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Giovanni Valentini
pittore
RIFLESSIONI
II contemporaneo per
me è una spinta verso il futuro: esiste il passato, il presente ed
il futuro nel segmento dello spazio-tempo. La nostra vicenda umana è
espressa in quel segmento.
Apollinaire diceva che per lui il futuro era "una spinta verso il
nuovo, verso il senso dell'avanguardia."
Si parlava evidentemente dei destini dell'arte, perlomeno di uno
degli spaccati dei diversi aspetti dell'arte.
Si lasciava evidentemente spazio agli altri aspetti dell'arte. Per
lo stesso Argan i destini dell'arte “si decidono nell'Avanguardia,
nella prima linea, e non nelle retrovie del fronte."
A parte questo discorso mi preme dare la mia solidarietà nei
confronti di chi non fa l'Avanguardia , cioè alle molteplici
correnti dell'espressione figurale e artistica, con una carica
poetica,introspettiva e spontanea.
Questi colleghi non sono magari sostenuti dal potere mafioso dei
circuiti pseudo artistici, e ciò nonostante non abbandonano il fare
estetico.
Le vie del potere, Gallerie, mercanti, riviste e simili, sono
espressione, si sa, di pura mafia, puro banditismo, pura
mercificazione dei pochi, a danno, si sa, dei molti, facendo
degenerare la ricerca pura dell'espressione figurale.
Codesto fenomeno è corrotto e non va per il sottile, trita tutto per
guadagnare a suon di miliardi di euro sulla produzione degli
"eletti" che poi non sono altro che dei mediocri produttori di
cattiva produzione di pseudo arte e diaboliche strategie di
marketing .
Riappropriamoci di ciò che ci è stato tolto, dicono giustamente
alcuni. Anche perché questo "potere" toglie ossigeno e vita ai
numerosissimi artisti che lucidamente debbono contestare il giro
mostruoso di chi in Italia e nell'occidente ,stringendosi a bravi
critici e intellettuali, deve togliere aria ai potenti.
"Riprendiamoci il contemporaneo" è – giustamente - l'obiettivo cui
dobbiamo mirare.
Mi piace a questo
punto accennare al "plagio", come degenerazione del sistema.
Vorrei poter dire "il cerchio si stringe" strappando potere al
potere, a favore di una democratica espressione libera dei linguaggi
figurali e non a favore della mafiosa gestione attuale dell'arte.
Nasce un collasso dell'espressione figurale a danno degli artisti
liberi che sono tenuti in gabbia dai potenti e dal mercato.
Mi piacerebbe scrivere qui nomi e cognomi di coloro che hanno
operato una vera dittatura nel territorio italiano, poi estesa a
livello internazionale.
Hanno cominciato negli anni settanta, in un malefico lavoro di
appropriazione della cultura nazionale, per poi allargare negli anni
ottanta e novanta la loro egemonia in una distruzione collettiva e
in una conquista di miliardi di euro secondo i loro malefici
interessi.
Cominciamo col dire basta a questi malfattori, e cominciamo anche a
chiarire il concetto di "plagio" che inquina la nostra cultura.
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data di pubblicazione in
questo sito
18/03/2011 |