebbero nel tempo immagini inimitabili. Lo sguardo nostro coglierebbe allora frammenti di forme d’una bellezza pari solo a quelle della statuaria antica. Nel profondo del nostro essere potremmo udire come il canto di una melodia, talvolta gaia, più spesso triste ma, sempre, originale: la musica ininterrotta della nostra vita interiore. Tutto ciò vive attorno a noi. Tutto ciò è in noi! Eppure nulla di tutto ciò riusciamo a percepire distintamente! Tra noi e la natura… meglio: tra noi e la nostra propria coscienza, s’interpone un velario. Un velario che appare impenetrabile e pesante all’uomo comune; un velo leggero, quasi trasparente, per l’artista e il poeta. Parlo, per loro, di un superamento naturale e innato della struttura del tempo e della coscienza, che si manifesta senza mediazioni, in maniera virginale e sorgiva, nel loro modo di vedere, di sentire, di pensare.» (da FranceCulture , traduzione di G.S.)

polemiche e proposte sull’arte contemporanea

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Il video e la

voce di

Bergson:

Henri Bergson  (1859-1941)