Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare riContemporaneo.org CHE FARE? Alcune considerazioni su “Riprendiamoci il Contemporaneo” Un monitoraggio sull'argomento è molto importante. Non una valvola di sfogo, ma una riflessione seria sul CHE FARE. Lo slogan di facciata rende l'idea ma sa di trofeo che passa di mano in mano, di squadra in squadra. Ogni popolo ha i politici che si merita e l'arte ufficiale rispecchia quei valori da loro proposti e sorretti. Un conto è un'estetica che ha perso la dimensione umana del presente, inconsistente e corrotta, altra cosa è la produzione che si basa su una ricerca seria di modalità di linguaggio che ben si adatta ad una data epoca. Non ci si può sbagliare. Non abbiamo saputo dare una risposta adeguata e collettiva, finora, a quel politicante e a tutti gli altri, che con la Cultura, e non soltanto, ci mangiano, eccome se ci mangiano, al contrario di quanto enunciano, riducendoci a schiavi. Appelli, Proclami, Manifesti, Sottoscrizioni, etc. non producono risultati, occorrerebbe cercare altre forme più efficaci. La confusione ha velocità da neutrini. Non è cosa facile stabilire chiarezza in questo settore. Andando all'argomento Milano, la nostra città, sotto l'aspetto Arte Moderna e Contemporanea, è mortificata a tal punto che chi può scappa via, anche se qualche illuso spera tanto nella prossima EXPO e nella nuova Amministrazione. Ho ancora in mente  una sera di tanti anni fa, quando avevamo invitato a discutere l'Assessore alla Cultura di allora, il filosofo Abbagnano, alla Galleria Aleph in fondo a corso Garibaldi. Un tempo contavo sul "pubblico", stufo di certi galleristi affittacamere che alzando su la "claire" (la saracinesca) piangevano sulle circa 600mila lire che se ne andavano via in un sol  botto. Bisogna capire e far capire che questo non è un problema di una ristretta cerchia di persone, ma un fattore di civiltà democratica. Assistiamo, attoniti, allo spuntare come funghi, ad ogni latitudine, di mostre, fiere e biennali, che quando va bene incrementano il turismo, perché aggregano. Anche il calcio aggrega, ma quella è un'altra storia. Gli Eventi Culturali, poi, le Biennali che contano, fanno crescere ulteriormente il potere della figura del Curatore. Nel malessere di oggi, non ci sono solo gli Artisti, sono coinvolti tutti gli operatori del sistema: il Pubblico, l'Opera, il Mercato, le Aste,le Gallerie hanno perso molto peso. I Critici, a parte i pochi telegenici, hanno visto ridurre il prestigio costruito secondo eredità. Dai militanti, ai mappatori, come li definiva Testori, cioè dotati "di capacità di precostituire l'urbanistica dell'arte", ai legittimatori che avallavano il consenso, se ne sono visti tanti! Qualcuno dice che il sonno della critica ha generato il Curatore. I Curatori sono come i manager o i deejay, svolgendo un ruolo inseparabile da quello dell'artista e del critico che si rivela molto più articolato, ma poco nutrito di approfondimenti. Questa figura ibrida la troviamo a capo di Musei ed Istituti aperti all'esclusivo mondo del Contemporaneo, che con programmi intensi ed articolati muovono, fanno girare moltitudini di persone, che da ricerche effettuate dichiarano di non capire nulla o quasi di Arte Contemporanea (non solo loro), e che sia cosa riservata solo agli addetti ai lavori. Quanti di questi fedelissimi provengano dal  più vasto pubblico, allevato e livellato dalle tv di regime, magnetizzato dalla civiltà dello spettacolo e dalla civiltà eccitata, non mi è dato saperlo. Stretti da questa grave crisi, come se non mancassero i nostri irrisolti problemi nazionali, il CHE FARE è allora l'interrogativo che torna alla mente, per poter andare avanti nel lavoro che deve renderci autonomi e responsabili. E una delle strade che sembra più percorribile è proprio quella di uscire dall'inverno della Cultura, decontaminarsi, purificarsi e ripristinare gli eterni valori spirituali dell'arte. Fare anche una socializzazione di questo processo a cominciare dalle generazioni più giovani, che sono la fascia più debole ed esposta della società.      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            MARIO BENEDETTO Pittore, artisticamente attivo dal 1964, vive e lavora principalmente a Milano. L’INTERVENTO di