codice ISSN 2239-0235
ultimo aggiornamento: 31/08/2016
Il sommario
QUANDO MUORE UN
PITTORE
di Paolo Cazzella
Il pittore Celestino Ferraresi è venuto a mancare nel suo
personalissimo silenzio, dopo una lunga sofferenza…
Nato nel 1949, aveva dedicato tutta la sua vita alla
pittura, della quale aveva fatto un vero e proprio credo.
A Roma aveva avuto grandi maestri, come Alberto Ziveri
e Piero Sadun. Da loro si era presto distaccato e ciò
aveva contribuito alla nascita di una personalità pittorica
ben definita e autonoma, contraddistinta dai valori in cui
credeva che lo hanno sempre accompagnato.
La sua pittura negli anni ha seguito, poi, una evoluzione
in positivo, arricchendosi di quei cambiamenti culturali
della società che lui sapeva cogliere così bene.
Al centro dei quadri ha sempre messo il dialogo tra la
luce e il soggetto narrativo collocato in un ambito spazio-
temporale posto a cavallo tra realtà e memoria. E
attraverso tale dialogo cercava di esprimere e dare
forma alle ragioni e ai sentimenti dell’esistenza umana,
come da lui percepita.
Dai dipinti emerge il suo patrimonio culturale, come
evidenziato da artisti e critici, uno per tutti Renzo
Vespignani, il quale ebbe a scrivergli: “….alle passioni
‘corporee’ pensavo guardando i tuoi quadri godibili nella
materia, così ‘ghiottamente’ farciti di evanescenze, di
citazioni colte, di luminosi struggimenti…”.
Il sito internet da lui creato testimonia del suo lavoro, con
opere, scritti, pensieri e riflessioni indicativi del suo
modo d’essere pittore nella società contemporanea.
“Sempre più credo”, ha scritto, “che per la fotografia
come per la pittura - ma per l'arte in genere - sia tempo
di rimettere le cose al loro posto: se non si ritorna a
scegliere la ‘bella qualità’, si alimenta la confusione…”.
E ancora: “Non è sufficiente dipingere, è necessario,
come sempre nelle stagioni migliori della pittura,
dipingere bene: ricercare la bellezza del quadro, della
forma e del segno; avere rispetto del mestiere; entrare
nelle problematiche dell’invenzione formale, delle idee e
delle ragioni poetiche. E soprattutto rifiutare la facile e
accattivante banalità. Se perdiamo la conoscenza del
linguaggio colto della pittura e della scultura, il futuro
sarà irrimediabilmente più povero”.
Celestino Ferraresi era più volte intervenuto dalle
colonne di questo blogMagazine, certo che il confronto
potesse costruire consapevolezze più ampie.
Sicuramente avrebbe partecipato anche a questo
numero dedicato alla critica d'arte, tematica che lo
interessava moltissimo, da pittore e non da teorico, con
la consueta umiltà ma anche con la sua incrollabile fede
nella pittura come ricerca di manualità raffinata e di
riflessione poetica colta. Purtroppo non gli è stato
possibile.
Con lui ci ha lasciati un uomo onesto, una persona
particolarmente attenta ai fatti quotidiani e allo svolgersi
della vita, che con il suo lavoro ritrovava nella apparente
banalità d’ogni giorno i valori profondi dell'uomo e della
pittura. Non seguiva convenzioni, mode, oscillazioni del
gusto e degli orientamenti: andava avanti per la sua
strada nella convinzione, a volte anche dolorosa, che
quella fosse la via più consona per affermare verità e
bellezza nell’arte.
[Qui online dal 26/05/2016]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Era nato nel 1949.
Pittore, ha insegnato
all'Accademia di Belle Arti di
Roma. Ha fondato inoltre la
Scuola di Torpignattara ,
dove si propone una strada
pittorica "tradizionalista", nel
senso di una ricerca che
non taglia i ponti col
passato.
Si è spento a Roma in
marzo 2016.
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
n.9