codice ISSN 2239-0235  
Testimonianze
numero  online dal 10/9/2015                                      ultimo aggiornamento il    11/12/2015
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Il sommario
Dalla lettera di una amica pittrice COME GESTISCO LA MIA “DIVERSITÀ” Caro Giorgio, da alcuni anni, compreso il perverso meccanismo mercantile dell'arte contemporanea (arte?), mi dedico alla cosiddetta arte popolare che ho approfondito attraverso ricerche e studi mirati che mi hanno consentito di collaborare con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e creare in seguito uno spazio espositivo nella località di  Olle presso Borgo Valsugana dedicato ai cosiddetti "saperi femminili". Ogni anno organizzo una esposizione in collaborazione con la Biblioteca civica e la Provincia di Trento dedicata a vari temi. Per esempio: “L'imagerie populaire. l'immaginario popolare nelle stampe dal XVIII al XIX secolo”, “Un punto più del diavolo, eccellenza e curiosità della filatura e tessitura femminili”, “I volti ritrovati di Maria, la devozione mariana nell'arte popolare”, e quest'anno “Gli ori nel cassetto, ornamenti preziosi femminili dimenticati”. In questa attività, nella quale spendo una certa dose di creatività, mi rendo conto di aver cercato, per così dire, un rifugio e una consolazione dopo la sconfitta della Grande Utopia che ha visto l'impegno mio e di molti colleghi per tanti anni e che ha visto coinvolto anche te, come ben ricordo. Resta sempre il “magone” alla vista del declino del senso morale dell'arte contemporanea dove regnano e imperversano così spesso trovatine insipide persino sciocche. Ricordo al contrario e con nostalgia il senso di responsabilità verso una levatura spirituale appreso alla scuola di valenti insegnanti e sotto la guida di ottimi critici e storici dell'arte. Ma così va il mondo, l'età mi concede e perdona quel tanto di cinismo per cui mando tutti a quel paese e continuo caparbiamente a lavorare per "qualcosa", per diffondere aspetti sconosciuti dell'arte popolare. Che bel compito mi sono imposta, poter trasmettere quel senso di "innocenza" quella vitalità e quell'autenticità di sentimenti che trovo nei segni primitivi ma vitali o nelle sapienze dettate dall' esigenza reale della vita e non dalla presunzione delle culture dominanti.  A queste piccole esposizioni che implicano una mole di lavoro, la bella sorpresa è data dall'incanto che i visitatori esprimono nei loro commenti. Questo è un piccolo premio e un piccolo contributo morale alla primaria esigenza di riscatto, origine dell'espressione artistica delle classi sociali da sempre sconfitte. Ciao dall'amica Rosanna Cavallini
blogMagazine online periodicamente pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Rosanna Cavallini
Intervista a Rosanna Cavallini e Alda Failoni per la mostra "La misura delle cose", all’Hortus Artieri, vicolo dei Birri, Trento, giugno 2014.
Rosanna Cavallini, “Rosso profondo”, 2007
E’ nata a Riva del Garda. Pittrice, vive e lavora a Trento.
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
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