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| © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 |

29/06/2020

RICOMINCIARE

di Carlo Catiri “Oggi solstizio d’estate. La luce si apre la strada molto presto al mattino liberandosi dell’oscurità notturna e illuminando le case e le finestre con grande intensità. All’interno della mia camera le ombre si sfumano e gli oggetti riprendono i loro colori. Nasce un nuovo giorno. Mi alzo dal letto in fretta e sento nell’aria un gradevole calore che stimola la mia curiosità e ridesta un forte desiderio di cambiamento. Esco di casa e improvvisamente capisco che dopo mesi di chiusura e di immobilità qualcosa nella natura sta cambiando. Sta arrivando l’estate. Viene voglia di muoversi, camminare, esplorare, correre senza meta come farebbe un bambino. Ah la mascherina. Stavo quasi per scordarla. Per le vie che percorro e nei giardini vedo gente sconosciuta che vorrei salutare, abbracciare per comunicare e render vivo questo nuovo stato d’animo che mi pervade. Ricominciamo”. La ricerca artistica però non si è mai fermata. Per fortuna la solitudine può non essere un ostacolo all’operare. Anzi uno stimolo creativo. Oltretutto i moderni mezzi di comunicazione digitale non hanno interrotto completamente la visualizzazione dell’arte ed il dialogo con il suo pubblico. Quello che in questi mesi di chiusura e di lockdown ha però davvero interrotto il naturale fluire dell’arte è il contatto fisico tra opera e fruitore. Musei, biblioteche e gallerie d’arte si sono inventati mostre virtuali che sicuramente hanno mantenuto vivo il dibattito artistico e hanno in parte colmato l’impossibilità di organizzare vernissage e incontri culturali in presenza, come oggi si dice. Quello che è mancato e ancora oggi fa fatica a riprendere completamente è l’incontro diretto, la presentazione reale dell’oggetto artistico con la riapertura dei musei. Sicuramente ora, in questo momento critico di divenire e di passaggio, la nostra presenza attiva e il nostro impegno di compartecipazione del vivere artistico deve essere alto e consapevole. Nella speranza, non che tutto torni come prima, ma altresì che questa drammatica esperienza faccia maturare in noi una nuova coscienza di sviluppo e di progresso che tenga presente e si opponga ad uno squilibrio naturale decisamente sciagurato e insostenibile. Ben venga il progetto di “Casartista” e di tutte quelle iniziative culturali volte al cambiamento e che abbiano come obiettivo una nuova e più attuale ridefinizione della funzione sociale dell’artista. Prepariamoci ad una nuova battaglia in cui il ruolo dell’arte, nella sua piena libertà espressiva, può essere anche di riflessione sulle drammatiche condizioni della natura e di denuncia del dissennato modo di sfruttare le sue risorse. E di contrastare anche un concetto di progresso avente come finalità esclusiva quella del solo raggiungimento del massimo profitto economico.

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

14 Carlo Catiri  Insegnante, pittore e critico d’arte, nasce nel 1953 a Milano, dove vive e lavora. Attento e sensibile conoscitore dell’arte, affianca a queste attività culturali la sua ricerca pittorica

polemiche e proposte sull’arte contemporanea

14 Carlo Catiri  Insegnante, pittore e critico d’arte, nasce nel 1953 a Milano, dove vive e lavora. Attento e sensibile conoscitore dell’arte, affianca a queste attività culturali la sua ricerca pittorica

29/06/2020

RICOMINCIARE

di Carlo Catiri “Oggi solstizio d’estate. La luce si apre la strada molto presto al mattino liberandosi dell’oscurità notturna e illuminando le case e le finestre con grande intensità. All’interno della mia camera le ombre si sfumano e gli oggetti riprendono i loro colori. Nasce un nuovo giorno. Mi alzo dal letto in fretta e sento nell’aria un gradevole calore che stimola la mia curiosità e ridesta un forte desiderio di cambiamento. Esco di casa e improvvisamente capisco che dopo mesi di chiusura e di immobilità qualcosa nella natura sta cambiando. Sta arrivando l’estate. Viene voglia di muoversi, camminare, esplorare, correre senza meta come farebbe un bambino. Ah la mascherina. Stavo quasi per scordarla. Per le vie che percorro e nei giardini vedo gente sconosciuta che vorrei salutare, abbracciare per comunicare e render vivo questo nuovo stato d’animo che mi pervade. Ricominciamo”. La ricerca artistica però non si è mai fermata. Per fortuna la solitudine può non essere un ostacolo all’operare. Anzi uno stimolo creativo. Oltretutto i moderni mezzi di comunicazione digitale non hanno interrotto completamente la visualizzazione dell’arte ed il dialogo con il suo pubblico. Quello che in questi mesi di chiusura e di lockdown ha però davvero interrotto il naturale fluire dell’arte è il contatto fisico tra opera e fruitore. Musei, biblioteche e gallerie d’arte si sono inventati mostre virtuali che sicuramente hanno mantenuto vivo il dibattito artistico e hanno in parte colmato l’impossibilità di organizzare vernissage e incontri culturali in presenza, come oggi si dice. Quello che è mancato e ancora oggi fa fatica a riprendere completamente è l’incontro diretto, la presentazione reale dell’oggetto artistico con la riapertura dei musei. Sicuramente ora, in questo momento critico di divenire e di passaggio, la nostra presenza attiva e il nostro impegno di compartecipazione del vivere artistico deve essere alto e consapevole. Nella speranza, non che tutto torni come prima, ma altresì che questa drammatica esperienza faccia maturare in noi una nuova coscienza di sviluppo e di progresso che tenga presente e si opponga ad uno squilibrio naturale decisamente sciagurato e insostenibile. Ben venga il progetto di “Casartista” e di tutte quelle iniziative culturali volte al cambiamento e che abbiano come obiettivo una nuova e più attuale ridefinizione della funzione sociale dell’artista. Prepariamoci ad una nuova battaglia in cui il ruolo dell’arte, nella sua piena libertà espressiva, può essere anche di riflessione sulle drammatiche condizioni della natura e di denuncia del dissennato modo di sfruttare le sue risorse. E di contrastare anche un concetto di progresso avente come finalità esclusiva quella del solo raggiungimento del massimo profitto economico.