INTERVENTI
Un intervento
di
Giorgio
Seveso
SOMMARIO
RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA
8 giugno 2013
LA BIENNALE GIOVANI
DI MONZA
PITTURA MA SOPRATTUTTO ALTRO
Ci risiamo. Qualcuno di nuovo ce l'ha a morte con la pittura, cioè
con le immagini e le forme dipinte. Era già successo negli anni
cinquanta e sessanta del secolo scorso (lo so perché c'ero, anche
se ero un ragazzetto), quando l'innamoramento per l'infinita libertà
espressiva resa possibile dalle avanguardie che dall'inizio del 900
giustamente contestavano e canzonavano la tradizione stava
tracimando o era già tracimata in una specie di sbornia
iconoclasta, per la quale agli occhi di mercanti e mercati, di
manager museali e direttori di fondazioni, ogni taglietto diveniva
sublime intuizione cosmica, ogni vasetto di cacca una folgorante
intuizione filosofica e soprattutto, con i loro facili e numerosissimi
epigoni, nuovo territorio d'investimento, d'imprenditorialità, di
profitti…
Ma fin qui la cosa potrebbe anche starci. Dalle macerie della
Seconda guerra mondiale, dai crolli dei totalitarismi, dalle
rivoluzioni copernicane delle scienze e delle economie qualche
eccesso risultava effettivamente perfino salutare, qualche trauma
si rivelava davvero benefico, geniale viatico al cambiamento,
all'evoluzione, alla dialettica dinamica delle culture. Épater (o
magari anche scandaliser) les bourgeois aveva ancora una
funzione attiva, quasi rivoluzionaria.
Ma oggi?
Se a un premio dedicato ai video o semplicemente
alla video art, se a una manifestazione rivolta alla
fotografia contemporanea, se a un festival del
cortometraggio d'autore partecipassero con le loro
opere un pittore o uno scultore "tradizionali",
esponendo figure o paesaggi dipinti su tela, forme
tattili realizzate in creta o in bronzo, che direbbero i
giudici? che penserebbe il pubblico?
Probabilmente che qualcuno si è sbagliato, che c'è
stato un equivoco. Nessuno semplicemente si
sognerebbe di considerare quell'intrusione come
un allargamento del repertorio espressivo, come un
"abbattimento" dei lacci e lacciuoli rappresentati dai
vincoli di genere…
E allora perché, su trenta giovani artisti invitati da
cinque critici alla quinta Biennale Giovani Monza
2013, solo una decina sono quelli che si muovono
in un territorio tecnico-espressivo diciamo
"conforme" ai media dell'arte, mentre l'altra ventina
si muove invece in ambiti d'espressione che con la
pittura e la scultura proprio non c'entrano? Un terzo
contro i due terzi: qualcuno dovrebbe
ragionevolmente dare al pubblico una
giustificazione d'ordine culturale o altro, che non sia
la solita litania spocchiosa e autoreferenziale della
tendenza internazionale ormai universalmente
accettata, eccetera eccetera eccetera. Il "così fan
tutte" non ha mai giustificato nulla né tantomeno,
tranne che in un teatro lirico, minimamente convinto
chi abbia continuato a pensare con la propria
testa...
Ma veniamo alle opere, e diciamo che tutti e trenta
questi giovani sono assai bravi (alcuni anche
bravissimi se non sempre originali) ciascuno
nell'ambito che si è scelto, installazione, video o
fotografia (vedi alcune riproduzioni più sotto).
Sostenuta dal Rotary Club monzese e dalla
Rottapharm Madaus, paese ospite quest'anno
l'Austria tramite il suo Consolato generale di Milano
e il Forum austriaco per la cultura, l'iniziativa ha
continuato dunque a puntare i suoi riflettori sui
giovani artisti, tra i quali vorrei segnalarvi qui con
particolare enfasi due pittori assai "maturi"
d'immagine e di poetica benché l'uno, Manovella,
abbia solo 34 anni e l'altro, Matteo Benetazzo, 35.
Il primo è di Isernia, attualmente vivente a Berlino.
Nel suo modo di concepire l'immagine e
l'espressione c'è qualcosa di candido ma non di
ingenuo, di incantato ma non di disarmato;
qualcosa che, malgrado (o forse proprio per)
l'asprezza dei tempi che viviamo, tra crisi inaudite e
problemi vecchi e nuovi, tra appiattimenti paurosi
dell'immaginario collettivo e involgarimento di ogni
clima, rimane lieve come una canzonetta d'infanzia,
leggero e crepitante come un gioco sorridente di
bambini. Emozionato di tremiti autobiografici,
assorto nei suoi palpiti d'anima come il piccolo
principe di Saint-Exupéry, il nostro Manovella versa
nelle due immagini che ha portato il flusso ansioso
e suggestivo della sua commossa fantasia, preso
com'è costantemente dallo spettacolo che filtra
dagli enzimi del suo animo.
Il secondo è nato nella piemontese Borgosesia ma
da molto tempo è d'ambiente toscano, vivendo a
Firenze ed essendo stato allievo di quell'Adriano
Bimbi, straordinario scultore ma ancor più straordinario "allevatore"
di talenti, che le nostre cronache d'arte nazionali hanno da sempre
colpevolmente trascurato. Con disarmante semplicità Benetazzo
gioca il suo immaginario tra acute presenze formali e spinose
torsioni espressive, sullo schermo di una figurazione spoglia e
scabra, di soda presenza. E c'è in lui come il senso forte, pieno,
risoluto, di una pittura dolorosa, colma di vita e di memorie, di
emozione e spessore umano, di vita e natura. C'è il sentimento di
un fare figurativo denso e ruvido che ha come soggetto, in ogni
brano del lavoro, gli uomini e, insieme, gli spazi della loro vita e del
loro destino.
Certo vale per entrambi la
consapevolezza che un paio d'opere,
o addirittura una sola, non possono in
nessun modo esaurire il segno
particolare che contraddistingue
ciascuno di loro, le potenzialità che vi
sono implicite e annunciate. Ma se il
buongiorno si vede dal mattino, come
in questi due casi, bisognerà dire che
siamo davvero di fronte a due robuste
"scoperte". E che siamo di fronte,
anche, a validi e conclamati motivi per
ritenere che la pittura in quanto tale,
malgrado i ritornanti becchini che
intendono ogni volta seppellirla, sia
ancora bella vivace, giovane,
affascinante di spunti e di suggestioni
reali, robustamente contemporanea.
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Questo numero è online da aprile 2013 / Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2013
Critico d’arte e
giornalista, vive e
opera a Milano dal
1969.
E’ nato a Sanremo nel
1944.
La mostra
BIENNALE GIOVANI
MONZA
Serrone della Villa Reale
di Monza
dal 7 giugno al 28 luglio 2013