Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare INTERVENTI L’ARTISTA PRODUCE ENIGMI Una risposta a Giorgio Seveso Recentemente ho promosso "Accademia in Campo", manifestazione in cui abbiamo presentato e discusso alcune iniziative artistiche che si svolgono in ambito didattico ed accademico. E' accaduto che in un seminario il relatore, nel tentativo di superare il caos del postmoderno, poneva il quesito su come ricercare l'eccellenza del fare arte oggi. Secondo lui, comunque si cerchi di analizzare la produzione di immagini, si finisce inevitabilmente nel calderone della pornografia. Suggeriva che per selezionare immagini di eccellenza, bisognerebbe guardare unicamente a quelle su cui l'artista ritorna più volte e con metodo scientifico, dopo aver rivisto, modificato e riproposto flash di visioni temporali, al fine di proporre una sommatoria di emozioni, che sovrapposte l'una all'altra senza cancellarsi a vicenda, rafforzerebbero tra loro quelle più semplici ed universali, cioè riconosciute ed apprezzate da tutti. Diceva che l'arte vera non può non essere che qualcosa di eccezionale, punto! il resto è da buttar via nella spazzatura. Qualche giorno dopo un noto critico d'arte, durante la presentazione di una collana editoriale ha ribadito, invece, la sua predilezione verso l'arte democratica o enciclopedica. Quello che accade, accade: un gesto, un segno, una performance e così via. Importante è che abbiano fatto notizia. La collana di artisti da lui presentata infatti, è la raccolta di varie tipologie, riportate nelle cronache dei media. Secondo lui, questo sarebbe il modo per valorizzare gli artisti veri, poiché bypasserebbe la selezione dei soliti nomi che i gruppi di potere e di mercato promuovono per interesse, chiudendo ad altri la possibilità di emergere. Le due visioni offrono letture molto distanti tra loro. Caro Giorgio, tu parli di pianeti diversi, di mondi separati. Poi ti chiedi se sia ricchezza della cultura o trionfo dell'ideologia del successo? Io penso che le diversità espresse nel campo dell'arte, oggi più che mai, evidenziano ancora volta come essa sia un mistero e l'artista sia solo un produttore di enigmi. L'artista non offre verità assolute, ma solo altri punti di vista. Nel percorso di ricerca, egli incrementa la quantità di sfaccettature da cui si può guardare lo stesso oggetto della riflessione. In tale contesto, ogni opinione risulta accettabile in quanto è introduttiva alla migliore ricerca possibile, che non può non essere che individuale. Le dittature dei millantatori sono pure esse sempre esistite, appartengono al marketing sociale, non preoccupano più di tanto almeno finché non tentano di azzerare la libertà espressiva altrui. Allora, mi chiedo: a che serve contraddistinguere con etichette, titoli e parole la migliore arte dalla non arte? Se è solo una questione di linguaggio sarebbe auspicabile accettare e godere tutte le frasi che si producono nella discussione linguistica, alla stessa stregua di come si accettano tutti i segni delle arti visive e figurative. Parlerei volentieri dei valori, per esempio del "bello", che prima ancora di essere tale nell'opera materiale, è arte immateriale o concetto filosofico. Dunque, noi stiamo parlando non di arte, ma di filosofia, o di religione, o di economia, o di chissà cosa? Voglio dire che parlare dei valori dell'arte è come porre altri vestiti e maschere ad un'opera che di per se stessa parla da sola e non ha bisogno di altro. Quando vedo un'immagine o quando sento un suono non ho bisogno di definirlo bello o brutto perché l'ho già vissuto per quello che era. Il resto è mera sovrastruttura culturale che troppo spesso ci allontana dalla percezione essenziale dell'opera stessa. Se invece si volesse accendere una sorta di fiaccola per approfondire la funzione dell'arte, direi volentieri la mia opinione, se non altro per contribuire affinché un certo flusso di energie pensanti vadano in una certa direzione. Ecco, io penso che l'arte sia una dimensione di vita che affianca le altre dimensioni sociali, materiali e spirituali. Ma a differenza delle altre dimensioni, l'arte si basa su una ricerca che allaccia tutte le altre. Si potrebbe dire la stessa cosa delle dimensioni economiche, professionali, religiose o politiche? Si e no. La funzione dell'arte, secondo me è paragonabile ad un ulisside, che di sponda in sponda non si ferma mai pur di conoscere altri lidi ed altre occasioni di conoscenza. Se dovessi rappresentarla con un segno direi che l'arte è una stringa sinuosa che come un serpente si insinua dappertutto nelle altre dimensioni della conoscenza. Ma siccome le parole sono vive e mutano di senso a seconda del contesto, lasciami supporre che "Arte" non indichi solo le attività oggettuali e materiali espresse nel campo della ricerca. Oggi, per esempio,"Arte" si riferisce a produzioni anche di tipo immateriale. Sono molti gli eventi, le installazioni, le performance e quant'altro che non rilasciano opere fisicamente prodotte, ma indelebili ricordi del processo con cui si è portato a termine il progetto artistico. C'è da chiedersi, dunque: dove va a finire l'energia spesa per realizzare, per esempio, un evento? Di certo è conoscenza, che si accende al momento opportuno nella mente nostra o di altri per aiutare a produrre altro: nuove immagini, altre teorie, sviluppo della creatività, per quale funzione? Se il futuro è un mistero ed accettiamo che pure l'arte sia un mistero, possiamo dire che l'arte accompagna l'umanità nel suo divenire. Per questo motivo partecipo volentieri al dibattito che stai ponendo, sperando che il messaggio che sto avanzando produca effetti positivi, in modo che altre gocce di pensiero possano affluire lungo il suo percorso. Ognuno di noi è portatore di un messaggio. Ognuno di noi è un messaggio con il proprio comportamento di vita, oltre che con le opere prodotte. Perciò, non avrei timore ad incontrarmi, sovrappormi e contaminarmi con altre dimensioni di vita e con messaggi paralleli. D'altronde la conoscenza, oggi, avviene per vie orizzontali e trasversali, non esiste una gerarchia della conoscenza. Ognuno accede da più vie, poi il percorso fa incontrare questo o quel valore di vita. Tutto sembra più complesso, ma solo nella apparenza e nelle modalità. In fondo la vita e l'arte sono l'immenso straordinario mistero, che se fosse svelato del tutto, annullerebbe la possibilità di ricerca. E non ci sarebbe più vita nemmeno per noi piccoli ulissidi. .      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            SOMMARIO GERARDO LO RUSSO Pittore, direttore dell’Accademia di BB.AA di.Roma. UN INTERVENTO di Gerardo Lo Russo riContemporaneo.org (in ordine di arrivo)