Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare INTERVENTI UNA MOSTRA COME SI DEVE SUTHERLAND La segreta morfologia delle cose Alla Fondazione Magnani-Rocca presso Parma (che contiene peraltro collezioni di capolavori dei più grandi artisti di ogni tempo) si é tenuta un’ampia rassegna dedicata al grande pittore inglese Graham Sutherland (1903-1980). Nella prima sala sono esposti i lavori degli anni 1940-45 fatti su commissione del governo inglese  come “artista di guerra” ufficiale, che dovevano documentare le devastations dei bombardamenti tedeschi su Londra e altre città inglesi. I fogli, di piccolo formato, una parte dei quali sono stati esposti lo scorso giugno alla Permanente di Milano, fanno parte di una raccolta di circa 500 schizzi, in cui Sutherland ha raffigurato gli sventramenti e i disastri della guerra con grande libertà interpretativa. Tracciati a china nera con pochi cenni di colore, troviamo grovigli di lamiere: un’ ascensore, unica testimonianza dei resti di quello che doveva essere un alto edificio, evoca la carcassa di un animale morente; una finestra ancora intatta in mezzo a crateri e squarci del terreno sembra una croce. Si direbbero disegni notturni, dalla oscurità dei quali prendono forma, illuminati da bagliori improvvisi di ocra gialla, edifici come ossature scarnificate, macchinari bruciati, alberi divelti che assumono forme inconsuete. Agli studi delle devastations si aggiungono nella mostra quelli delle furnaces, rappresentazione della vita lavorativa nelle miniere, dove ai toni cupi delle opere precedenti il pittore contrappone colori che evocano l’interno del corpo umano: si aprono visioni di tunnel, di anfratti, caverne che suggeriscono spazi primordiali abitati dall’uomo. Nella seconda parte, la mostra documenta con grandi tele la differente produzione di Sutherland nel dopoguerra. L’incarico di dipingere una Crocifissione per una chiesa, dove già era presente un’opera di Henry Moore, gli ha dato  l’occasione  di affrontare una tematica religiosa da uomo del suo tempo: egli pensa al calvario contemporaneo, della guerra e dei campi di concentramento. Di questo soggetto egli stesso racconta che mentre disegnava in campagna una struttura di spine, queste diventavano qualcosa d’altro, una specie di crocifissione. Secondo il critico Roberto Tassi, peraltro suo amico, qui si é raggiunto il punto più avanzato dell’ “espressionismo” di Sutherland. Finito questo periodo di tensione, l’artista ha trascorso lunghi periodi in Francia e poi nel suo Galles, applicandosi al paesaggio, interessato a sassi, radici, conchiglie, rami, indagati nella loro morfologia più segreta. Questi suoi quadri rimandano con le loro forme “totemiche” a caratteristiche umane. Come lui stesso ha osservato, scoprire l’assoluto in una forma, che magari é infinitamente piccola ma contiene l’intera struttura di un paesaggio, é una delle sue costanti ricerche. Un’altra fase del suo lavoro ben presente nella mostra sono i ”bestiarii” che rappresentano con suggestive metafore abbozzi e studi di animali. Predominanti in queste opere sono i colori brillanti e le forme che si sviluppano componendo aggregati di nuovi organismi. Pur conservando aspetti naturalistici, i suoi animali sembrano scelti per le qualità simboliche: vi si individuali ali come braccia umane e cavallette come antichi idoli. Per ultime sono presentate grandi tele i cui soggetti sono fontane-cisterne-grembi, totem che si sviluppano verticalmente realizzati con colori stesi in ampie superfici, dove il rapporto tra la natura, l’uomo e la macchina sembra proporre un mondo rigenerato. Titolo: Sutherland. Il pittore che smascherò la natura Luogo: Parma - Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca Periodo: dall'8 settembre al 9 dicembre 2012 Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Stefano Roffi      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            SOMMARIO LUISELLA DEIANA PATETTA Pittrice UNA RECENSIONE di riContemporaneo.org (in ordine di arrivo)