Un intervento di
RIVISTA TEMATICA ONLINE
riContemporaneo.org
CELESTINO FERRARESI
È nato nel 1949. Pittore e
docente, insegna
all'Accademia di Belle Arti
di Roma. Ha fondato la
Scuola di Torpignattara,
dove propone una strada
pittorica "tradizionalista",
nel senso di una ricerca
che non taglia i ponti col
passato...
QANDO PARLIAMO DI
ARTE
(Dopo aver letto su queste pagine l’intervento
di Gerardo Lo Russo, Direttore dell’Accademia di Roma)
Ogni volta che ci avviciniamo all’arte possiamo coglierne la bellezza
che nasce dall’esperienza e dal mestiere del suo artefice. Per
goderla occorre spingere lo sguardo oltre la superficialità . La
bellezza è colta e non sempre a portata di mano: l’occhio educato ne
riconosce la forma e lo spirito sensibile ne comprende la poesia.
Ho letto un intervento sul primo numero di questa rivista online nel
quale il Direttore dell’Accademia di Roma definisce la comunicazione
genericamente “arte”, anzi si impegna per rivendicare ad essa il
primato, rispetto alle forme tradizionali del fare artistico….
Molti di noi sanno che la cronaca non è poesia, così come la
citazione speculativa non è la stessa cosa di quell’ autenticità che i
maestri ci raccomandarono in gioventù come strada maestra per
rappresentare le emozioni della vita …
Ogni forma d’arte ha i suoi principi, le sue regole e le sue
implicazioni estetiche. Tutelare l’unicità dei linguaggi che la storia ha
tramandato è tutt’altro che porre paletti o pregiudizi, chi afferma il
contrario in nome di un ormai logoro e fuorviante contemporaneismo
contribuisce ad aumentare la confusione. Dopo un secolo di
nichilismo liberatorio sarà pure il momento di ricostruire,
cominciando in modo semplice a restituire alle parole il loro
significato e magari anche a precisare l’argomento di cui si vuol
parlare…. Se ad esempio leggiamo che Socrate è scultore e
Platone pittore, ci sforziamo per comprendere il paradosso, ma non
possiamo non rimanere sconcertati e dubbiosi per la bizzarra
affermazione…..
Secondo l’autore del nostro articolo l’operatore e l’informatore visivo
, così come il comunicatore globale sono categorie di artisti ai quali,
osserviamo, non è chiesta alcuna necessità estetica…
In questo caso, non si tratta di quell’aspetto della cultura artistica
che abbiamo imparato a considerare come la “ bellezza del
brutto”…ma più semplicemente di un atteggiamento di pervicace
ignoranza del bello, imposto da una certa contemporaneità quale
viatico per la libertà assoluta dell’immaginazione….
Dunque l’oggetto d’arte, liberato dalla bellezza, imprescindibilmente
legata all’ingegno che guidava la mano sapiente del suo artefice,
permette, finalmente, a chiunque e senza troppo sforzo, di aspirare
alla creatività che, vista la dimensione del fenomeno, possiamo
definire ormai ambizione di massa...! Non a caso le Accademie,
impoverite della qualità del saper fare, si compiacciono in una
palude di fantasiosi eloqui profusi generosamente in corsi,
squalificati a causa di inopportune ingerenze sindacali e favoritismi
(all’Accademia di Roma ve ne sono oltre 240!).
L’insegnamento del fare arte meriterebbe una attenzione ben più
seria e approfondita.
Gino Severini in una lettera da Parigi in ricordo di Boccioni (il
Borghese, 26 marzo 1959) scrive “ L’arte, come tale, è indipendente
dalla morale e dall’umano, e può fare a meno di un contenuto. Ma se
non si umanizza, non esprime e non significa niente. Se l’arte non è
svegliata e messa in condizione di “creare” dalla poesia può
assurgere alla “bellezza” ma è una “certa bellezza”, silenziosa come
quella di un mobile. È l’intuizione o la conoscenza poetica che
vivifica l’arte, ma essa, a sua volta, è nutrita da un contatto col
mondo esistenziale delle cose. Senza l’intuizione poetica l’arte è,
anche se intelligente, pura fabbricazione. È una cosa, ma non è un
linguaggio.”
A tanti che dissertano liberamente d’arte vorrei consigliare di
passare un po’ di tempo, per esempio, dinanzi ad un’opera di Arturo
Martini…..
Al Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma rimprovero di
averci privato delle riflessioni estetiche frutto del suo lavoro di
pittore….molti ne sarebbero stati assai più arricchiti.