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Giulio Crisanti
pittore
(sito
d'interesse)
Ecco finalmente uno
scatto d’orgoglio che da artisti e intellettuali di questo tempo non
possiamo non accogliere e moltiplicare con riflessioni mirate al
recupero del concetto di contemporaneo nell’arte.
È un grido di ribellione che viene da lontano ed assume forza di
crociata per contenere e possibilmente ribaltare la deriva
demagogica che sta oscurando la pluralità delle espressioni
artistiche e culturali in atto, queste sì contemporanee.
Scrive
Seveso:”…Occorre affermare che è contemporanea, di pari dignità e
valore, ogni operazione espressiva condotta oggi, se capace di
mostrare compiutamente un talento reale, un risultato plasticamente
e poeticamente valido, una sostanza autentica del fare e
dell’immaginare.”
Quanti di noi però sono oggi coscienti della nullità dei tanti
sotterfugi di stile e di forma licenziati dagli happening convocati
ovunque, dalle mode effimere scatenate dal consumismo, dalla
comunicazione quotidiana dei media mascherata da video art,
dall’utilizzo di contaminazioni fotografiche per sopperire alla
mancanza di linguaggio e senso estetico, dalle kermesse affaristiche
nazionali ed internazionali?
Quali e quanti artisti spacciano per arte contemporanea queste loro
iniziative mancanti il più delle volte di contenuti e di poetica?
Quali artisti e per quali scopi seguono supinamente le indicazioni
di mercanti, critici d’arte e operatori culturali su percorsi
orientati all’ottenimento del consenso tout-court?
E’ bene
domandarlo... non nascondiamoci; io penso che siano troppi, di tutte
le età, ma urlano la loro arte, reclamando la loro edonistica
visibilità.
E’una mia convinzione, senz’altro critica; propongo allora un
secondo processo di indagine che possa affiancare l’enunciato
dell’amico Seveso; auspico anzi un ampliamento del campo di
discussione a tutto vantaggio della completezza del concetto di arte
contemporanea.
Vale a dire: come
riconoscere l’artista contemporaneo?
Questo è l’argomento aggiuntivo che mi auguro possa trovare
ospitalità e voci qualificate che stimolino l’indagine anche su
questo spinoso argomento.
La mia partecipazione alle cose dell’arte, sviluppatasi su più
fronti operativi a partire dal 1958, mi ha permesso di ipotizzare
dei modelli comportamentali ai quali far riferimento nelle diverse
occasioni ma anche di identificare l’uomo artista come creatore di
materia e di spirito, elementi che dovrebbero convivere per il
raggiungimento di traguardi e valori.
L’artista infatti, uomo tra gli uomini, dà corpo, con pochissimi
elementi a sua disposizione, a immagini, sogni, invenzioni che
trasforma in obiettivi da condividere per estasiare, sconcertare,
emozionare; egli sente l’impellente obiettivo di comunicare
utilizzando i mezzi dell’arte e attraverso le sue opere ci trasmette
dubbi, angosce, aspettative, passioni ma anche le problematiche più
profonde dalle quali si fa coinvolgere, assumendole come priorità
esistenziale; attraverso la forma e i contenuti della sua arte e le
tecniche che utilizza, permette a ognuno di noi di accedere al suo
mondo ed interpretarlo, con la sensibilità e l’intelligenza di cui
disponiamo.
Penso che l’artista
contemporaneo debba essere sempre alla ricerca di linguaggi di
affinamento per conservare intatto il suo interesse umano e poetico
per l’uomo e le sue culture; la sua ricerca deve tendere ad
individuare e rappresentare lo spazio dell’esistenza dove ogni
piccolo insignificante evento crea immagini; anzi, realtà diverse da
individuo a individuo.
Lavorare sull’uomo e la città, figure umane, volti, paesi, pensieri
o emozioni, il lavoro e gli interessi, i rapporti umani, le sue
aspettative, la sua evoluzione, le sue realizzazioni: questo il
campo d’interesse dell’artista contemporaneo.
Se la formazione
dell’artista è seria ed i suoi elaborati di qualità, il risultato
del suo fare sarà positivo perché risulteranno esaltati i valori
intrinseci dell’interpretazione artistica, ed è solo questo ciò che
conta
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data di pubblicazione in
questo sito
18/02/2011 |