codice ISSN 2239-0235
ultimo aggiornamento: 9/07/2017
Il sommario
“TIME OUT”
Un gruppo di mostre dedicate alla
pittura straordinaria e vivissima
di Giancarlo Vitali
Un grande progetto espositivo su più sedi che ha il suo
cuore a Palazzo Reale con la prima grande antologica di
un maestro del Novecento italiano, Giancarlo Vitali, per
proseguire al Castello Sforzesco, Museo di Storia
Naturale e Casa del Manzoni.
Curato da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo, il progetto
coinvolge le quattro sedi espositive milanesi dando a
ciascuna il compito di raccontare la poetica di Vitali da un
punto di vista differente, attraverso dipinti, disegni,
incisioni e un’installazione.
"Time Out" è il tempo della pittura di Giancarlo Vitali
anche da un punto di vista storico-artistico. La sua è una
posizione che è sempre stata e trovata fuori dal coro e
che l’ha collocato tra gli outsider del sistema dell'arte, e,
sempre consapevole della storia da cui la sua pittura
proviene, e al tempo stesso indifferente alle sirene delle
mode, Vitali per settant'anni ha avuto come unico fine e
scopo quello di dipingere.
Il senso della sua identità di artista va ricercato nel
territorio in cui ha vissuto e lavorato. Nato a Bellano sul
lago di Como ottantasette anni fa, Vitali è
orgogliosamente e ostinatamente locale, ed è proprio
questa l’origine della sua universalità di artista.
Autodidatta per necessità – rinuncia a una borsa di studio
all’Accademia di Brera per l’impossibilità di mantenersi
fuori casa – Giancarlo Vitali approfondisce la conoscenza
dei pittori della generazione nata a cavallo del
Novecento: nel percorso espositivo di Palazzo Reale,
infatti, una sala è dedicata proprio al dialogo con il De
Chirico metafisico e degli autoritratti, il Carrà
trascendente e primitivo, il De Pisis delle marine
stranianti e dei pesci evanescenti, il Sironi del Ritratto di
Carlo Carvaglio e poi ancora con Badodi e Pirandello.
Le influenze di questi
artisti sul suo lavoro
rientrano però in una
semplice, seppur
sincera,
ammirazione, mentre
i riferimenti più
profondi, i fari della
sua indipendenza
Vitali li ritrova in Goya
e Velàzquez, in
Rembrandt e nella
pittura del Seicento
lombardo o in un
pittore ugualmente
appartato come
Ensor.
Il segno distintivo
della pittura di Vitali
comincia a
configurarsi a metà
degli anni Cinquanta.
Una lingua che, con
un tratto rapido e sintetico, si concentra sulla figura
umana per descrivere un mondo intimo, familiare e
popolare: l’artista ritrae amici, contadini, artigiani, la
gente e le scene comuni. Anche il mondo naturale rientra
nei suoi dipinti quale
testimone di verità:
nature morte, scene
quotidiane, fiori, ma
anche il mondo animale.
La svolta della vita
artistica di Vitali avviene
nel 1983 con la
“scoperta” da parte di
Giovanni Testori, con il
quale stringe un sodalizio
e un’amicizia profonda
che dura sino alla morte
dello scrittore avvenuta
nel 1993. Di Testori sono
anche i ritratti, presenti in
mostra, dove l’analisi
introspettiva e la forza
espressiva della
composizione sono la
testimonianza di due
caratteri forti ed eversivi e di un sodalizio stretto in nome
dell’arte.
Nascono in quegli anni i dipinti dedicati alle carni e agli
animali macellati, come il celebre “Trittico del toro”, a cui
Testori dedica tre poesie. In questi anni, il suo segno
diventa potente, i dipinti sono pieni, la materia è ricca,
quasi non separa le figure dallo sfondo, ma tutto è parte
di una complessità racchiusa in un impasto denso nel
quale sembra essere la materia e il colore a modellare i
volumi.
Dopo l’incontro con Testori, il lavoro di Giancarlo Vitali
viene conosciuto attraverso esposizioni in importanti
spazi pubblici. In questo periodo molti altri intellettuali e
scrittori italiani si interessano profondamente alla sua
arte. Tra questi Carlo Bertelli, Mario Botta, Tonino
Guerra, Franco Loi, Vittorio Sgarbi, Antonio Tabucchi,
Marco Vallora e il bellanese Andrea Vitali.
Negli anni Ottanta ha inizio anche l’attività grafica di
Giancarlo Vitali. Nato tardi come incisore, Giancarlo Vitali
si dedica però instancabilmente a questa forma
espressiva con grande fortuna critica. Risale al 1994 il
primo catalogo ragionato della sua opera incisa (1980-
1993) realizzato in occasione della mostra organizzata
dalle Raccolte Civiche “Bertarelli” del Castello Sforzesco.
Nel percorso di mostra a Palazzo Reale, la presenza
dell’artista è testimoniata in un breve film, della durata di
20 minuti circa, girato con l’artista nel suo studio a
Bellano, realizzato nel marzo 2017 da Francesco Clerici
e prodotto da ArchiViVitali.
[Qui online dal 09/07/2017)
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Queste mostre sono
state inaugurate mentre
purtroppo sono lontano
da Milano e dal mio
computer principale. Mi
è tecnicamente
impossibile perciò,
almeno fino a fine
agosto, pubblicare una
recensione ragionata di
questo straordinario
momento di pittura.
Per ora metto qui solo
qualche immagine e il
comunicato stampa di
Palazzo Reale.
G.S.
Qui i dati delle mostre:
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
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