codice ISSN 2239-0235
ultimo aggiornamento: 31/08/2016
Il sommario
L’ESSENZIALE E’
ESSERE SINCERI
Caro Giorgio,
con tutta sincerità, come chiedi, penso che il lavoro che
stai facendo è molto complesso. E’ come se tu volessi
porre i puntini sugli i quando proprio nell’arte appare
impossibile dettare regole certe, tanto meno verità
rivelate.
Capisco il desiderio virtuoso di stimolare una maggiore
attenzione e cura alle problematiche estetiche e direi
anche etiche per migliorare se non altro la dialettica di
cosa possa essere la migliore interpretazione possibile
della creatività oggi. Ma ho l’impressione che ci si scontri
con una miriade di altre problematiche complesse e
confuse che paradossalmente non chiariscono un bel
niente, anzi accrescono la quantità degli enigmi che
l’arte ha il potere di svelare.
Perché dico questo? Perché penso che l’arte non sia in
grado di offrire soluzioni, tanto meno virtù morali, a meno
che non si impongano delle regole, che come sai la
azzererebbero in partenza. Né tantomeno la denuncia
del complesso sistema di mercato dell’arte, che per lo
più valorizza le operazioni di marketing e danneggia la
ricerca degli autori veri, riuscirà mai a promuovere una
rivisitazione dei modi, dei criteri e dell’etica per vagliare e
valorizzare le opere d’arte sulle quali si registrano
notevoli riscontri di qualità tecniche, estetiche ed
emotive. Già, perché più che le opere sembrano essere
diventate importanti le operazioni strategiche per imporre
attraverso artifici vari cosa sia o meno arte oggi.
Niente da meravigliarsi: si pensa da parecchio tempo
che il critico, gallerista o mercante che riesca ad imporre
un nome d’artista sul mercato, altro non sia che l’artista
vero, più importante dell’artista stesso che si presenta
come tale. Infatti, costoro sanno bene di creare dei
personaggi, anima e corpo, che poi operano a tutto
campo in loro nome e così via.
Perciò, chiedo a te: quale opera tu conosci che possa
scalzare dalla scena una simile parodia di immagini e di
personaggi propositori di immagini. Non è forse la
persona il veicolo per eccellenza che trasmette
messaggi di qualsiasi tipo? Se dunque i mercanti,
galleristi e critici lanciano sul mercato il loro prodotto
fatto di artisti viventi, non ti sembra che possano
raggiungere gli obiettivi con maggiore facilità, anche
perché come tu dici, sono organizzati corporativamente
e sanno gestire il mercato con un’abilità che all’artista
visivo e basta manca quasi del tutto.
C’è poi un’altra considerazione che già avevo fatto in un
precedente intervento: l’arte non è solo di tipo materiale.
Quest’ultimo risponde al contingente, ma in linea più
generale non è l’opera materiale a fare la storia e la
ricchezza della creatività del genere umano. Guarda
caso, quando dirigevo l’Accademia di Belle Arti di Roma
a volte capitava di essere ripreso da alcuni colleghi
perché mi rimproveravano di non essere un artista. E mi
elencavano una serie di carenze che mi avrebbero
potuto eventualmente qualificare come tale. Mancanza di
adeguati cataloghi, testi critici, partecipazioni a biennali,
triennale quadriennali, e via dicendo. Cercando di tenere
un comportamento imperturbabile rispondevo che
Socrate e Platone, l’uno scultore e l’altro pittore, non
avevano lasciato alcuna opera materica pur avendo con
le loro idee inciso in modo determinante nell’evoluzione
del pensiero degli artisti di tutti i tempi. Dunque, cosa è
l’arte? Da questi due personaggi ho appreso che l’Arte è
Creare Nuova Vita nella Bellezza. I modi sono tanti,
all’infinito. Ognuno crea qualcosa poiché dentro la
manifestazione creativa si cela il desiderio di
immortalarci in qualche modo, anche se a livello
inconscio. Si può creare con la manipolazione materica o
semplicemente con il pensiero, poiché anche questo,
come il sogno, l’immaginazione, etc se esiste fa parte di
tutto ciò che è e quindi è parte integrante della realtà.
Quando creiamo, infatti, lo facciamo o per necessità
naturale o per aspirazioni diciamo spirituali, alle quali
sembra improbabile annettere l’etichetta di operazioni
metafisiche o velleitarie o addirittura ininfluenti. L’arte mi
pare che venga prodotta proprio grazie alle potenzialità
immateriali che sono alla nostra portata. Per questi
motivi quando vedo performance, installazioni, e altro
che non appartengano alle tecniche o alle modalità
tradizionali, non solo non mi sgomentano, ma ne sono
attratto. Rivelano infatti altri aspetti della creatività
umana, che è certamente la vera unica e grande
ricchezza della Conoscenza. Alla faccia del mercato e di
chi occupa un ruolo dominante nel contingente! Esistono
altri valori che sono eterei ed eterni. Godiamoceli
dolcemente, l’Arte è meravigliosa, anche senza mercato.
[Qui online dal 02/05/2016]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Artista, è stato Direttore
dell’Accademia di Belle
arti di Roma.
Gerardo
Lo Russo
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
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