codice ISSN 2239-0235  
Interventi
                                                                                      ultimo aggiornamento:   17/09/2016
leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... Torna alla  COPERTINA
Il sommario
L’ESSENZIALE  E’ ESSERE SINCERI Caro Giorgio, con tutta sincerità, come chiedi, penso che il lavoro che stai facendo è molto complesso. E’ come se tu volessi porre i puntini sugli i quando proprio nell’arte appare impossibile dettare regole certe, tanto meno verità rivelate. Capisco il desiderio virtuoso di stimolare una maggiore attenzione e cura alle problematiche estetiche e direi anche etiche per migliorare se non altro la dialettica di cosa possa essere la migliore interpretazione possibile della creatività oggi. Ma ho l’impressione che ci si scontri con una miriade di altre problematiche complesse e confuse che paradossalmente non chiariscono un bel niente, anzi accrescono la quantità degli enigmi che l’arte ha il potere di svelare. Perché dico questo? Perché penso che l’arte non sia in grado di offrire soluzioni, tanto meno virtù morali, a meno che non si impongano delle regole, che come sai la azzererebbero in partenza. Né tantomeno la denuncia del complesso sistema di mercato dell’arte, che per lo più valorizza le operazioni di marketing e danneggia la ricerca degli autori veri, riuscirà mai a promuovere una rivisitazione dei modi, dei criteri e dell’etica per vagliare e valorizzare le opere d’arte sulle quali si registrano notevoli riscontri di qualità tecniche, estetiche ed emotive. Già, perché più che le opere sembrano essere diventate importanti le operazioni strategiche per imporre attraverso artifici vari cosa sia o meno arte oggi. Niente da meravigliarsi: si pensa da parecchio tempo che il critico, gallerista o mercante che riesca ad imporre un nome d’artista sul mercato, altro non sia che l’artista vero, più importante dell’artista stesso che si presenta come tale. Infatti, costoro sanno bene di creare dei personaggi, anima e corpo, che poi operano a tutto campo in loro nome e così via. Perciò, chiedo a te: quale opera tu conosci che possa scalzare dalla scena una simile parodia di immagini e di personaggi propositori di immagini. Non è forse la persona il veicolo per eccellenza che trasmette messaggi di qualsiasi tipo? Se dunque i mercanti, galleristi e critici lanciano sul mercato il loro prodotto fatto di artisti viventi, non ti sembra che possano raggiungere gli obiettivi con maggiore facilità, anche perché come tu dici, sono organizzati corporativamente e sanno gestire il mercato con un’abilità che all’artista visivo e basta manca quasi del tutto. C’è poi un’altra considerazione che già avevo fatto in un precedente intervento: l’arte non è solo di tipo materiale. Quest’ultimo risponde al contingente, ma in linea più generale non è l’opera materiale a fare la storia e la ricchezza della creatività del genere umano. Guarda caso, quando dirigevo l’Accademia di Belle Arti di Roma a volte capitava di essere ripreso da alcuni colleghi perché mi rimproveravano di non essere un artista. E mi elencavano una serie di carenze che mi avrebbero potuto eventualmente qualificare come tale. Mancanza di adeguati cataloghi, testi critici, partecipazioni a biennali, triennale quadriennali, e via dicendo. Cercando di tenere un comportamento imperturbabile rispondevo che Socrate e Platone, l’uno scultore e l’altro pittore, non avevano lasciato alcuna opera materica pur avendo con le loro idee inciso in modo determinante nell’evoluzione del pensiero degli artisti di tutti i tempi. Dunque, cosa è l’arte? Da questi due personaggi ho appreso che l’Arte è Creare Nuova Vita nella Bellezza. I modi sono tanti, all’infinito. Ognuno crea qualcosa poiché dentro la manifestazione creativa si cela il desiderio di immortalarci in qualche modo, anche se a livello inconscio. Si può creare con la manipolazione materica o semplicemente con il pensiero, poiché anche questo, come il sogno, l’immaginazione, etc se esiste fa parte di tutto ciò che è e quindi è parte integrante della realtà. Quando creiamo, infatti, lo facciamo o per necessità naturale o per aspirazioni diciamo spirituali, alle quali sembra improbabile annettere l’etichetta di operazioni metafisiche o velleitarie o addirittura ininfluenti. L’arte mi pare che venga prodotta proprio grazie alle potenzialità immateriali che sono alla nostra portata. Per questi motivi quando vedo performance, installazioni, e altro che non appartengano alle tecniche o alle modalità tradizionali, non solo non mi sgomentano, ma ne sono attratto. Rivelano infatti altri aspetti della creatività umana, che è certamente la vera unica e grande ricchezza della Conoscenza. Alla faccia del mercato e di chi occupa un ruolo dominante nel contingente! Esistono altri valori che sono eterei ed eterni. Godiamoceli dolcemente, l’Arte è meravigliosa, anche senza mercato. [Qui online dal 02/05/2016] 
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Artista, è stato Direttore dell’Accademia di Belle arti di Roma.
Gerardo Lo Russo
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
n.9