ETTORE
DE CONCILIIS
Un Tempo Lento
Dentro il problema del COVID-19 ce ne sono
tanti altri. Esperti di ogni disciplina e autorità
religiose ci aiutano a cercare di capire, a
difendere la nostra vita, l'economica, la nostra
pace interiore. Ma rimangono paura, dolore,
sgomento.
Quando ogni giorno fisso gli alberi davanti al
mio studio nella luce speciale di questa
primavera, scopro quanto non avevo mai
notato prima: il lento crescere delle foglie, dei
fiori in variazioni infinite di forme e colori.
Avevo guardato tante volte questi alberi, ma
veramente non li avevo mai realmente visti.
Credo impossibile che questo frammento di
bellezza che percepisco, parte di tanta altra
bellezza della natura, non possa prevalere
sull'altro lato che la natura stessa ha in sé,
quello di primigenia terrorista. Dipingo e mi
sembra una fuga davanti alla presenza così
esagerata della realtà.
Sto finendo due pitture sul tema del mare e
del cielo: le "Pale del Mediterraneo" per la
Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
di Roma. Opere che credevo di aver già finito,
ma la situazione di tempo lento, lungo, che
attraversiamo mi spinge istintivamente a
rivedere. Un giorno saranno installate in
questa antica Chiesa romana quando riaprirà
le sue belle porte di bronzo ai fedeli e ai
visitatori di tutto il mondo. Quando non sarà
più solamente una semplice presenza, tra le
altre, dell'atmosfera metafisica che la città ci
offre oggi, ove i luoghi di culto e i monumenti,
silenti, dialogano nel vuoto soli con sé stessi.
Quando sento scoraggiamento, mi aiutano le
speciali parole del diario di Anna Frank
bambina, scritte prima della sua deportazione
nei campi di concentramento: "Sono partecipe
del dolore, ma se guardo il cielo, penso che nel
mondo tornerà la Pace."