codice ISSN 2239-0235  
Giuseppe Martinelli
L’artista di copertina
                                                                                      ultimo aggiornamento:   9/07/2017
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Il sommario
Giancarlo Vitali a Milano
Era nato a Viareggio nel 1930 ed è mancato a Milano nel 2016. Nel capoluogo lombardo si era trasferito già dal 1956, condividendo uno studio in via Procaccini con Scapaticci, Ferroni, Banchieri e Luporini. La sua prima personale è del 1958 alla galleria Pagani di Milano, con presentazione di Mario De Micheli. Esponente del Realismo esistenziale, ha interpretato con suggestivi risultati una sua particolare integrazione tra gusto dell’informale e ragioni della figurazione, che ha sempre declinato all’interno di una sua straordinaria sensibilità lirica. Giuseppe Martinelli, era un pittore straordinariamente intenso e concentrato sulle ragioni della pittura, che lui intendeva come un rapporto totale con il lirismo della natura e con il sentimento panico dell’esistere. Per molti anni ha dipinto la giungla spinosa delle nostre città, roride di frastuoni e veleni; ha dipinto i neon e i cementi di una dimensione urbana alienante e disperata, nelle cui immagini, tuttavia, come per un miracoloso lievito di improvvisa tenerezza, scoccavano qua e là brani e lacerti di fragile, minacciata poesia. Difatti Martinelli è sempre stato un poeta, e da poeta, rifiutando sia le formule dell’astrazione che i precetti del realismo, s’è dedicato a narrare l’emozione esistenziale del vivere all’interno d’un certo segno della “modernità”, un segno fatto di pena ma anche di ambigui piaceri, di incontrollabili compiacimenti. Più maturo poi, nell’incontro con un angolo di Sardegna che per lui ha riassunto ogni ideale di verità dell’essere e del sentire, la sua concentrazione s’è volta soprattutto al paesaggio marino come teatro dell’animo e del sentimento, come irripetibile palcoscenico sul quale interpretare storie e affabulazioni di acute tenerezze, di languori e di abbandoni. Soggetti che, dal tormento meteorologico del mare onnipresente e del cielo, per vie d’immediato lirismo,  si fanno esplosivamente e intimamente metafore di emozioni umane, echi di disperato amore per la pittura, per il mondo, per la vita. ILa pittura per lui era la traccia splendida e delicata di una assorta concentrazione lirica, era evocazione interiore, apparizione, realtà soggettiva più che reale, poesia impalpabile nelle figure spinose e traslucide del suo realismo esistenziale, e poi nel fascino panico della natura, spalancata sull’orlo di un mare e di un orizzonte che Beppe viveva come emblemi vasti di una consapevolezza affilata e presente. Le spiagge, le rocce, le conchiglie, la pioggia e poi, ancora, il colore stesso del vento: come un’inquietudine sensibile che trovava sulla sua tela impasti, velature, segni e graffi di fulminante, intramontabile bellezza e suggestione. [Qui online dal 15/04/2017]  
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Beppe Martinelli, "Il cielo di notte sulla spiaggia rosa",  1999 Beppe Martinelli, "Nella spiaggia rosa dell'isola", 1996/97 Beppe Martinelli, "Il mare nella spiaggia", 1998
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Beppe Martinelli in studio nel 1992