codice ISSN 2239-0235  
Interventi
                                                                                      ultimo aggiornamento:   17/09/2016
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Il sommario
L’amico Del Guercio porta qui un punto di vista diverso rispetto alla riflessione che ho avanzato sulla critica d’arte di oggi. Sono interessanti le sue argomentazioni, ed è interessante anche la proposta di “tavola rotonda” su questi temi che ha formulato. Vedremo dunque di organizzarla insieme, e ne daremo poi conto ai nostri lettori... (G.S.) CARO SEVESO, BISOGNA TENER CONTO DI TUTTO... Caro Seveso, il documento che pubblichi in merito alla critica d'arte, sebbene sia in gran parte condivisibile sul piano di principio, non tiene conto che, nel bene e nel male, l'intero sistema dell'arte sia cambiato e inevitabilmente, con estrema rapidità di trasformazione, anche le competenze e le funzioni della critica d'arte, dove anche nelle funzioni e nelle responsabilità organizzative implica la fase di giudizio. Forse si dovrebbe ripartire dall'analisi del sistema, osservarne la stratificazione e mettere in luce le diverse nuove realtà, scoprendo all'interno di questo nuovo mondo anche forme molto interessanti e spazi di intervento, competenze estremamente positive, accanto a quelle degenerazioni che denunci. L'analisi della trasformazione ci permetterebbe di verificare che sono state anche corrette quelle molte inadeguatezze e le numerose degenerazioni che anche la critica si portava dietro dagli anni '50 e '60, le sue rigidità e quella autoreferenzialità che riconosci nel presente. Sei sicuro che la stessa critica degli anni '60/'80 non esprimesse funzioni e responsabilità che hanno prodotto vittime e difetti che ancora non vogliamo riconoscere? E' un male che oggi sia dia un nome a funzioni che la critica svolgeva in zona d'ombra, nell'estesa ambiguità della responsabilità personale? Non è forse che anche da quelle aree grigie ha preso spunto una degenerazione delle competenze? L'estensione di un sistema caleidoscopico dell'espressività artistica, accanto alla moltiplicazione delle forme di partecipazione e comunicazione della sua produzione, assolutamente indipendente rispetto al giudizio critico e consegnata alla sensibilità del fruitore e alle sue competenze in materia, rappresenta, compresi i rischi evidenti e noti, un potenziale straordinario poco sostenuto e raramente visitato; le forme di accessibilità al sistema dell'arte, tra produzione, comunicazione e collezionismo, formalizzate nella globalizzazione internazionale ha fatto passi da gigante ed in meno di un decennio ha esteso la sua capacità di penetrazione nel tessuto sociale. Un tracciato complesso e costantemente rinnovato che corre parallelo, senza interferire per lunghi tratti, con fasce diversamente specificatesi, per poi scoprire trasferimenti e contaminazioni di autori del tutto imprevedibili e non programmabili dalla critica e dall'organizzazione dell'arte. Alla scelta di operare in un nuovo sistema di accessibilità, ha fatto riscontro la conseguente affermazione di un nuovo collezionismo, che appare al centro di numerose forme di comunicazione e di nuove realtà propositive; si avverte l'affermazione di un sistema articolato di attività imprenditoriali, determinate a prendere possesso di quel patrimonio di creatività che si perde lungo i processi, ora rigidi ora effimeri, del sistema dell'arte. Appare una preziosa opportunità affrontare e dare risposte all'alto tasso di qualificata produttività artistica, giungendo a favorirne non solo la diffusione ‘espositiva’, ma sopratutto l'immediata circolazione, consegnandola subito alla fruizione familiare. Il principio strategico teso a riposizionare la figura del collezionista, dello scopritore di talenti, in anticipazione rispetto al tradizionale sistema di mercato, ma anche in evidente autonomia e indipendenza dai ristretti circuiti della finanza dell'arte, si fonda sull'esperienza costitutiva dell'indagine critica all'interno della produzione dell'arte. La cultura critica si costituisce e si qualifica attraverso l'applicazione esperienziale del principio di sfaccettamento e di moltiplicazione insito nel meccanismo che anima il caleidoscopio, dove lo stesso soggetto inquadrato – la realtà – rivela, attraverso una diversa posizione degli specchi – l'individualità dello sguardo – infinite variabili percettive; ogni evento espositivo predisposto non lavorava sulla separazione tra i manufatti espressivi, ma sulla loro contaminazione, prediligendo la babele linguistica al monologo. L'obiettivo torna ad essere quello di offrire e suggerire alla fruizione una personalizzazione delle soluzioni, per stimolare suggestioni e forme di relazione. Trasformando la mia professione lungo direttive in ottica europea ho inteso costruire negli anni una stretta relazione tra l'attività critica e una nuova stagione del collezionismo; lungo questo percorso di ricerca e di verifica, arricchito dall'azione didattica dell'arte e dalla contaminazione anche con il patrimonio antiquario, ha trovato un autonomo e specifico spazio la fruizione dell'arte condotta sul piano dei linguaggi visivi, delle aree tematiche e delle esperienze estetiche, a trecento sessanta gradi. L'obiettivo è sempre stato il coinvolgimento della fruizione e non il suo condizionamento. Le problematiche che sottendono al concetto di condizionamento sono complesse e si articolano attraverso una rete di fattori in costante relazione e scambio di sovrapposizione. D'altra parte anche l'evidente interferenza del sistema finanziario, sollecitato dalla ricerca di forme di investimento alternativo, ha posto comunque al centro della cultura globale la questione dell'arte, ne ha internazionalizzato la comunicazione, ha reso l'arte una forma di costume sociale. Sulla base di questa notevole spinta, compresi i difetti ma anche gli evidenti vantaggi, l'intero sistema dell'arte si dimostra in movimento costante, vive una instabilità che anche la funzione critica deve saper frequentare facendo individuali scelte, trovando competenze e specificazioni di ruolo. Se lo ritieni utile sono disponibile ad organizzare con te una 'tavola rotonda a più voci' su questi temi, con l'obiettivo di pubblicarne i risultati. [Qui online dal 03/05/2016] 
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
E’  nato a Roma nel 1954, vive a Milano. Allievo di Mina Gregori, studioso di Scuola longhiana, è stato assistente di Raffaele De Grada e collaboratore di Giovanni Carandente. E’ titolare della Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Andrea B. Del Guercio
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
n.9