© blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
dal 2011 - Codice ISSN 2239-0235
Co’sè
Questo sito online è realizzato
da Giorgio Seveso per
esclusivo esercizio di passione
culturale, affiancato da amici
artisti, critici, operatori
culturali e persone che da
anni avvertono un affine
disagio nei confronti degli
scenari artistici del contemporaneo italiano e
internazionale.
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QUESTO
BLOGMAGAZINE
Cosa dire e fare
Testimoniare
il
disagio
di
artisti
e
pubblico
reagendo
alle
cattive pratiche dell'arte contemporanea
Ogni
forma
e
opera
artistica
d'oggi,
se
di
qualità
e
di
senso
autentici,
possiede
dignità
estetica.
E
merita
dunque
di
dialogare
con
la
sensibilità
del
pubblico
e
con
l'immaginario
collettivo
dei
nostri
tempi.
Merita
di
chiamarsi
arte
contemporanea
alla
pari
delle
tendenze
oggi dominanti.
Invece
il
pensiero
unico
ha
riempito
e
riempie
in
questi
anni
chilometri
di
biennali
e
istituzioni,
musei
e
luoghi
d'evento
solo
con
video,
installazioni,
dipinti
e
segni
ispirati
tutti
a
un
medesimo
conformismo,
frutto
di
un
combinato
di poetiche sostanzialmente evasive e/o effimere.
Tranne
poche
segnalate
presenze,
la
massa
di
tali
opere
costituisce
una
vuota
modulazione
ripetitiva,
un
nuovo
manierismo
accademico
di
decadenza
valoriale,
cui
la
cultura
contemporanea
partecipa
scarsamente
e
che
il
grande pubblico assorbe passivamente.
E
l'immaginario
collettivo,
in
assenza
di
proposte
più
sofisticate
e
pertinenti,
viene
occupato
esclusivamente
e
massivamente
dalle
ricette
della
grande
industria
culturale
dell'intrattenimento. «L'esprit du temps manque d'esprit»...
Di
questi
giudizi
polemici
dobbiamo
farci
promotori
in
ogni
sede,
dobbiamo
persuaderne
gli
operatori
decisionali
del
nostro settore, investirne l'opinione pubblica.
Slegare
il
concetto
di
contemporaneo
dalla
mera
scelta
formale,
ricollegarlo
al
valore
estetico
dell'opera
significherà
contribuire
a
sbloccare
l'universo
delle
istituzioni
artistiche
italiane,
sia
pubbliche
che
private,
oggi
ingolfate dall'orientamento prevalente.
Significherà
bruciare
gli
alibi
e
le
cattive
pratiche
della
grande
maggioranza
degli
amministratori,
assessori,
direttori,
curatori,
divulgatori,
operatori
ecc.
da
anni
passivamente
spalmati
sull'acquiescenza
all'effimero
della
moda più recente.
opinioni, polemiche e proposte sull’arte contemporanea
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