Torna alla pagina principale Qui trovi i numeri pregressi Scrivici per intervenire o commentare riContemporaneo.org  Louis De Combremont, autoritratto digitale DI MERCATO E LIBERTA’ Riflettere sul mercato dell’arte di oggi mi suggerisce mesti pensieri circa la libertà. E precisamente la libertà della creazione artistica. In Francia e altrove, ma molto di più in Italia a quanto mi è dato sapere, in questi anni gli artisti non sono più liberi di lavorare come vogliono. Se ambiscono ad essere accettati dal sistema dell’arte, dai critici, dalle Gallerie alla moda, dai mercanti nazionali e internazionali, dai musei sulla cresta dell’onda, essi devono diventare artisti ufficialmente riconosciuti dal mercato. Dunque artisti “ufficiali”. Come tali, debbono assumere un ruolo cui si accede tramite una preselezione operata dai meccanismi sociali nell'ambito di sistemi di valorizzazione e di cooptazione che non hanno come base solo regole estetiche e poetiche, ma che sono invece anche e soprattutto costituite da forme di spettacolarizzazione, di ammiccamenti culturali, di compromissioni interessate. Per divenire figure ufficiali, questi artisti debbono passare attraverso canali di legittimazione che presentano, sempre, un certo costo da pagare. Ora ciò comporta inevitabilmente anche la costruzione e la valorizzazione di una certa estetica. Finisce quindi per manifestarsi a tutte lettere, oggi, un'estetica pubblica che, per certo, diviene una sorta di arte totalitaria, di arte di regime, capace di operare un profondo rovesciamento di ciò che era stata l'espressione tipica di tutto il novecento, cioè la manifestazione autentica e incondizionata da parte degli artisti delle loro poetiche individuali, della loro libertà. Come accade anche in molti altri campi, dunque, la libertà di lavoro degli artisti europei, ma soprattutto italiani, è oggi soltanto apparente. Le direzioni di ricerca che divergono da quella ufficiale imposta dalla società e dal suo mercato d’arte contemporanea (come "risultante" di quel certo numero di tendenze o di orientamenti di gruppi e centri di pressione che dettano le mode e l'offerta fluttuante del mercato stesso) risultano assai impervie da percorrere in maniera ragionevolmente o accettabilmente professionale. Ho riassunto qui il pensiero di molti tra quelli che dissentono, oggi, dagli orientamenti prevalenti nella cultura plastica e visiva, in particolare alcuni argomenti che mi hanno molto convinto del vostro filosofo Fulvio Papi. Certo, è pur vero che ognuno può apparentemente dipingere, scolpire, operare nel visivo come gli pare e piace. Nessuno potrà ergersi a giudice o censore e, in qualche maniera, realmente impedire che un artista lavori come più gli aggrada. E non è difatti questo il tipo di libertà che oggi è in discussione. Ma oggettivamente, realmente, concretamente, se questo artista non s’è adeguato all’ufficialità, molto difficilmente sarà libero di esporre, di partecipare, di entrare nel mercato. Siamo di fronte, dunque, ad un grave paradosso, rappresentato appunto, per una parte, dal coesistere di un'arte fortemente condizionata dai meccanismi stessi che ne dovrebbero assicurare l'esplicazione e, per l'altra, da una società che, invece, pur tra limiti e contraddizioni, è giustamente fiera dei suoi spazi rilevanti di libertà civili e culturali. Quando la quasi totalità dei mercanti, dei critici, dei media e di tutta la dimensione pubblica opera esclusivamente in una direzione, è ovvio che chi da questa direzione diverge non godrà certo della possibilità di operare liberamente. Tutto questo, lasciatemelo dire, è assai triste. La vera e propria nuova “accademia” che si è formata attorno agli esempi (e al successo commerciale) di un certo tipo di “contemporaneo” trascina tutto verso il basso, involgarisce e appiattisce ogni cosa, toglie ossigeno e sangue alle ricerche artistiche autentiche, fatte di verità e di passione. (Traduzione dal francese di G.S.)      PAGINE TEMATICHE ONLINE                                                            LOUIS DE COMBREMONT Critico d’arte, poeta e collezionista francese di incerta origine ed età, vive in modo volontariamente defilato tra Parigi e la Costa Azzurra. Si occupa esclusivamente delle vicende artistiche di cui periodicamente s’innamora. L’INTERVENTO di