numero

UN NUMERO SPECIALE

Artisti al tempo del lutto e del contagio

I DIARI DELL’IMMAGINE

M’immagino che ogni artista in questi giorni così luttuosi, strani e particolari sia come noi tutti confinato in casa, con scarsi contatti con l’esterno che non siano quelli del telefono o della rete. E probabilmente se non vi fosse l’ansia per noi stessi e per i nostri affetti, il dolore per quelli che soffrono, il timore del contagio e di ciò che può attenderci domani e dopodomani in modi del tutto imprevisti e sconosciuti questa condizione di isolamento forzato non sarebbe poi così negativa, perché consente una insolita dimensione interiore, uno sguardo su se stessi, sull’esistenza e sul mondo assolutamente nuovi. La clausura per gli artisti rappresenta lo sappiamo un’importante opportunità per concentrarsi sulla propria arte in un momento in cui le interruzioni esterne sono annullate. E proprio approfittando di questo più intenso “tempo personale” vorrei con loro dare vita a questo Diario per immagini. Gli argomenti, gli stimoli, gli inneschi dell’immaginazione e della fantasticazione oggi certo non mancano, e sono straordinariamente invasivi. Mai come ora si presentano tumultuosamente a scuotere la coscienza e interpellare la creatività. L’iniziativa che ho preso è molto semplice e lineare. Su questo “numero speciale” del riContemporaneo.org non pubblico e non pubblicherò i consueti interventi, riflessioni e articoli scritti, bensì a mano a mano che mi arrivano, aggiungerò solo le immagini degli artisti, i loro disegni, quadri, forme, segni e tracce figurali, brani visivi, fotografie e icone che questi momenti e accadimenti così eccezionali avranno ispirato. Immagini accompagnate al massimo da qualche riga eventuale di commento, di spiegazione o di saluto. Sarà una galleria unica nel suo genere, un “diario” di riflessioni per il quale l’immagine diviene il tramite di un rapporto con il mondo mai così intenso e gravido di sostanze. Una cronaca del contagio, sì, ma anche la registrazione di una resistenza, dalle più diverse intonazioni ai più vari significati. E sarà anche almeno lo spero un mosaico di spunti per sentirci in qualche modo accomunati e solidali. Per scorgere di ciascuno di loro, un aspetto, una tensione, un’illuminazione sorprendenti, inattese o confermate. Un modo per vivere ciò che ci sta accadendo come una opportunità, come l’invito a riconsiderare molte cose, molti valori e pseudovalori: una occasione per ripensare il nostro mondo, le nostre abitudini, le nostre certezze. Opere, disegni, dipinti, forme, fotografie, spunti visivi: tracce di fantasia e di creatività a confronto con l'ansia, il dolore, la paura e la solitudine, il sogno e la speranza di questa tempesta silenziosa che ci circonda. Alcuni magari preferiranno inviare invece cose già fatte, ma va bene così: anche questa è una reazione, è una risposta. Molte immagini si aggiungeranno - come al solito - con il trascorrere dei giorni, molte pagine si arricchiranno e molte nasceranno ex novo. Ci tengo a sottolinearlo. Questo numero speciale non è una mostra, non è una rassegna strutturata, non c'è "selezione" di linguaggio di genere. E' nato (e continuerà) come registrazione d'un bisogno di espressione e reazione. E così come l'uscita da questa nostra drammatica esperienza (quando sarà) dovrà segnare un cambiamento radicale del nostro modo di vedere il mondo, di organizzarlo e di viverlo, così anche il nostro sistema artistico (quello che Argan chiamava la "fabbrica dell'arte") potrà e dovrà evolvere e adeguarsi. Ci sarà parecchio lavoro da mettere in campo. Prepariamoci.


riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

Giorgio Seveso  Critico d’arte, curatore e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. Fondatore e conduttore di questo blogMagazine, è stato critico de l’Unità per quasi trent’anni. E’ nato a Sanremo nel 1944. 2 | © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 |
“Mi sono convinto che anche quando tutto pare perduto bisogna mettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio.” (Antonio Gramsci) "Non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì” (Rita Levi Montalcini)

