Nino Tricarico Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare riContemporaneo.org INTERVENTI L'ALTRA FACCIA DEL SOGNO Una dichiarazione di poetica La materia da plasmare come forma, il mondo entro il quale cercare l'ispirazione, l'esistenza colorata per essere quanto più possibile felici e protettivi verso se stessi e gli altri, è, ed è stato, il mio pensiero dominante entro il quale collocare e far scorrere l'idea di arte. È, dunque, il rapporto mondo-materia- esistenza, il modo più familiare entro il quale si sviluppa e si sostanzia il mio fare. La terra cotta, le staccionate, la ceramica, i teatri, gli affreschi, le installazioni, le performance, cicli nei quali la materia più diversa: creta, legno, fili di ferro, vetri, sabbia, garza, spago, nylon, reperti di ogni genere sono stati utilizzati e impiegati per dar corpo a quel miracolo che solo l'arte trasforma in giudizio morale, memoria, solidarietà, bellezza, fatica e tante altre cose ancora. Anche il dipinto tradizionale, l'olio su tela, l'acquarello, il disegno, il pastello, la grafica usa la materia tradizionale:  colore ad olio, tela, cartone e fogli di ogni tipo e spessore, sui quali i sogni - utopie, poetiche ed inganni - si sostanziano in un unicum personalissimo nel raccontare  il mondo e se stessi. Con improntitudine ho creduto di poter dominare la materia e piegarla al racconto senza mai perdere la tensione emotiva del raccontarsi. Con stupore e allo stesso tempo affascinato e incantato, ho guardato l'abilità delle mani dei vasai, degli amanuensi, dei falegnami, dei calzolai; penso alle mani del chirurgo e di tutti quegli uomini che riescono a trasferire alle mani un pensiero; una sorta di sogno, sostiene Hawthorne,  "che somigli al corso reale di sogno con tutta la sua inconsistenza, eccentricità e vaghezza a cui si aggiunge un'idea dominante", che in Picasso si traduce in trasgressione del reale per meglio comprenderlo. Non è solo il rimando alla tradizione - l'olio su tela - il luogo della condensazione emotiva o l'espressione del mondo di appartenenza, ma a tanti altri supporti e materiali diversi. Con malizia o falsa ingenuità, i più credono che i sogni di un artista figurativo si sostanzino solo con  l'olio su tela. Termine scandito con enfasi, e ripetuto perché così vuole il mercato, relegando tutto il resto in una sfera di arte minore. " Il segno, dell'inchiostro, della matita, del pastello, finanche dell'acquarello -scrive Massimo Bignardi -si può assimilare al cammino che la mano fa percorrere all'immaginario sulla superficie della carta: un cammino iniziatico che orienta lo sguardo verso lo spazio senza confini, che organizza o ricava volumi, profili di corpi che muovono i loro passi entro le maglie dell'esistenza, oppure di oggetti, tracciando di volta in volta l'astratta sostanza di un pensiero e le immagini che lo alimentano". (M.Bignardi, Diario delle mani, in: “Segni del novecento”, Grenzi editore, 2010 Fg ). Il mondo, la sfera dei sentimenti, la vita nel suo scorrere, l'utopia o l'inganno al quale molto spesso mi piace indicare il sogno della creatività: i miei sogni, possono estrinsecarsi su piccoli fogli di carta, su legni consunti dal tempo o che il mare rimanda, su materiali nuovi come la plastica o la spugna, o anche su materiali antichi come il vetro o la terra cotta.  L'importante è non smarrire il senso delle cose e del mondo per raccontarle nel modo più semplice possibile. L'autenticità impone di non forzare la propria natura. Di non andare oltre il proprio modo di essere, di guardare la vita. Ciò non impedisce di essere l'uno e l'altro contemporaneamente attraverso una molteplice scelta di materiali diversi. Melotti nei suoi teatri di terra cotta e ceramica usa supporti grevi per l'utopia della leggerezza. Un altro scultore, l'amico Di Fiore, utilizza la gomma piuma, leggera e senza peso, per la poetica della tragica grevità esistenziale. Entrambi sono allo stesso tempo leggeri e grevi, grevi e leggeri. Mostrano ancora  l'altra faccia del sogno.      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            SOMMARIO NINO TRICARICO Pittore. E’ nato a Potenza nel 1938, dove vive e opera.   UN INTERVENTO   di (in ordine di arrivo)