codice ISSN 2239-0235  
 Giorgio  Seveso
Dopo le vacanze
                                                                                      ultimo aggiornamento:   17/09/2016
Critico d’arte, curatore e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. Fondatore e conduttore di questo blogMagazine, è stato critico de l’Unità per oltre vent’anni. E’ nato a Sanremo nel 1944.
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Il sommario
Giorgio Seveso
UNA CONSIDERAZIONE rientrando in città Sono tornato ieri a Milano dal mio giro estivo tra natura e gente diverse. E dall’ultima volta (un paio di mesi or sono) che ho aperto questo editor per aggiornare il nostro blogMagazine, come sapete molte cose sono accadute. Guerra e violenze, attentati sanguinosi e feroci, terremoti e disastri, esodi drammatici di uomini donne e bambini sulle rotte della disperazione, egoismi e fanatismi indicibili tra persone, tra popoli, tra concezioni diverse della realtà e del mondo... E anche - purtroppo - amici artisti, persone splendide perchè autentiche, che non ci sono più. Alcuni di questi avevo già segnalati prima della pausa estiva: Gianfranco Bruno (critico e studioso straordinario e acuto), Giancarlo Cazzaniga, la cara e straordinaria scultrice Bianca Orsi, Marco Viggi, l’indimenticabile Piero Leddi, il romano Celestino Ferraresi... Un altro, il caro Beppe Martinelli che ci ha lasciati a metà luglio, l’ho ricordato con una newsletter  indirizzata a voi, amici del riContemporaneo che mi state leggendo e che, numerosi, mi avete risposto. Facendolo, avete dimostrato quanto queste fragili pagine online siano  importanti. E non solo perchè ricordano, a chi ancora voglia davvero capire ciò che sta accadendo alla cultura artistica in questi anni, quali sono i termini delle nostre contraddizioni sostanziali, ma anche perchè suppliscono al silenzio e all’indifferenza inauditi dei massmedia, all’aridità di un’informazione culturale che sempre di più conosce soltanto il clamore volgare. Nessuno più parla dei pittori e degli scultori di oggi. Se qualcuno di loro appare sui nostri quotidiani, tabloid e schermi, è solo per qualche scandalo clamoroso, per qualche vendita da capogiro, per qualche idea da box- office. E sono sempre gli stessi personaggi: artistar che si contano sulle dita delle mani, intercambiabili, buoni per tutte le stagioni e per tutte le mode, che esistono solo grazie alle loro strategie di comunicazione, non certo per la persuasività intrinseca delle loro opere... E intanto, dicevo, poeti delicati e potenti delle immagini e della sensibilità, grandi autori di capolavori seminascosti, teneri ingegneri di colori e segni infitti nelle profondità delle ragioni umane, se ne vivono e se ne muoiono accanto a noi, nello sconcertante, assordante, stupido silenzio dei più. Per non parlare delle loro mostre, e del silenzio pneumatico che le circonda! Un esempio tra i tanti. Quanti di voi sapevano che a Firenze è in corso (dal 21 maggio scorso, e durerà fino al 21 settembre) una straordinaria, grande mostra dedicata ai fratelli Antonio e Xavier Bueno? Curata dal giovane critico Stefano Sbarbaro presso la Villa Bardini, promossa dalla Fondazione Bardini-Peyron e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, questa era ed è infatti per la pittura figurale del nostro dopoguerra una importante notizia, una importante novità. Per la prima volta, oltre 130 opere tra le più significative della produzione dei due pittori di origine spagnola ricordano l’intricata e breve esperienza di quello che è stato, insieme a Sciltian, ad Annigoni, Tommasi-Ferroni e altri, il Gruppo dei Pittori Moderni della Realtà (1947- 1949). Ma quali grandi quotidiani nazionali ne hanno adeguatamente parlato? Quale responsabile di terza pagina ha capito l’insolita rilevanza e l’interesse culturali di una scelta di questo tipo? (Qui online dal 31/08//2016]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
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opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
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