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INTERVENTI
Un intervento di Giorgio Seveso
SOMMARIO
  RIFLESSIONI, POLEMICHE, PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA                                                                     
27 aprile 2013 ARTE INATTUALE  E ARTE CONTEMPORANEA E’ la storia di un rapporto complicato. Ovvero,della difficile compresenza nel nostro ambiente di atteggiamenti e pratiche artistiche oggi così radicalmente diverse tra loro sotto il profilo estetico ma anche etico, da far pensare a mondi simultaneamente coesistenti ma non coincidenti, a “pianeti” talmente differenti tra loro, come già avevo titolato un numero precedente di queste pagine, da suggerire una serie di divaricatissime antitesi e dicotomie... Per essere considerata contemporanea l’arte deve essere interna solo a determinati linguaggi e “ideologie” estetiche oppure se ne può autonomamente discostare? Dev’essere omologata e allineata agli orientamenti prevalenti nel mercato attuale o può differirne? In altre parole, l’arte è contemporanea solo perchè è d’attualità? E ancora: l'attualità in senso generale può davvero essere considerata come un valore “aggiunto” all'interno della nostra cultura? Sono domande richiamate da una mostra a due mani che si è aperta sabato 20 aprile scorso presso il Museo della Città di Rimini. Raccoglie opere di Giorgio Tonelli e Enrico Lombardi, che hanno appunto intitolato la loro rassegna e il catalogo, molto lapidariamente,  “Inattuali”. Ho pensato di profittare di questa occasione che riassume così esplicitamente i termini della questione, per entrare nel “tema” sollevato con questa indicazione, che ovviamente va ben al di là dei meriti pur evidenti e cospicui della mostra, diventando soprattutto il terreno di una riflessione generale sulla nostra attuale cultura dell’artistico. Vi rimando al testo della loro auto-presentazione, ove ciascuno di voi potrà - se ha la pazienza di leggerselo tutto - trovare i propri motivi di dissenso o consenso. Per mio conto affermo subito che questa loro dichiarata inattualità l’ho trovata fortemente stimolante e attiva, profondamente attuale se posso evocare un paradosso semantico. E’ la stessa - o analoga - inattualità che almeno l’ottanta percento dei miei amici artisti, o di quelli che amo pur non conoscendoli personalmente, dichiara di avvertire nel lavoro. Vale a dire quella sorta di sentimento di estraniazione, di scollamento, di discordanza dal clima generale delle nostre Gallerie e Musei più o meno maxxi o mini, delle nostre riviste e pubblicazioni, delle nostre bi-tri-quadri- ennali metropolitane o strapaesane  (a quanto se ne sente, anche quest'anno a Venezia Massimiliano Gioni e Bartolomeo Pietromarchi ne hanno preparata una pienamente di attualità !) E questa inattualità dichiarata da Tonelli e Lombardi, questo sentimento di straniamento dall'arte che ci circonda incombendo da ogni parete concreta o virtuale del sistema, sembra essere davvero diversa da altre forme di "resistenza" che si possono praticare nei confronti delle mode culturali. A cominciare dai vari anacronismi e citazionismi del passato prossimo e finendo con i  verismi più “fotografici” e più diversi che in questi decenni, in forme e modi differenti, hanno evocato una qualche forma di reazione alle tendenze prevalenti, giocandosela, però, tutta sul terreno del puro linguaggio, della sola forma. La loro invece è una diversità che è di sostanza, di tensione delle idealità circa la natura e la portata del concetto di pittura, considerato proprio nel suo rapporto immanente con il senso della poetica di cui l'autore è insieme artefice, interprete e testimone. Questo e altri ingredienti di tale diversità sono argomentati da Tonelli e Lombardi nel loro testo, ma qualcosa mi pare subito di poter cogliere relativamente a quanto è stato scritto su questo nostro blog da oltre un anno a questa parte. E cioè che la ”modesta proposta" avanzata qui da uno dei decani della nostra pittura, cioè dal fiorentino Manfredi quando ci proponeva la definizione di arte classica contemporanea come possibile etichetta generalista di “resistenza”, si arricchisce con loro di una ulteriore ed efficace messa a punto, che somiglia quasi all'icona di un movimento possibile... .
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Questo numero è online da aprile 2013  /   Ultimo aggiornamento:  20 ottobre 2013
Critico d’arte e giornalista, vive e opera a Milano dal 1969. E’ nato a Sanremo nel 1944.
Giorgio Seveso