codice ISSN 2239-0235
ultimo aggiornamento: 31/08/2016
Il sommario
IMAGO
Quando vedere è pensare
Con questo lavoro, “Imago”, Pio Tarantini scrive il
capitolo più recente di una ricerca artistica dal
percorso quasi circolare, cominciato sin dagli anni
settanta, quando realizza i suoi primi studi, in bianco e
nero, sulla figura umana ripresa con il “mosso”
fotografico che ne accentua la precarietà della visione.
Influenzato in quel periodo della sua giovinezza dalla
drammaticità della pittura visionaria e altissima di
Francis Bacon, coltiverà sempre una predilezione per
la figura umana “mossa”, presente in molti suoi lavori
nell’arco di più di trent’anni di ricerca.
L’uomo sul palcoscenico del mondo, in questa chiave
visionaria e precaria, trova quindi spazio e sintesi in
molte opere di Tarantini presenti e caratterizzanti suoi
progetti espositivi ed editoriali precedenti: da “Il
passato e i Pensieri” (1985) a “Studi sul mosso”
(2002), a “L’ombra del vero” (2003) fino a “Scenari”
(2006).
In questa mostra presso lo
Spazio53 di Voghera Tarantini
presenta una selezione di
opere, in gran parte
realizzate negli ultimi anni,
divisa in due gruppi principali:
da una parte opere della sua
ricerca sulla figura umana
che diventa protagonista
assoluta, scandagliata,
scomposta, “traccia” di vita in
contesti minimali, quasi
astratti; e dall’altra opere in
cui la traccia della figura
umana è inserita all’interno di
un discorso visivo più vasto e
contestualizzato, dove il
paesaggio o l’ambiente
rivestono un ruolo importante.
Le figure lasciano una traccia
riconoscibile e nello stesso
tempo sfuggente, complessa,
quasi a sottolineare una
dilatazione del tempo, il
contrario della
“cristallizzazione” tipica della
fotografia. Tarantini fotografa
la vita che passa: “Tutto
scorre” (le figure mosse) e,
nello stesso tempo “Tutto è” (i
pochi elementi fissi di contesto).
Scrive tra l’altro Roberto Mutti nel testo di
presentazione: «Imago si presenta come
un’apparizione, costruisce un percorso che avanza
per analogie, richiami, corrispondenze, si sofferma
infine sui particolari (un termosifone, un’agave, la
testata di legno antico di un letto) per inserirli come
elementi irrinunciabili di un più ampio
contesto dove lirismo e mistero si intrecciano e
confondono. Sta a noi osservatori, coscienti di essere
di fronte a un discorso compiuto, cercare il filo rosso
che collega queste immagini fino a dare loro un
senso.
Una cosa, però, è certa: nella poetica di Pio Tarantini
tutto si risolve nell’accostamento dialettico fra la fluida
lievità che si ritrova nelle immagini e la solidità che
caratterizza ciò da cui provengono: la memoria.»
[Qui online dal 09/05/2016]
Pio
Tarantini
Fotografo e
giornalista-critico di
fotografia, è nato nel
1950 a Torchiarolo,
nel Salento. Dal 1973
vive a Milano
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
MOSTRA
Inaugurazione:
14 maggio 2016
Galleria SPAZIO53
piazza Duomo, 53
Voghera - PV
Fino al 30 giugno 2016
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
n.9