codice ISSN 2239-0235  
Opinioni
                                                                                      ultimo aggiornamento:   9/07/2017
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Il sommario
Giancarlo Vitali a Milano
COSA NE FACCIAMO DEL PASSATO DI IERI? I decenni 50 e 60 in termini storici erano solo ieri, ma sembra passata un’intera epoca... Milano nel dopoguerra era tra le prime città d'Europa e con grande impegno stava riprendendo le speranze, i sogni e i progetti che la guerra aveva spazzato via. Anni difficili e faticosi, con la cosciente volontà di dare una vera e nuova dimensione al vivere quotidiano. La prima urgenza era di riscoprire l'uomo e di ridargli il  suo ruolo morale e pratico. L'arte e la cultura di tutto il mondo portava a Milano innumerevoli esperienze e novità, che sollecitavano progetti e soluzioni aggiornate. Tutto ciò che è stato fatto e accaduto negli anni 50 e 60 rimane una feconda radice che è bene ricordare, anche se oggi è molto più facile dimenticare. Furono Giorgio Kaisserlian, poi Marco Valsecchi, poi ancora Mario De Micheli e Giorgio Mascherpa a tenere a battesimo e commentare la nascita di un "Realismo fenomenico" sollecitato da un diffuso stato di umiliazione e malessere esistenziale. L'assoluta necessità di capire l'uomo porta infatti, in quegli anni, un gruppo di giovani usciti dall'accademia di Brera a riprendere una pittura che non rifiutava la realtà e cercava in essa le motivazioni esistenziali che la condizionavano. Era una pittura che si esprimeva molto spesso in termini drammatici, sempre dovuti alla fatica del vivere e alle povere cose avanzate dalla guerra. La storia di quegli anni è stata più volte raccontata ed è conosciuta, come sono conosciuti i protagonisti: non così la vera sostanza espressiva di quei lavori e di quell’impegno, dedicato alla riconquista del vivere quotidiano e sociale. Una sostanza che oggi appare come depositata in una sorta di limbo senza memoria,  che rende gracile e malsana l'arte contemporanea. Periodicamente la galleria Bergamini esponeva i quadri di pittori che il critico Marco Valsecchi avrebbe poi definito realisti esistenziali.  Il nichilismo e la drammaticità di quella pittura era evidente, ma conteneva una volontà di ripresa e un amore per la vita umiliata delle grandi periferie cittadine, che rimarranno fondamentali nel percorso dell'arte milanese. Un particolarissimo interesse per l'ambiente, con la ferma volontà di renderlo protagonista della figurazione, sembrava qui ritrovare un intimo rapporto con la grande tradizione della pittura lombarda. Gli anni 50 e 60 furono un drammatico e impietoso periodo di contraddizioni, di ricerche e di minacce quotidiane, ma rimaneva saldo l'impegno morale di riconoscere il proprio ambiente, le proprie cose, e la propria identità. La pittura voleva essere libera dal peso dei  compromessi formalistici, da involute definizioni figurative e da superficiali aggiornamenti, per giungere a ritrovare nelle cose la loro sostanza, il loro essere nel presente. L'esperienza del Realismo esistenziale ha lasciato dunque una preziosa eredità, che diventa, nel tempo, la base per lo sviluppo espressivo di diverse personalità e per le qualità formali e poetiche dei loro linguaggi. Il critico Giorgio Mascherpa, che aveva definito il Realismo esistenziale come una conseguenza di “quando si dipinge anche l'esistere”, con straordinaria e intelligente intuizione chiamò nuovo racconto ciò che seguì le ricerche di quei giovani. Quella stagione e le esperienze nate dall’impulso di quel momento spiccano ancora oggi, nella babele dell'arte contemporanea, come significativi segnali di profonda e cosciente ricerca espressiva. Ma chi le ricorda adeguatamente oggi? [Qui online dal 02/05/2017]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Nato a Faenza nel 1928, si trasferisce a Milano nel 1951 e conclude gli studi a Brera. Nel 1962 tiene la sua prima personale alla Galleria Il Prisma di Milano, nell'ambito del realismo esistenziale. Dal 1993 al 2003 è Direttore della Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano.
Luigi Timoncini
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
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