Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare INTERVENTI IL PIACERE DEL FARE Per gli artisti che si sentono terrestri Penso che la mia posizione riguardo all’arte contemporanea emerga chiaramente dai miei interventi sui precedenti numeri de il riContemporaneo, ma vorrei ribadire il concetto fondamentale, usando anch’io la metafora dei “pianeti diversi”. Penso proprio che il mio modo di fare arte -- cioè quello tradizionale, come quello della maggior parte di amici  e conoscenti  nostri -- sia il modo più vero di esprimere il proprio pensiero artistico, cioè quello dei terrestri e non dei marziani, di chi è legato alla realtà delle cose e della vita, e slegato nel tempo dalle mode del momento. Certi squilibri, certe incertezze ci sono sempre state, ma forse mai sono presenti come in questi  tempi di globalizzazione, dominati dalla tecnologia e soprattutto da interessi economici e speculativi che oscurano la mente e reprimono soprattutto i sentimenti. Comunque sia, gli artisti che concepiscono il modo di fare pittura sapendo mescolare il colore, o la scultura modellando e scolpendo (o, per usare un modo di dire mio, “formando la Forma”) sono moltissimi anche in questi tempi, e sono quelli  che soprattutto nel passato erano padroni in maniera invidiabile delle tecniche artistiche e hanno caratterizzato l’arte di sempre. Questo sconvolgimento dell’arte e questo malessere che provano anche molti amici, è cosa di questi ultimi anni e, a ben guardare, in fondo è cosa di poco conto. Può preoccupare, soprattutto a livello scolastico, la mancanza di un insegnamento tradizionale nelle Accademie di Belle Arti. Purtroppo, la miriade di cattedre sorte per sistemare qualche protetto o valorizzare interessi sulla moda, o inventate di sana pianta come quelle di sociologia della comunicazione o tante altre, non può che creare danno, distraendo gli allievi dalla formazione “vera”, tradizionale - quella appunto terrestre -   che  induce gli incapaci o i perditempo ad abbandonare e mette le basi per la nascita dei veri artisti dei prossimi anni. Questa bagarre del modo di far arte attuale avrà vita breve, forse vedremo qualche decennio ancora di stupidità, ma poi ritornerà la logica delle cose, e saranno dominati i mezzi della tecnologia per i quali l’uomo è ancora impreparato,e  certamente l’uomo saprà rinsavire e tornare alle vere emozioni della pittura, della scultura,e dell’ architettura. E quest’ultima non sarà più un mero compiacimento di chi la fa, ma ci sarà rispondenza effettiva tra l’estetica architettonica dell’edificio e le funzioni  che si svolgono al suo interno. Insomma un edificio religioso sarà comprenso dall’esterno nella sua funzione così come un tribunale ecc.. Cosa che come sappiamo accade sempre meno nell’architettura contemporanea. Quello che talvolta lascia perplessi sono ilavori di alcuni “giovani artisti”, ma anche di alcuni colleghi più adulti: lavori  privi di sentimento e di emozioni, gelidi, senza espressione ed espressività, mancanti di contenuti autentici e autenticamente riconducibili all’uomo, ai suoi valori. Assemblaggi, installazioni, paccottiglia varia come traccia dello svuotamento subìto. Ci sono troppi artisti (tutti sono artisti) e si fa troppo scrivere, troppe parole, troppi trattati sui modi di fare arte e di come si deve fare arte; sembrano tutti preoccupati, affannati a rincorrere ciò che non sanno e non conoscono. Questo è quello che colgo in una gran parte della società artistica contemporanea. Tutto è lecito in un clima di finta libertà. Difficilmente capita di sentire la parola “bella” a una mostra. Quello che fa apprezzare un’opera per il suo livello estetico sembra aborrito. Purtroppo troviamo sempre di più cattivo gusto,e gusto per l’orrido in molte esposizioni d’arte. Ma tornerà il tempo in cui si apprezzeranno quadri e sculture  per le emozioni che sono capaci di comunicare, dando loro il giusto valore estetico. Intanto voi ed io, cari amici artisti, continueremo a dipingere, a scolpire, a progettare per il piacere del fare, ricercando nelle forme e nei colori la bellezza di creare. Il tempo saprà renderci giustizia intellettuale.                                                                      ..      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            SOMMARIO ACHILLE GUZZARDELLA Scultore, pittore e insegnante. Nato a Milano nel 1955, dove vive e opera. UN INTERVENTO di Achille Guzzardella riContemporaneo.org (in ordine di arrivo)