Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare riContemporaneo.org INTERVENTI UNA MOSTRA DA DIMENTICARE LA DONNA BARBUTA E LE MOSTRE MOSTRUOSE Ricordate la donna barbuta o l'uomo con due teste dei lunapark di una volta? Da "Freaks" in poi, lo splendido e agghiacciante film del regista Tod Browning del 1932, lo spettacolo dei "fenomeni da baraccone" si è sempre rivelato per quello che effettivamente è: una rappresentazione dell'insolito e del sorprendente unita anche però, in minore o maggior misura, al brivido dell'orrido e soprattutto a una curiosità pruriginosa, fatta di voyeurismo equivoco e magari di pietà ipocrita e pelosa. Nutrita, insomma, da sentimenti e istinti che non sono certo tra i più nobili e esaltanti dell'animo umano. Gli impresari d'ogni tempo, come appunto il proprietario del circo nel celebre film che ricordavo, conoscono bene questi bassi appetiti del pubblico, e li hanno sempre adeguatamente sfruttati. Ma nessuno finora aveva osato travestire da arte contemporanea lo spettacolo francamente agghiacciante di autentici cadaveri umani "messi in posa" per una serie di funeree e drammatiche scenografie del più ignobile, del più volgare, del più pesante kitsch commerciale che si sia visto da molti anni a questa parte. Proprio come sta accadendo ora a Milano dove, dopo aver girato mezzo mondo, è arrivata anche in Italia la mostra "Body Worlds"  allestita alla Fabbrica del Vapore in collaborazione con il Comune di Milano - Cultura Moda e Design, e dove, considerato l'assessore investito e la scelta della sede tradizionalmente dedicata alle arti plastiche e visive, pare davvero improbabile che il pubblico la consideri solo come una iniziativa di "anatomia divulgativa" rivolta agli studenti di medicina e a qualche sparso curioso. La cosa sembra invece muoversi nel solco di quelle provocazioni artistiche che hanno accompagnato in tutti questi anni il crollo verticale di un certo tipo di contemporaneo in arte, provocazioni e "scandali" secondo me anche troppo invecchiati. Ricordate il ragazzo affetto da sindrome di Down, seduto attonito e inconsapevole sulla sedia appesa da Gino De Dominicis per la Biennale di Venezia del 1972 ? O ciò che sostiene per esempio il fotostar Oliviero Toscani, più volte contestato per le sue campagne estreme ma profumatamente pagate, cioè che "l'arte deve oltraggiare, se no non serve a nulla" ? Solo che il cinico carrozzone arrivato a Milano ovviamente a pagamento (biglietto 15 euro), vista la pesante sponsorizzazione mediatica degli organizzatori somiglia certo molto più ad una operazione esclusivamente commerciale che a un'iniziativa di provocazione. Qui l'oltraggio, infatti, non è "artistico" né tantomeno "culturale" ma è solo quello rivolto ai corpi di persone defunte. Questi cadaveri, dicevo, sono trattati con la tecnica della "plastinazione",  tecnica messa a punto e brevettata da Gunther Von Hagens rivoluzionando la percezione dell'anatomia tradizionale. "Lo scopo da principio è stato scientifico, ossia la formazione di studenti di medicina", sostiene l'autore sul sito della mostra, puntualizzando freddamente che "il procedimento permette di conservare in modo perfetto tessuti e organi sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone, di modo che l'esperienza del visitatore è diretta, non mediata dalla presenza di filtri, come vetrine, boccali e formalina in cui in passato venivano immersi i campioni anatomici". Poi, però, qualcosa evidentemente è cambiato: la curiosità diffusa ha evidenziato soprattutto (e forse esclusivamente) solo la grande potenzialità spettacolare e commerciale dell'iniziativa, diventata da un paio d'anni una mostra itinerante con migliaia e migliaia di visitatori. Che possiamo farci: la "prevalenza del cretino", ci ricordavano i grandi Fruttero e Lucentini, è un fenomeno ormai alluvionale. E davvero si vive ormai su un altro pianeta...      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            SOMMARIO Giorgio Seveso GIORGIO SEVESO Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano. E’ nato a Sanremo nel 1944. UNA RECENSIONE di (in ordine di arrivo)