codice ISSN 2239-0235
ultimo aggiornamento: 31/08/2016
Il sommario
MARGUERITE KAHRL E
LE PICCOLE INVASIONI
Come si può essere “attuali” e
insieme impegnati
Ecco uno straordinario (suggestivo) esempio di come le
disinvolture del contemporaneo possano assumere
spessore e autenticità culturali senza perdere nulla della
loro “attualità” sul piano del gusto e degli orientamenti
formali più à la page.
Da sempre impegnata sul fronte dell’attivismo politico, la
ricerca artistica di Marguerite Kahrl è profondamente
influenzata dai principi della “permacultura”, una filosofia
di progettazione e gestione del paesaggio nata negli
anni Settanta che mutua l’equilibrio degli ecosistemi
naturali per creare modelli di sviluppo sostenibili.
Quest’etica di osservazione e cura del territorio si pone
in radicale alternativa ai
meccanismi di sfruttamento
e consumo che causano
eccessi, sprechi e distruzioni
nel mondo contemporaneo.
Protagonisti delle “invasioni
malthusiane” di Kahrl sono i
Noble Savages (Nobili
Selvaggi), morbidi busti di
personaggi grotteschi, a
metà strada fra il tenero e il
mostruoso, la cui iconografia
si ispira ai Caprichos di
Francisco Goya, la celebre
serie di incisioni pubblicata
dal pittore spagnolo nel 1799
per denunciare il declino
della ragione e la corruzione
dilagante alla fine
dell’Illuminismo.
Il titolo Noble Savages -
inoltre - riprende
l’espressione, coniata dal
poeta inglese John Dryden (1631-1700), resa famosa da
J.J. Rousseau (1712-1778) il quale idealizzava il “buon
selvaggio” come
rappresentante di una
umanità che si presenta
pura e nobile nello stato di
natura, prima di essere
contaminata dalla civiltà.
Con l’eccezione dei più
recenti esemplari in bronzo,
le sculture di Kahrl sono
realizzate in canapa, lino e
cotone, materiali di origine
naturale legati al territorio e
alla storia del Cavanese
dove l’artista risiede dal
2002. La pianta della
canapa ha svolto
tradizionalmente un ruolo
centrale nello sviluppo
economico della zona,
dov’era coltivata per produrre tessuti ma anche carta,
olio, materiali da costruzione e alimenti per animali. Le
peculiari qualità espressive del tessuto di canapa,
grezzo al tatto ma anche morbido e resistente,
infondono un’aura di domesticità e resilienza in questi
piccoli pupazzi di
pezza, creature
ludiche e
inquietanti poste
su esili piedistalli
che, come scrive
Lucy Lippard,
“illuminano le
eterne
contraddizioni
della condizione
umana”.
In mostra sono
esposti anche
video, materiali e
sculture realizzati
all’interno del
progetto Con MOI,
un gruppo
informale composto da migranti e cittadini italiani
impegnati nella creazione di una comunità solidale
attraverso pratiche di condivisione di cibo, tempo, e
forme di attenzione reciproca. Il gruppo prende nome dal
complesso di prefabbricati eretto in occasione delle
Olimpiadi di Torino sul terreno dell’ex deposito del
Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (MOI), oggi occupato
da migliaia di rifugiati di diversa provenienza geografica.
Grazie all’impegno di Marguerite Kahrl e di altri volontari,
il gruppo Con MOI affronta le criticità e il degrado di
questo contesto innescando strategie relazionali che
incentivano forme di scambio, recupero e condivisione di
scarti e risorse materiali e culturali.
Marguerite Kahrl è nata nel 1966 a Beverly,
Massachusetts (USA). Dal 2002 vive e lavora a Ivrea.
[Qui online dal 02/05/2016]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Museo d’arte
contemporanea Villa Croce,
Genova 22/4 – 12/6 2016
A cura di Ilaria Bonacossa
e Marco Scotini
con Anna Lovecchio in
collaborazione con PAV
Parco Arte Vivente, Torino
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
n.9