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UN NUMERO SPECIALE

Artisti al tempo del lutto e del

contagio

I DIARI

DELL’IMMAGINE

“Mi sono convinto che anche quando tutto pare perduto bisogna mettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio.” (Antonio Gramsci) "Non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì” (Rita Levi Montalcini) M’immagino che ogni artista in questi giorni così luttuosi, strani e particolari sia come noi tutti confinato in casa, con scarsi contatti con l’esterno che non siano quelli del telefono o della rete. E probabilmente se non vi fosse l’ansia per noi stessi e per i nostri affetti, il dolore per quelli che soffrono, il timore del contagio e di ciò che può attenderci domani e dopodomani in modi del tutto imprevisti e sconosciuti questa condizione di isolamento forzato non sarebbe poi così negativa, perché consente una insolita dimensione interiore, uno sguardo su se stessi, sull’esistenza e sul mondo assolutamente nuovi. La clausura per gli artisti rappresenta lo sappiamo un’importante opportunità per concentrarsi sulla propria arte in un momento in cui le interruzioni esterne sono annullate. E proprio approfittando di questo più intenso “tempo personale” vorrei con loro dare vita a questo Diario per immagini. Gli argomenti, gli stimoli, gli inneschi dell’immaginazione e della fantasticazione oggi certo non mancano, e sono straordinariamente invasivi. Mai come ora si presentano tumultuosamente a scuotere la coscienza e interpellare la creatività. L’iniziativa che ho preso è molto semplice e lineare. Su questo “numero speciale” del riContemporaneo.org non pubblico e non pubblicherò i consueti interventi, riflessioni e articoli scritti, bensì a mano a mano che mi arrivano, aggiungerò solo le immagini degli artisti, i loro disegni, quadri, forme, segni e tracce figurali, brani visivi, fotografie e icone che questi momenti e accadimenti così eccezionali avranno ispirato. Immagini accompagnate al massimo da qualche riga eventuale di commento, di spiegazione o di saluto. Sarà una galleria unica nel suo genere, un “diario” di riflessioni per il quale l’immagine diviene il tramite di un rapporto con il mondo mai così intenso e gravido di sostanze. Una cronaca del contagio, sì, ma anche la registrazione di una resistenza, dalle più diverse intonazioni ai più vari significati. E sarà anche almeno lo spero un mosaico di spunti per sentirci in qualche modo accomunati e solidali. Per scorgere di ciascuno di loro, un aspetto, una tensione, un’illuminazione sorprendenti, inattese o confermate. Un modo per vivere ciò che ci sta accadendo come una opportunità, come l’invito a riconsiderare molte cose, molti valori e pseudovalori: una occasione per ripensare il nostro mondo, le nostre abitudini, le nostre certezze. Opere, disegni, dipinti, forme, fotografie, spunti visivi: tracce di fantasia e di creatività a confronto con l'ansia, il dolore, la paura e la solitudine, il sogno e la speranza di questa tempesta silenziosa che ci circonda. Alcuni magari preferiranno inviare invece cose già fatte, ma va bene così: anche questa è una reazione, è una risposta. Molte immagini si aggiungeranno - come al solito - con il trascorrere dei giorni, molte pagine si arricchiranno e molte nasceranno ex novo. Ci tengo a sottolinearlo. Questo numero speciale non è una mostra, non è una rassegna strutturata, non c'è "selezione" di linguaggio di genere. E' nato (e continuerà) come registrazione d'un bisogno di espressione e reazione. E così come l'uscita da questa nostra drammatica esperienza (quando sarà) dovrà segnare un cambiamento radicale del nostro modo di vedere il mondo, di organizzarlo e di viverlo, così anche il nostro sistema artistico (quello che Argan chiamava la "fabbrica dell'arte") potrà e dovrà evolvere e adeguarsi. Ci sarà parecchio lavoro da mettere in campo. Prepariamoci.
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polemiche e proposte sull’arte contemporanea

Giorgio Seveso  Critico d’arte, curatore e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. Fondatore e conduttore di questo blogMagazine, è stato critico de l’Unità per quasi trent’anni. E’ nato a Sanremo nel 1944. 2