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                                                                                       RIVISTA TEMATICA ONLINE                                                               
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SILVANA TURZIO Storica della fotografia, saggista e curatrice, insegna all’Università Statale di Milano.
Il dibattito sull'arte contemporanea c’è [A proposito del carteggio tra Pio Tarantini e Marco Capovilla] Come tutti quelli che per le ragioni più diverse frequentano il mondo  delle espressioni visive,  cerco di capire dove siamo e,  forse, ma è  molto complicato e rientra più nei desideri che nelle previsioni  possibili, dove stiamo andando. Difficile, se non impossibile,   trovare qualcosa di saggistico , e di seriamente saggistico, che  elabori il  presente nel momento stesso del suo manifestarsi. I saggi  analitici non possono che essere pochi e per loro stessa natura,  posteriori. Tuttavia esistono , anche se escono con qualche mese o  anno di ritardo rispetto alle manifestazioni di cui trattano,   ovviamente . Credo anche che occorra distinguere tra articoli di  giornale o specialistici su riviste , per loro natura ( velocità di  scrittura, lunghezza limitata, tipo di scrittura ....) divulgativi e i  saggi critici che in genere sono frutto  di  lunghe ricerche e di  studio, tempo di scrittura e di comprensione  del proprio oggetto   ovviamente più dilatati  e che quindi richiedono tempi di elaborazione  e di assimilazioni più lunghi. Il dibattito sull'arte contemporanea c’è ed è spesso proficuo. Certo,  ripeto, non si trova sui giornali , sulle riviste generaliste , nei  dibattiti estemporanei nè sulle recensioni online: in questi luoghi si  trovano , quando va bene, solo le parti emerse del lavorìo sotterraneo. Certi spunti su ciò che avviene nel momento in cui avviene ,  si  trovano invece su riviste meno paludate, effimere forse , distribuite  nei luoghi meno ufficiali : gallerie e luoghi di ricerca come la  fabbrica del vapore di Milano, dove le  riflessioni fatte sul campo da  coloro che frequentano davvero  i laboratori del visivo vengono  raccolte e documentate.   Mousse, pur essendo ormai paludatissima,  è  stata  un ottimo esempio. Anche in questo caso, non confondiamo però i resoconti dei laboratori  in atto  con gli articoli di divulgazione, come se pretendessimo di  capire le ricerche scientifiche leggendo gli articoli seppur ben  documentati del Corriere o di qualsiasi altro quotidiano, ignorando  per chi è davvero interessato che il frutto delle ricerche è  pubblicato sulle riviste specializzate e va seguito costantemente.   Perchè  non dovrebbe essere così anche per il mondo del visivo? Le  espressioni artistiche sono così poco interessanti, così facili, così  superficiali  da essere capite leggendo solo  due o tre pagine qua e  là ? Duchamp e le sue ricerche erano forse recensite sui quotidiani  più diffusi dell'epoca? O forse, così facendo  non diventiamo  anche noi  vittime del sistema  dell'arte che funziona sulla frequenza di certe opere sulle pagine dei  cataloghi delle vendite all'asta? Comunque,  i due libri di Polveroni  che è una che i laboratori del  contemporaneo li ha frequentati davvero e che scrive i libri dopo  attente e documentate analisi del funzionamento del visivo sono molto  interessanti e utili: certo oggi forse un tantino superati dai molti  articoli di giornale che si sono nutriti del suo pensiero e del suo  lavoro, a volte in modo consapevole , a volte invece addirittura in  modo del tutto inconsapevole e  senza citarla. Brutta abitudine, e  molto scorretta, di gran parte del mondo del giornalismo e della  divulgazione.  In Germania hanno fatto dimettere un ministro che   nella sua tesi di laurea aveva copiato il lavoro di un altro  studioso , in Italia si costruiscono carriere brillanti ricorrendo  allo stesso sistema. Monti e i suoi dovrebbero imporre lo scontrino fiscale e una  tassazione su chi copia le idee e il lavoro altrui. Un mare di denaro   che coprirebbe i bisogni di qualche museo di arte contemporanea. Comunque, un  libro che mi pare dia  buone informazioni sull'arte  italiana degli ultimi decenni è “Il confine evanescente, Arte  italiana 1960-2010”, edito da Electa nel 2011, se ricordo bene. Ma  sono certa che. cercando un pò , molte altre cose si trovano in  libreria o sulla rete.