Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare riContemporaneo.org BEATI FOTOGRAFI... Una considerazione sul Photofestival a Milano dal 3 aprile al 12 maggio 2012 Per carità, niente da dire su questa bella e articolatissima manifestazione. Prima perché è di viva qualità, poi perchè è quasi autogestita, e non pesa sui bilanci pubblici; è l’espressione intelligente e autonoma del mondo della fotografia stesso, e davvero segna un momento alto, in cui Milano si conferma la capitale fotografica italiana e una delle prime “piazze” europee per questo settore della creatività e della comunicazione per immagini. Un po’ d’invidia, però, da parte nostra c’é, lasciatemelo dire. Sì, invidia, perché la cultura fotografica che emerge dalla rassegna e dal catalogo che l’accompagna è, in tutta chiarezza, una cultura esplicitamente pluralistica sotto il profilo delle poetiche, dei linguaggi, delle estetiche e tendenze presenti in quella dimensione del creativo contemporaneo. Di tutte le tendenze che oggi vi coesistono. E’ qualcosa che salta all’occhio girando le varie sedi, parlando con gli autori e con il pubblico, respirando “l’aria” di questi incontri e di queste inaugurazioni. E leggendo anche il testo di presentazione in catalogo, il “biglietto da visita” della manifestazione scritto dal Comitato direttivo del Photofestival, cioè Riccardo Costantini, Roberto Mutti e Giovanni Pelloso, nel quale tale libertà creativa è espressa in termini assai chiari. “Milano” - vi si dice tra l’altro - “possiede una vitalità culturale derivata dalla presenza qualificata di gallerie, spazi espositivi, istituzioni museali, archivi e soprattutto di un pubblico curioso e partecipe cui rivolgersi. Per tutte questa ragioni, nonostante il momento di generalizzate difficoltà, abbiamo deciso di far diventare PhotoFestival un appuntamento annuale. Indispensabili in questo quadro sono stati l'appoggio della Camera di Commercio di Milano, dell'Unione del Commercio e di AIF, che di questo progetto da sempre sono parte integrante e la confermata collaborazione con l'associazione STARTMILANO. Il risultato è ora sotto gli occhi di tutti con un programma decisamente corposo che prevede più di 90 mostre e coinvolge un gran numero di galleristi, critici e operatori di un settore che si è conquistato l'interesse di un pubblico ben più ampio di quello degli addetti ai lavori. Ne risulta un panorama articolato dove sono presenti il ritratto e la ricerca, il reportage e il paesaggio, la fotografia contemporanea e quella storica, dove si possono incontrare fotografi che percorrono una strada classica e altri che scorgono in questo linguaggio una forte connotazione artistica, autori di chiara fama e giovani emergenti.” Eccetera (il grassetto è mio). Ecco qui, dunque, le ragioni dell’invidia di cui dicevo in apertura. Quando mai succede oggi nell’ambiente della nostra arte contemporanea che vengano considerati di pari dignità e interesse artisti “classici” e “d’avanguardia”, linguaggi differenti, stili e poetiche divergenti da quelli celebrati dalla nostra ufficialità artistica? Le volte che ciò è accaduto si contano davvero sulle dita di una mano, mentre la pratica quotidiana di discriminazione e pensiero unico è sotto gli occhi di tutti ! Sarà perché nel mondo della fotografia non sono (ancora) presenti o determinanti i meccanismi invasivi di quel mercato di speculazione e di valori effimeri artificiosamente imposti sull’onda del provincialismo e dello snobismo culturali che infestano, invece, il nostro ambiente?      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            Giorgio Seveso GIORGIO SEVESO Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano. E’ nato a Sanremo nel 1944. L’INTERVENTO di Il catalogo della manifestazione...