di Tomaso MontanariArticolo pubblicato sul blog Emergenza culturae anche su “Il Fatto Quotidiano”, 26 luglio 2020CredosiastatounerrorefargirareaMahmoodilvideodi Dorado al MuseoEgiziodi Torino.Enoncertoperchéèatorsonudo,e nemmenoperchélacanzonedice:«Mipiaceleiperchéhailculosodo (uh)».ÈmoltopiùvolgarelaGalleriadeiRe,inflittaalMuseoEgizioda Alain Elkann, che non la performance di Mahmood, riuscitissima.Oggi ilproblemanonèlacontaminazionealto-basso, indistinguibilmentefusidentroognunodinoi.Egli unicichecredonoancoranellasacralitàdeimusei sonopropriocoloroche,pensandodiviolarla, provano a stupire i borghesi.Maallora,qualèilproblemaconMahmood,la Ferragni,lesfilatedimoda,lefesteprivate,glieventi aziendali nei musei?Insiemeallepiazzestoriche,aipalazzicivici,aiparchi, allegrandichiesemonumentali,imuseisonoparte dellospaziopubblico.Edadecenniunariflessione cresciutasulleduespondedell’Atlanticoavverteche«quandoil mercatoesercitaildirittodiprelazionesuqualsiasispaziopubblico… lagentecorreilrischiodiperderelacapacitàdiautogovernarsi» (ChristopherLasch).IlvideodiMahmoodriprendeconinsistenzauna grandeinsegnaluminosadellaLavazza,ChiaraFerragnièlareginadel marketing.Entrambisonoprodotticheservonoavenderealtriprodotti:ègiusto cheilMuseoEgizioegliUffizisiprestinoaquesto?No,perché«perché lapubblicitàincoraggialepersoneavolerecoseeasoddisfareipropri desideri,l’istruzioneincoraggialepersoneariflettereinmodocritico sui propri desideri, per frenarli e per elevarli» (Michael Sandel).Quantomancaalprimospotdiunapastaodiunpaiodiscarpegirato inunmuseo?Siamo consumatorieclientiinquasiognimomentodella nostravita,sarebbeunsuicidiovolerloessereancheneipochissimi luoghiincuiinvecepotremmoancoraesserepersone,ecittadini.Altro chesacralitàdeimusei,osnobismoculturaleversoilpop:siamo dispostiasacrificarelazonafrancadelpatrimonioculturalesull’altare dell’unica vera religione del nostro tempo, quella del mercato?Ingenereaquestopuntoarrival’argomentodella‘prostituzioneper vivere’:imuseihannobisognodisoldi.Allorabisognerebbealmeno vendersibene(erenderenotiiricavidiquestinoleggi).Madovremmo anchechiedercisefacciamounbuonaffare:forserisparmiamodenaro pubblico(epoiDiosacomelospendiamo),macertoperdiamoun enorme spazio di libertà mentale.L’altragrandequestioneriguardaquellochelaCostituzionechiama «sviluppodellacultura»:ladivulgazione,promozione,popolarizzazione dellaconoscenzadelleopered’arte.QuandoilLouvrenoleggiò la Gioconda aBeyoncéeJay-Z,la«Tribunedel’art»scrisse:«Allaradiosi sonoascoltateopinioniridicolesecondolequalisisarebbetrattatodi unmezzoperattirarealmuseoigiovani,elepersonetroppoincolte percomprenderel’arteattraversoaltricanali.Èun’idea particolarmentecondiscendente,purtroppomoltodiffusa,che vorrebbechel’artenonpossaesserecompresachedaunacertaélite, echeglialtripossanoandarealmuseosoloperaltreragioni,e comunquenonpervedereleopered’arte.Ipoverettisarebberotroppo bestieperpoteressereeducati».Temosiavero:credo,cioè,chedietro questotipodioperazioni(ilLouvreoffreitinerariBeyoncéeDanBrown …) ci sia un razzismo culturale che detesto.Daannidedicoogniforzaafarentrarelastoriadell’artenellavitadichi fatutt’altro.Socomebrillanogliocchideiragazzidiunascuoladi periferiaquandostaiconloroungiornointeroaparlarediCaravaggio: civoglionoumiltà,curaefatica,elaconvinzioneprofondachetutti,ma propriotutti,siamofattiperamarel’arte.MascriverechelaFerragniè bellacomela Venere diBotticelli(comehannofattogliUffizi)fatorto allaFerragnieaBotticelli,nonparladelleopered’artenélecomunica. SololapropagandamanipolatoriadegliUffizipuòfarcredereche tormediadolescentisianoaccorsigrazieaquegliscatti.Eseanche facesserolafilaperfarsiunselfienellastessaposizione,davvero avremmoavvicinatoqualcunoall’arte?Usareimuseicomelocation, noncomunicaleopere:cosìcomeorganizzarefestiniinbibliotecanon porta lettori.RobertoLonghidicevacheglistoricidell’artedevonoessere(inogni senso)popolari:oggipreferisconobatterelemaniallaFerragniche sporcarseleinunaveracondivisionedellorosapere.Matraunastoria dell’arteostaggiodegliaddettiailavorielasuatrasformazioneinuno spotperconsumatoriesistelaviadiunaveraformazionedimassaal godimentodell’arte.Èunapartitachesivinceascuola,allaradio,in televisioneeanchesuisocial:masiamoinpochissimiagiocarlaogni giorno.Elascorciatoiadellamercificazionedimassaèsolounlavacro per la cattiva coscienza collettiva: e, in ultima analisi, un boomerang.